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Autore-editore: una coppia di fatto?

Un ritornello classico del dibattito culturale è che la gente legge poco, o meglio, legge pochi libri. Può anche essere, ma succede che l’umanità non ha mai scritto e letto quanto adesso. Il magazine “Wired”, che non difetta di senso dell’umorismo, si è preso la briga di calcolare in equivalente-libri la quantità di parole che ogni giorno vengono pubblicate nel mondo. È uscito un numero che fa veramente sorridere: nove miliardi.

Autore-editore: una coppia di fatto?

Ora bisogna dire che il libro è una forma ben determinata e specifica di trasmissione del pensiero e della creatività che non può essere in alcun modo scambiata con altre forme di espressione che sono venute in auge con l’avvento dei nuovi media, anche se sempre di scrittura si tratta.

In ogni caso si può senz’altro affermare che i nuovi media sono piombati come un meteorite nel placido stagno dell’editoria libraria che reiterava i propri riti come Kant le proprie giornate. Prima di Amazon l’unica grande innovazione dell’industria libraria che si poteva ricordare, a patto di essere ottuagenari, era l’invenzione del tascabile avvenuta negli anni trenta del Novecento ad opera di Penguin books. In verità era stato Aldo Manuzio, con la sua Aldus, ad inventarli agli albori del XVI secolo. Si fa presto a dire innovazione. Stando all’opinione di chi se ne intende, come Jeff Bezos, il libro è una tecnologia di pers sé perfetta e difficilmente perfettibile. Come ha affermato durante la presentazione del Kindle 11 anni fa “Che cosa di può aggiungere a Guerra e Pace? Niente!” Forse è per questa ragione per cui, come ha osservato uno dei più brillanti commentatori della contemporaneità, l’interattività dei Kindle è simile a quella di una patata. Eppure con il Kindke qualcosa di veramente importante è accaduto, non tanto nel contenuto, quanto nel rapporto tra pubblico, scrittori ed editori, qualcosa che assomiglia veramente alla nascita di un nuovo paradigma.

EDautori alle prime armi

Il frontespizio dell‘edizioni del 1913 della “Recherche” che Proust pagò di tasca sua dopo svariati rifiuti.

Vogliamo provare ad analizzare brevemente in che cosa e come è cambiato il rapporto autore-editore in questi anni: editoria tradizionale, editoria a pagamento, self publishing sono i passaggi obbligati che hanno traghettato il rapporto autore-editore verso un nuovo sodalizio rinnovato e amplificato nel contesto della nuova editoria.

Da circa oltre decennio sono proliferate numerose piattaforme editoriali che pubblicano libri a pagamento. Il fenomeno è diffuso anche in Italia ma nasce oltre oceano. Non che l’editoria a pagamento sia proprio una novità. Marcel Proust, dopo due sonori rifiuti della Recherche, nel febbraio del 1913 si rivolse al giovane editore Bernard Grassetoffrendosi di pagare le spese di pubblicazione e di pubblicità. Grassetaccettò senza aver nemmeno letto il manoscritto. Qualcosa di simile capitò a Joyce che dovette andare a Parigi per pubblicare l’Ulisse che i linotipisti francesi nel copiare il manoscritto arricchirono di nuovi e avvincenti neologismi. Due delle più grandi opere del novecento nascono dunque fuori dai circoli dell’editoria maggiore.

Il concetto tra le righe è: “Sei un autore che non riesce a sfondare? Nessun agente ti ha scoperto o peggio tutti ti hanno rifiutato ma tu sei così ostinato da voler pubblicare i tuoi libri? Bene ecco un nuovo editore disponibile per te: dimmi quante copie vuoi stampare del tuo libro, le paghi e puoi tranquillamente regalarle o venderle ai tuoi amici.”

L’autore cade nella trappola narcisistica della pubblicazione come se il suo libro avesse realmente passato il vaglio di un agente e l’editing di una competente redazione e si ritrova pubblicato. Non a caso gli americani hanno chiamato questo tipo di pubblicazione Vanity Press.

Lo scrittore Indie

Questa pratica ha tolto ai nuovi scrittori non solo una cospicua somma in denaro ma anche la possibilità di far crescere un reale rapporto autore-editore che contribuisse al successo del libro. Ha creato un falso rapporto indebolendo via via la fiducia nel ruolo, eppure fondamentale, di un esperto del mondo editoriale che potesse guidarlo nei passi necessari di produzione e commercializzazione di un prodotto editorialmente valido.

Poi la tecnologia ha permesso la nascita di una nuova identità d’autore l’“indie”. È l’autore self-publisher, editore di se stesso che perciò diventa auto-agente, auto-distributore, auto-promotore e investitore. Diventa uno scrittore-imprenditore.

Questa nuova strada è diventata per molti autori debuttanti o marginalizzati da una cosa da ultima spiaggia a qualcosa che assomiglia a un’importante opportunità. Per loro sono stati di esempio i numerosi grandi autori di best seller, peraltro non molti, che hanno compiuto il passo dell’autopubblicazione salutando felicemente i propri editori. Ma questo non è così facile per tutti.

