6 July, 2020
 

ABìCinema: N come neorealismo, Newman e Nickolson

Si afferma poi nel secondo dopoguerra e segna una generazione di registi con una comune matrice ideologica, democratica e progressista, costretta a lavorare con i pochi mezzi economici dei quali si poteva disporre all’indomani della fine della guerra. Il film che marca la nascita del neorealismo è Roma città aperta di Roberto Rossellini. I soggetti sono tutti ispirati da vicende reali dove i protagonisti sono le persone, le vicende umane, di un Paese che stava faticosamente rimettendosi in piedi. Non si può definire una “corrente” in senso proprio in quanto non si è mai posta una base culturale ufficiale di riferimento. Ogni regista ha seguito una sua matrice, un suo personalissimo filone di ispirazione che per combinazione storica si è trovato in comune con gli altri suoi colleghi. Gli altri principali protagonisti di quel periodo sono: Vittorio De Sica, Cesare Zavattini, Pietro Germi, Carlo Lizzani, Luigi Zampa.

I tratti caratteristici sono riassumibili nella concentrazione della vicenda umana nel suo contesto reale, quotidiano, dove non ci sono eroi o protagonisti assoluti ma persone che vivono il loro quotidiano in un contesto spesso difficile, socialmente e culturalmente complesso. Le riprese sono quasi sempre in esterno. Viene usata dai protagonisti – spesso sconosciuti – la lingua reale, un italiano dei dialetti più che quello ufficiale, istituzionale.

Tra le opere più rilevanti: di Luchino Visconti, La terra trema del 1948 e Bellissima del 1951; di Roberto Rossellini Paisà del 1946 e Germania anno zero del 1948; di Vittorio De Sica, Sciuscià del 1946 e Ladri di biciclette del 1948; Pietro Germi con Il ferroviere del 1956; Alberto Lattuada con Il bandito del 1946. Seppure in modo specifico, non del tutto aderenti al genere, hanno partecipato anche Michelangelo Antonioni con Cronaca di un amore del 1950 e Federico Fellini con I vitelloni del 1953.

Volti indimenticabili del cinema contemporaneo: Paul Newman e Jack Nickolson. Il primo esordisce nel 1956 con Lassù qualcuno mi ama di Robert Wise; si cimenta anche nella regia, arriva la grande ribalta con Butch Cassidy del 1969 e poi La stangata di Guerge R. Hill del 1973. Il “bellone” del cinema americano vince l’Oscar nel 1986 con Il colore dei soldi di Martin Scorzese. Il secondo è tra gli attori made in USA di maggiore spessore, di grande personalità e capacità espressiva. La notorietà gli arriva con un fillm “manifesto” degli anni ’70: Easy Rider dei 1969 di David Hopper. Da allora in poi colleziona grandi successi: Qualcuno volo sul nido del cuculo di Milos Forman del 1975 che gli valse l’Oscar e il successo planetario di Shining di Stanley Kubrick del 1980.

Tra i film da ricordare: Il nome della rosa di Jean Jaques Annaud del 1986 e Novecento atto I e II di Bernardo Bertolucci del 1976. Il primo, ispirato al best seller di Umberto Eco, è stato un successo clamoroso costato 32 miliardi, con Sean Connery ispirato protagonista. Il secondo film, realizzato in due parti per esigenze produttive, racconta in chiave politica e morale un pezzo di storia contemporanea italiana subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Written by

Critico cinematografico - SNCII. Nasce nel 1953 a Roma, dove si laurea in Sociologia presso l'Università La Sapienza. Nel 1986 consegue, in Confindustria, un Master in comunicazione di impresa e nel 1996 frequenta un Corso di comunicazione e immagine presso la Scuola di Management LUISS. Iscritto all’Albo Nazionale dei giornalisti nel 1983, lavora come redattore del settimanale “Nord Sud” e del mensile “Quale Impresa” di Confindustria, di cui sarà anche coordinatore. Responsabile delle relazioni esterne dei Giovani Imprenditori di Confindustria, successivamente lavora nello stesso ambito con Italimprese. Nel 1991 viene assunto in Rai, svolgendo incarichi in diversi ambiti, dai rapporti con l'AgCom alla struttura presso il Quirinale; dallo Staff del Direttore Generale alle Relazioni esterne e comunicazione di RaiUno, Rai Giubileo, Rai World, Rai Pubblicità, ed infine Ray Way. Da aprile 2017 è Senior Advisor di Csc Vision. È stato Docente incaricato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università della Tuscia e Cultore della materia alla Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza. Responsabile delle relazioni esterne di Rai Way, dal 2003 è stato Presidente della Associazione "Tv e Minori" e Direttore responsabile della rivista bimestrale “Tv e Minori”

No comments

LEAVE A COMMENT