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Andrea Ciaroni, storia e contemporaneità di Altomani & Sons

Intervista: Andrea Ciaroni è un giovane con grande savoir-fair, un misto di cortesia e tatto nell’accogliere le persone, sembra che nulla lo turbi e con questa sua accortezza che ci introduce nel suo mondo di un’antichita dalla visione contemporanea.

Andrea Ciaroni, storia e contemporaneità di Altomani & Sons

È da Pesaro che parte la storia della Galleria Altomani & Sons, con sede a Milano e Pesaro, una lunga storia che nasce nasce dalla passione dei suoi fondatori: Giancarlo Ciaroni e Anna Maria Altomani, e che ora viene trasmessa dal figlio maggiore Andrea, che ormai da anni li affianca nella direzione e cura della due Gallerie.

Andrea Ciaroni ha con sè una laurea in Storia dell’Arte conseguita presso l’Università degli Studi di Firenze è da allora non ha mai smesso di approfondire ciò che più lo intriga, nel 2004 pubblica un volume sulle Maioliche del Quattrocento a Pesaro. Segue “Frammenti di storia dell’arte ceramica dalla bottega dei Fedeli” e nel 2007 il secondo volume della collana Dai Medici al Bargello. E ancora altre pubblicazioni su artisti come Pietro Bracci, Sebastiano Ceccarini, Lorenzo Veneziano, Francesco Fanelli, Antonio Begarelli.

A marzo eravate espositori a TEFAF e poco prima a Mosca e infine poche settimane fa alla Permanente di Milano, ma quali sono oggi i mercati più interessanti.

Sicuramente TEFAF di Mastrich é una grande vetrina che vede tanti collezionisti di ogni genere, arte antica come moderna. In questa occasione abbiamo presentato fra i dipinti in esposizione una bellissima Resurrezione di Cristo, olio su tavola, attribuita a Pompeo Cesura (XVI Secolo) e un altrettanto straordinario dipinto di Luca Giordano, eseguito in Spagna nel 1695 circa, raffigurante La Distruzione del Tempio.  Mentre fra gli oggetti un prezioso Elmo da parata, Italo-Corinzio appartenete al periodo al V Secolo A.C., magnificamente conservato. La nostra presenza invece a Mosca é un interesse che portiamo avanti da molto tempo. Si consideri che il mercato russo è molto interessato al Rinascimento italiano in quanto rappresenta il periodo più vicino all’iconografia delle loro opere. Anche se in questo Paese non dimentichiamoci del vincolo doganale che le opere una volta entrate non possono più uscire per 50 anni. Perciò sono collezionisti puri che comprano soprattutto per conservare l’opera. Si, abbiamo partecipato anche al’edizione AMART di Milano, un appuntamento forse da “svecchiare”, non si può più pensare di essere negli anni ‘80 o ‘90, viviamo con sistemi informatici che ci consentono di presentarci con nuove formule, si tratta solo di attendere un cambio generazionale.

Qui vediamo opere antiche su tavola senza cornice ed inserite in teche di pelexiglas, una scelta voluta per conservare meglio o c’e dell’altro?

In effetti, la cornice anche se originale esprime sempre più qualcosa di “vecchio”, e quando ci troviamo di fronte a opere che non hanno più la loro cornice, valutiamo se inserirle in teche in plexiglas,  un modo di “iconizzare” o meglio estrarre l’opera dal suo contesto originale. Questo modo trova molto consenso nei giovani collezionisti che meglio interpretano lo spazio, collocando così una madonna con bambino insieme ad un’opera di arte contemporanea.

Altomani e Sons

Antichità e Contemporaneità in una sorta di museo “contaminato”?

Si ci avviciniamo a questo concetto, ma se ci pensiamo bene é anche un modo per avvicinare i giovani alle opere antiche, a volte non é solo un problema di moda può anche essere un approccio sbagliato. Per questo in occasione di mostre o appuntamenti importanti noi ci presentiamo spesso in “live” con video che invitano lo spettatore ad approfondire e poi partecipare.

Da giovane antiquario cosa consiglia a quelli della sua generazione che vogliono avvicinarsi al mondo dell’antiquariato?

Di iscriversi ad una associazione “Amici dei Musei”. Partendo dal museo più vicino per essere raggiunto in caso di eventi. Da una semplice curiosità si svolgerà un mondo di estrema bellezza e contenuto. Si scoprirà il segreto che sottende l’universalità dell’Arte. Il filo di Arianna che porta dall’antico al contemporaneo. E scoprire Infine da soli di saper riconoscere un’opera indipendentemente dall’epoca.

Quali sono i pregi di collezionare oggetti di antiquariato, e quando suggerisce di non farlo?

L’acquisto di un opera è il personale giudizio su di essa. La decisione di selezionarla fra tante, elevarla al privilegio di entrare permanentemente nella nostra sfera di vita. Una decisione così importante da non coinvolgere solo un gusto. Ma una tensione, una passione, un desiderio derivato alla sua personale esperienza di conoscenza. Unica, perché ognuno di noi scopre e assorbe in tempi e modi diversi. Come un amore si riscopre e cresce col tempo, anche nell’arte si può seguire la stessa regola. Senza fretta, ma ponderata, la scelta sarà quella giusta.

 

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