5 July, 2020
 

Art Basel Cities, artisti argentini per un messaggio ambientale

Durante lo spettacolo Art Basel Cities: Buenos Aires presenterà una serie di sculture su larga scala di artisti argentini a Collins Park, Miami Beach. Basato sulla visione curatoriale di Diana Wechsler e Florencia Battiti, il parco ospita in questi giorni opere scultoree che esplorano i concetti di contesto e sito e il suo potenziale di interferire con la vita di tutti i giorni. Gli artisti partecipanti comprendono Matías Duville, Graciela Hasper, Marie Orensanz, Pablo Reinoso, Marcela Sinclair e Agustina Woodgate.

In questa partnership si è cercato di portare artisti argentini di diverse generazioni, formazioni e produzioni su una piattaforma internazionale come Miami Beach durante Art Basel – consentendo nuove scoperte artistiche, mettendo in luce la forza, dinamismo e vivacità della scena artistica argentina. “Disruptions”, come suggerisce il titolo, si concentra sull’intervento in un paesaggio urbano che consente allo spettatore di interagire e confrontarsi con opere al di fuori dello spazio espositivo più tradizionale. Più che una semplice proposta estetica, l’arte in questo spazio può diventare uno strumento per incontrare, interagire e mettere in discussione un ambiente potenzialmente troppo familiare. “Mentre facciamo appello alla curiosità del pubblico, alla loro capacità di stupore, riflessione, complicità e sorpresa,” Disruptions “implica necessariamente anche un impegno verso l’ignoto, una rottura dello status quo”, spiegano le curatrici Diana Wechsler e Florencia Battiti.

Marie Orensanz, nota per le sue incursioni sperimentali in filosofia, matematica e geometria è presente con ‘Invisible’ (2018), una struttura in ferro a forma di buco della serratura alta tre metri dove i spettatori possono passare. Presenta la parola “invisibile” traforata nel suo arco superiore – che solo coloro che stanno direttamente sotto di esso la possono vedere.

Graciela Hasper presenta un lavoro che è stato definito da colori audaci e accentuati da potenti geometrie
forme. Qui nella sua installazione ‘Intemperie (Outdoors)’ (2019), Hasper traduce questa estetica di una serie di cubi in alluminio verniciato che sono contemporaneamente chiusi e
dove lo spettatore in grado di attraversare e all’interno di ogni struttura. 

L’interazione fisica è invece, la chiave di Derrame (Spill) di Marcela Sinclair (2019), una installazione che decostruisce e reinventa ‘Miami Mountain’ di Ugo Rondinone (2016) – una delle sculture permanenti ormai iconiche di Collins Park. Composto da migliaia di pietre colorate dipinte per abbinare le tonalità di ‘Miami Mountain’ che saranno sparse attraverso il parco, “Derrame (Spill)” invitando il pubblico a partecipare  all’opera, spostando le pietre e costruendo le proprie sculture individuali.

Nel suo lavoro “The Source” (2019), Agustina Woodgate riconosce l’acqua come fondamentale elemento costitutivo del corpo umano e della terra, e considera quando è la sua purezza sia compromessa da contaminazione, risposte mai trovate alle calamità naturali e l’impatto che può avere. Questa fontanella si trova all’interno di una facciata di roccia corallina e presenta un sistema a vista di tubi che si collegano, come un puzzle, a quattro sezioni contenenti più fontane.

Usando i materiali del lavoro stesso come focus, Matías Duville è sperimenta un lavoro dove i paesaggi presentano rappresentazioni torturate di elementi organici che espongono fatti scomodi di geografia, evoluzione e industria. In ‘Big Bang America’ (2019) una roccia schiaccia una pipa, appuntandolo a terra e mandando entrambe le estremità in cielo sfidando gli spettatori a considerare l’impatto dell’industria sul pianeta e cosa succede quando la natura viene sovvertita e alterata da una forza artificiale.

Pablo Reinoso, è un albero sradicato all’interno di una scultura protettiva in ferro. Questo scheletro di metallo
funziona come uno scudo per il tronco d’albero morto ed emula le condizioni protettive di ‘Still Tree’ (2019) che racchiude con armature medievali offerte ai corpi dei soldati. Come una reazione all’abuso della natura, ‘Still Tree’ assume nuove e toccanti dimensioni quando viene inserito in uno stato che deve affrontare minacce ambientali, compresi ecosistemi a rischio come le Everglades.
 

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