Pubblicare il proprio libro sulle nuove piattaforme digitali supera completamente il problema di trovare un editore disposto a farne un testo cartaceo e sicuramente è meno costoso di quanto poteva esserlo per un autore a pagamento, ma questo non garantisce assolutamente la vendita del libro.

Diverso è ovviamente il discorso per autori già noti al pubblico, per chi ha già migliaia di fan in attesa dell’uscita dell’ultimo imperdibile “capolavoro”. Ma la strada per chi è sconosciuto ai più, per chi deve creare una propria rete di seguaci e fan è tutta in salita.

Come può un autore alle prime armi pubblicare il proprio libro?

Come creare la rete di marketing adeguata alla sua distribuzione e vendita?

Infine

Può davvero l’autore fare materialmente da solo tutto questo? Il suo ruolo di editore penalizzerà l’altra metà di questa “coppia” cioè l’autore?

Smashwords

Per capire meglio questo argomento analizziamo il caso della piattaforma Smashword fondata nel 2008 da Mark Coker per cambiare il modo in cui i libri vengono pubblicati, distribuiti e fatti arrivare agli acquirenti. Dopo Amazon è la più nota piattaforma internazionale per l’autopubblicazione. Ma non l’unica, Nei quasi dieci anni dal suo lancio, Smashwords è cresciuta fino a diventare il principale distributore di libri per autori indie, piccoli editori e agenti letterari. Oltre 180.000 autori da tutto il mondo pubblicano e distribuiscono più di mezzo milione di libri su Smashwords.

Mark Coker che prima di fondare Smashwords è stato presidente di una società di pubbliche relazioni non ha trascurato l’aspetto della comunicazione facendo una grossa opera di supporto agli autori e ha pubblicato varie guide proprio per i self-publishers in modo che possano affinare la loro capacità di essere editori di se stessi.

Le guide conducono per mano gli autori consigliandoli sulla formattazione del loro testo, sulla pubblicazione e distribuzione sulla piattaforma Smashwords e sull’azione di marketing.

Le guide sono disponibili anche in lingua italiana. Sono gratuite. Occorre creare un account su Smashwords. L’italiano è un po’ approssimativo, ma sono un utilissimo vademecum.

Partiamo proprio dalla guida al marketing. La guida propone 30 “suggerimenti” su cosa fare appena è pronto un nuovo libro, anzi ancora meglio, sarebbe cominciare ancora prima della pubblicazione per creare quel minimo di aspettativa che non guasta mai.

