28 November, 2020
 

Ambiente, Arte e Architettura: la lotta per il clima riscopre il Bauhaus

La celebre scuola tedesca ha dato il nome al nuovo programma europeo voluto dal Ursula von der Leyen.

Cinque progetti per coinvolgere artisti, designer, studenti.

Quando hanno scelto il nome Bauhaus, avranno pensato ai giovani. Il movimento artistico degli anni ‘20-‘30 dellaRepubblica democratica di Weimar non è molto noto tra i ragazzi. Ha segnato un tappa fondamentale nella cultura europea ma è poco studiato nelle scuole. Oggi dà nome al nuovo progetto europeo di lotta ai cambiamenti climatici. Il “New European Bauhaus” è infatti ,in ordine di tempo , l’ultimo programma  che vuole combinare “design e sostenibilità nella nuova estetica del Green Deal europeo”. 

I vertici dell’Unione si sono ispirati alla prestigiosa scuola tedesca che prima del nazismo creò un fantastico rapporto tra tecnologia, cultura, arte. Una svolta con tante sfumature intellettuali e realizzative dopo i disastri della prima guerra mondiale. Ora che siamo davanti a cambiamenti epocali, la Commissione europea ha scelto di dare più forza alla sua strategiae  con parole d’ordine suggestive . Ha pensato a tre momenti centrali di un percorso che dovrà coinvolgere migliaia di giovani. Indicativo che il “ Bauhaus “ sia stato presentato direttamente dalla Presidente Ursula von der Leyen. Tedesca tenace e determinata a non fallire sui temi ambientali, la Presidente si ispira ,dunque, a quei mirabili artisti del secolo scorso. 

“ Vogliamo attingere all’esperienza e all’impegno di designer, architetti, artisti, esperti digitali, scienziati, ingegneri e studenti”ha detto al Parlamento europeo. Ha fatto un salto in avanti inaspettato. Ha chiarito come la creatività e la progettualità debbano entrare in un piano di lunga durata, finora divulgato solo come opportunità di sviluppo macroeconomico. Non può essere così, come sappiamo dalla storia delle grandi civiltà e di svolte epocali. Anzi, nel tempo della mobilitazione dei giovani per un futuro diverso del pianeta, sembrava strano che la creatività di studenti così decisi non entrasse nei programmi di climate change.Forse i cartelli nelle piazze e i variopinti cortei non sono stati osservati bene.

Il programma si articolerà in cinque progetti in diversi Stati con l’obiettivo di attrarre l’interesse anche di Paesi extraeuropei.Guardiamo anche oltre i confini della vecchia  Europa, perché i popoli sono davanti ad un cambiamento sistemico, è stato un commento. Il “New European Bauhaus dimostrerà che ciò che è necessario può anche essere bello e che un buon design può migliorare la vita” ha detto la Presidente.Un ammonimento pertutte le volte che lo abbiamo dimenticato.

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Nato a Pomigliano d’Arco (Napoli) è laureato in Scienze Politiche. Dagli anni ’80 è giornalista freelance per scelta. Ha scritto per Paese Sera, Il Mattino, Libero, Il Denaro, Specchio Economico, Reportage, EspressoSud occupandosi prevalentemente di Mezzogiorno, energia, green economy, ambiente. Responsabile di azienda energetica, è stato membro di commissioni e Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Attualmente collabora con FIRSTonline, EspressoSud, ilMediano.com

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