30 March, 2020
 

Ambiente. Il giornalismo italiano si interroga

Quante sono le fake news sull’ambiente, sugli effetti climatici, sulle catastrofi  naturali? Un numero impressionante, difficile  da quantificare, quando  chiunque abbia un po’ di dimestichezza con i social si ritiene capace di scrivere e postare notizie e commenti su tematiche così vaste. L’informazione di qualità è  dunque necessaria non solo per non trasmettere messaggi falsi, ma per aiutare i lettori a distinguere le buone dalle cattive notizie.

L‘Informazione ha davanti ad una nuova responsabilità che deve trovare nella formazione professionale  specifica dei giornalisti, la ragione principale per poter raccontare l’ambiente, la  green economy, le fonti energetiche.Non si possono inventare notizie, falsificare dati , esprimere opinioni senza controllare le fonti (regola che dovrebbe valere per ogni tipo di informazione) accertarne la veridicità ed esporle a vantaggio di chi legge. Tutti sono capaci a raccontare frottole come talvolta accade al bar. Su temi che toccano la salute e la pace sociale non si può essere superficiali. Usando gli strumenti della comunicazione sin diventa colpevoli di allarmi ingiustificati. E’arrivato il momento di riflettere e discutere anche dentro la categoria dei giornalisti 

A Roma nell’Auditorium del Maxxi dal 6 all’8 marzo si svolgerà il primo festival del giornalismo ambientale. Lo organizzano il ministero dell’Ambiente, l’Ispra, l’Enea e la Fima (Federazione italiana dei media ambientali) con la partecipazione ,alla giornata inaugurale , del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Un festival per dare voce e visibilità ad un giornalismospecifico, alla luce dell’attenzione crescente verso la situazione climatica del pianeta. Tre giorni  con dibattiti  su inchieste, fake news, nuovi media, sfide legate al clima, inquinamento,  rifiuti ,innovazione. Costa parlerà  del green new deal del governo di cui fa parte. Un piano ambizioso che da un lato viene seguito con interesse dai media italiani , dall’altro deve avere ancora tanta applicazione su molti punti. “ Per aprire la porta del green in modo definitivo –ha detto il ministro– bisogna entrare nelle case dei cittadini. Quale miglior veicolo se non quello dei mass media? Oggi l’informazione che i giornalisti fanno è essenziale per ottenere il risultato e gli editori hanno il compito di investire su di loro, per un percorso comune verso la sostenibilità.” D’altra parte la Federazione italiana dei media ambientali conduce da anni una battaglia dentro e fuori la categoria dei giornalisti per affermare competenza e rigore professionale. Un processo culturale che va avanti a fatica, però ,tra nuovi media , crisi della carta stampata, concentrazioni editoriali e lavoro sottopagato. Tre giorni di confronto non saranno sufficienti a cambiare approccio e modi di lavorare nelle redazioni  e sul campo. Certamente segneranno un buon inizio.

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Nato a Pomigliano d’Arco (Napoli) è laureato in Scienze Politiche. Dagli anni ’80 è giornalista freelance per scelta. Ha scritto per Paese Sera, Il Mattino, Libero, Il Denaro, Specchio Economico, Reportage, EspressoSud occupandosi prevalentemente di Mezzogiorno, energia, green economy, ambiente. Responsabile di azienda energetica, è stato membro di commissioni e Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Attualmente collabora con FIRSTonline, EspressoSud, ilMediano.com

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