1 October, 2020
 

Amaroteca, 40 piccoli produttori in mostra a Bologna

Come i dialetti, gli amari italiani che troviamo sulle nostre tavole alla fine di un pasto importante sono tantissimi. Biglietto da visita di ogni territorio, gli amari sono una antichissima tradizione del nostro paese: ogni campanile ha la sua ricetta, la sua erba, la sua radice, infine il suo segreto. Secondo Matteo Zamberlan, bartender e autore del recente “Il grande libro dell’amaro italiano” (Giunti), gli amari in Italia son ben 975. Non saranno tutti esposti e degustabili lunedì 25 novembre a Villa Zarri alle porte di Bologna, ma Amaroteca ha l’ambizione di mostrare una quarantina di etichette nazionali, piccole produzioni di nicchia di altissima qualità.  

La Fiera degli amari è una bella scommessa di Edoardo Schiazza, patron di Caffè Rubik di Bologna, in collaborazione con Ascom, l’associazione dei commercianti della città. “Dietro ogni amaro c’è una storia culturale, una tradizione del territorio da custodire – spiega – Eppure l’amaro è ancora oggi un prodotto sottovalutato, a fine pasto addirittura spesso regalato. Per questo va valorizzato promuovendo le etichette più piccole come tenteremo di fare ad Amaroteca”. 

La tradizione degli amari affonda le radici nel nostro Medio Evo: prima erano medicine curative e avevano proprietà terapeutiche. Siamo attorno all’anno Mille, sono i frati nei conventi a preparare liquori ricavati dalla macerazione alcolica di radici ed erbe. Ma sono le famiglie italiane, soprattutto nelle campagne, a incentivare la tradizione, ognuna con la propria formula da non rivelare: è una questione di grammi di zucchero, di gradi alcolici, di ricette custodite.  

A Villa Zarri sarà raccontata questa storia: non ci saranno i grandi marchi ma i produttori più piccoli all’interno di una mostra mercato (dalle 10 alle 18, ingresso libero) che ha l’obiettivo di diffondere il piacere e la cultura dell’amaro facendo incontrare direttamente i produttori ai consumatori. Quaranta espositori da tutta Italia: dai bolognesi Amaro Zarri (che miscela 28 erbe e radici come liquirizia, menta, assenzio, genziana) e Amaro della Salute a base di piante aromatiche (tra cui carciofo e genziana) prodotto dagli Essenziali del Villaggio della Salute Più al marchigiano Varnelli dall’inconfondibile sapore di anice, dal bresciano Amaro Guelfo che rimanda all’arancia a quello Partigiano dai boschi della Lunigiana al Limolivo del Gargano con limoni e foglie d’olivo. 

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