1 October, 2020
 

A Trento l’economia circolare incontra l’arte

Dall’azione virtuosa di un singolo individuo all’interno della propria casa, che diventa primo laboratorio quotidiano di uso consapevole e circolare delle risorse, si genera un effetto positivo a tutte le scale, creando nuove sinergie non solo attraverso le città, ma anche con il territorio, le risorse idriche, forestali e agricole. E’ questo il senso di Circular Evolutions, l’installazione diffusa che va in scena al MUSE di Trento, realizzata da Eni su un’idea dello studio Mario Cucinella Architects e di SOS – School of Sustainability.

Partendo dal recupero delle casette di SmarTown, realizzate da Cucinella e SOS, che fecero brillare per due settimane l’Orto Botanico di Milano in occasione del Fuorisalone 2018, si è ora proposta un’evoluzione del messaggio, declinandolo secondo una visione di più ampio respiro. L’installazione intende infatti dare al pubblico la possibilità di immergersi in un ecosistema sostenibile e visualizzare come una serie di possibili comportamenti consapevoli e attenti generino delle reazioni che danno vita ad una concatenazione di effetti.

L’installazione, che rimarrà fino al 15 marzo, si compone di 405 casette, recuperate appunto da SmarTown ed originariamente realizzate in plexiglas. Le casette sono installate su steli di metallo grezzo di 5 differenti altezze che si inseriscono all’interno di una fitta vegetazione rappresentata da differenti specie vegetali, per la maggior parte graminacee, scelte in quanto sono in grado di adattarsi e sopravvivere in condizioni climatiche estremamente variabili. Circular Evolutions vuole rappresentare la necessità di dar vita ad un ecosistema territoriale connesso, attraverso l’evoluzione del network infrastrutturale e tecnologico e che, unito a comportamenti virtuosi ristabilisca un equilibrio tra uomo e natura.

“Abbiamo bisogno – ha commentato l’architetto Mario Cucinella, protagonista del progetto – di una maggiore consapevolezza. Sono i piccoli gesti quotidiani che, compiuti da miliardi di persone sul pianeta, possono contribuire ad avere un impatto meno dannoso sulla Terra. La possibilità di dar vita a riflessioni e modalità alternative per riformulare le questioni ambientali, attraverso collaborazioni come quella che ci ha portato a Circular Evolutions, permette di suggerire la via per utilizzare in maniera più sostenibile le risorse del pianeta. Aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sulle problematiche del cambiamento climatico è un dovere che lo studio sta portando avanti da anni”.

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