30 suggerimenti di selfmarketing

1. Aggiornate la firma in calce alla email: ogni giorno ciascuno di noi manda decine di email ad amici parenti colleghi di lavoro ecc., aggiungete firma una linea con il titolo del libro appena pubblicato con sopra un link al sito o al profilo Facebook o alla piattaforma dove poterlo scaricare o ordinare.
2. Postate la notizia sul vostro sito web (e sarebbe indispensabile per voi autori averlo) sul blog (anch’esso indispensabile) e mettete un avviso che il vostro libro è disponibile sulle piattaforme di distribuzione.
3. Contattate amici, parenti, fan, collaboratori, colleghi: scrivete una breve e discreta email a tutti comunicando loro l’uscita del libro pregandoli gentilmente di spargere a loro volta la voce ad amici, parenti, collaboratori, colleghi ecc.
4. Postate sui vostri social network: su Facebook, LinkedIn, Twitterfate subito sapere la novità. Più social network includerete nella vostra strategia comunicativa, più possibilità avete di raggiungere potenziali lettori
5. Aggiornate le firme sui forum: la maggior parte dei forum a cui partecipate (se non lo fate già, iniziate a farlo!) consente di creare una firma da inserire alla fine del post. Anche in questa firma mettete il vostro link.
6. Raccogliete lettori su Twitter: Twitter consente di creare un breve profilo che permette di inserire un link al vostro sito o blog personale. Ovviamente dovrete aver creato una bella schiera di vostri seguaci su Twitter in modo che a tante persone giungano i vostri tweet.
7. Pubblicate più libri sulla stessa piattaforma di distribuzione: più libri avete sulla stessa piattaforma più voi e le vostre opere sarete rilevabili e più aumentano le possibilità di entrare nel meccanismo di book recommendation.
8. Collegate il nuovo libro agli altri già pubblicati: costruite una rete collegamenti ipertestuali tra i vari libri. È consigliabile inserire il catalogo delle pubblicazioni in coda alla pubblicazione come si faceva una volta con i libri.
9. Fatevi conoscere ai lettori: inserite sempre a fine libro una sezione chiamata “L’autore”. I vostri lettori vorranno sapere qualcosa di più su di voi se sono arrivati in fondo al vostro libro. Ovviamente dovete inserire un link al sito o al blog e non mancate di mettere il vostro indirizzo email.
10. Scrivete un comunicato stampa e diffondetelo ovunque: i comunicati stampa sono uno strumento importanti se scritti bene, fanno risparmiare tempo ai giornalisti e ai blogger. La risorsa tempo è l’unica che scarseggia nel ciberspazio.
11. Aiutate i giornalisti a parlare del vostro libro: ogni giorno migliaia di giornalisti devono scrivere articoli per contratto e hanno bisogno di intervistare esperti dei vari argomenti. Fate loro sapere di che cosa parla il vostro libro e cercate di farvi intervistare rendendovi disponibili a rispondere via mail a qualche domanda su argomenti collegati al vostro libro.
12. Incoraggiate i vostri amici e fan a recensire il vostro libri: altri lettori saranno incoraggiati ad acquistare il libro se troveranno recensioni intelligenti, riflessive ed equilibrate.
13. Scrivete recensioni di altri libri sulla piattaforma di pubblicazione: oltre a sostenere il lavoro di altri autori potrete attivare nuovi percorsi per farvi trovare.
14. Partecipate ai forum online: se partecipate a forum sui libri potete “ogni tanto” pubblicare anche una nota sul vostro libro. Non dovete però esagerare con l’attività a vostro pro.
15. Fate promozioni e sconti: promuovete i vostri libri con sconti per determinati periodi. Gli sconti, se concordati con la piattaforma che si impegna a pubblicizzarli, possono fare molto per farvi conoscere anche se non migliorano il conto economico. È un investimento in pubblicità che costa meno di un banner.
16. Scrivete un blog: coinvolgete i vostri potenziali lettori in conversazioni. Potrete costruire con tempo e pazienza, un seguito di persone che potranno essere incuriositi a leggere vostri libri o anche solo a promuoverli.
17. Scrivete nelle colonne degli ospiti dei blog: la maggior parte dei blog letterari sono gestiti da persone che amano libri e che non avendo sempre tempo di produrre nuovi post permettono ai lettori di inserirne di propri. Spesso a chiusura dell’intervento avrete la possibilità di dire chi siete e cosa avete pubblicato, come fa il New York Times con i propri contributori.
18. Invitate altri autori a scrivere sul vostro blog: anche voi potete consentire ad altri autori di fare la stessa cosa sul vostro blog e allargare così la rete di relazioni.
19. Fate interviste ad altri autori sul vostro blog: chiedete ai vostri autori preferiti di rilasciarvi brevi interviste. L’intervistato farà girare la sua intervista sui suoi canali allargando così il vostro network.
20. Partecipate alle conversazioni sui blog: quando commentate qualcosa e vi viene chiesto l’indirizzo web potete dare la pagina del vostro libro. Mi raccomando non mettete messaggi per spingere a comprare il libro: sarebbe controproducente.
21. Organizzate un “blog tour”: è analogo a quanto fanno gli autori che girano fisicamente le librerie per promuovere le novità. Girate tra i vari blog per dare notizie del vostro libro.
22. Usate Google Alert: usatelo per scoprire dove hanno luogo le conversazioni: partecipate ai blog dove avvengono conversazioni sull’argomento del vostro libro.
23. Usate YouTube per conquistare lettori: pubblicate video sul perché avete scritto di un certo argomento o comunque preparate dei brevi filmati su argomenti collegati al vostro libro.
24. Stampate biglietti da visita: può sembrare paradossale in ambito digitale ma ci sono ancora contatti che avvengono in librerie, negozi, bar e trovare un biglietto con i vostri dati e indirizzo web serve ancora.
25. Incoraggiate i vostri fan a paralre dei vostri libri: Smashwordsad esempio ha creato un programma di affiliazione per coloro che vogliono iscriversi come fan e guadagnare delle commissioni.
26. Create una guida alla lettura alla fine del vostro libro: aggiungete alla fine del libro una breve guida per punti che possa essere presa a base di discussione per i gruppi di lettura.
27. Inserite alla fine di ogni libro un capitolo tratto da un altro vostro libro: potrete così convincere un vostro lettore ad acquistare anche un altro libro. Ma non esagerate, giusto un appetizer: breve e appetitoso.
28. Fate uno scambio di titoli o di capitoli con un altro autore: cercate un altro autore che scrive lo stesso genere di libro e associatevi a lui pubblicizzandovi reciprocamente.
29. Invitate altri autori a pubblicare sulla stessa piattaforma: ogni autore che pubblica sulla stessa piattaforma può portare altri lettori che possono diventare vostri potenziali lettori.
30. Promuovete il vostro libro sui siti di maggior interesse per il vostro libro: ci sono molti siti specializzati in suggerimenti di libri che accettano un link per il libro menzionato.
Questa corposa lista di suggerimenti ci dà un’idea di quanto in realtà una buona operazione di marketing impegni costantemente l’autore. Il self-publishing è comunque realmente possibile e lo dimostra il fatto che secondo gli autori indie si sono presi una fetta importante del mercato del libro degli USA.

Benvenuti nell’epoca dell’autore-imprenditore

 

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