6 June, 2020
 

Bacon e Giacometti, astrazione e realismo nell’arte moderna

Alla Fondation Beyeler é allestita una mostra dedicata ad Alberto Giacometti e Francis Bacon: due grandi protagonisti dell’arte moderna al tempo stesso amici e rivali, la cui visione creativa ha esercitato una forte influenza che persiste ancora oggi.

Questa è la prima mostra museale congiunta che coinvolge Giacometti e Bacon, illuminando il rapporto tra le due personalità artistiche.

Per quanto la loro arte possa apparire a prima vista, la doppia presentazione del loro lavoro rivela molte sorprendenti somiglianze. La mostra riunisce note opere chiave di entrambi gli artisti con altre opere che vengono raramente mostrate, tra cui, in particolare, una serie di figure in gesso originali provenienti dalla tenuta di Giacometti mai pubblicate prima, e quattro trittici di Bacon. Una sala multimediale offre spunti spettacolari negli studi degli artisti. La mostra è stata organizzata dalla Fondation Beyeler in collaborazione con la Fondazione Giacometti di Parigi.

Il pittore britannico Bacon e lo scultore svizzero Giacometti sono stati presentati l’uno all’altro nei primi anni ’60 da un’amica comune, la pittrice Isabel Rawsthorne. Nel 1965, la loro amicizia si era avvicinata abbastanza da permettere a Bacon di visitare Giacometti alla Tate Gallery di Londra, dove stava preparando una retrospettiva. Questo incontro è documentato in una serie di foto scattate dal fotografo inglese Graham Keen, che mostrano i due artisti impegnati in una conversazione animata. Oltre cinquant’anni dopo, si incontrano di nuovo alla Fondation Beyeler, dove il loro doppio ritratto, nella fotografia di Graham Keen, si trova all’inizio della mostra.

Bacon e Giacometti erano uniti da una fede incrollabile nell’importanza della figura umana. Erano fortemente interessati al ruolo della tradizione e degli antichi maestri, che studiavano, copiavano e parafrasavano. Entrambi si sono occupati del problema della rappresentazione bidimensionale dello spazio, integrando strutture simili a gabbie nelle loro opere come mezzo per isolare le figure nel loro ambiente. Entrambi si occupavano del corpo frammentato e deformato e condividevano l’ossessione per la ritrattistica e la rappresentazione dell’individualità umana. Entrambi sostenevano di essere “realisti”, prendendo la figura umana come il loro principale punto di riferimento, ma esplorando – ognuno a suo modo – nuovi estremi di astrazione, e quindi sfidando l’antitesi della figurazione e dell’astrazione che ha giocato un ruolo così centrale nel storia dell’arte moderna.

Alberto Giacometti

ALBERTO GIACOMETTI, CAROLINE, 1961
Oil on canvas
100 x 82 cm
Fondation Beyeler, Riehen/Basel, Beyeler Collection
© Succession Alberto Giacometti/2018, ProLitteris, Zurich
Photo: Robert Bayer

La mostra è organizzata tematicamente, raggruppando opere di Giacometti e Bacon in una successione di nove sale. Differenze e similitudini sono evidenziate, prestando attenzione a particolari caratteristiche, come i colori spesso vivaci di Bacon, e le varietà di grigio che caratterizzano il lavoro di Giacometti. L’itinerario inizia con i ritratti del pittore Isabel Rawsthorne, che era un amico intimo di Giacometti e Bacon e per un certo periodo è stato l’ex amante. Ha posato per entrambi gli artisti e ha anche fatto da musa ispiratrice. La stilizzarono in modi diversi: Giacometti la dipinse da lontano (nel senso letterale e figurato), mentre Bacon la dipinse come una femme fatale che ricorda le Furie della tragedia greca.

I loro piccoli e sparsi studi erano luoghi speciali per Bacon e Giacometti: spazi caotici da cui emerse la grande arte. Gli studi di entrambi gli artisti sono stati ricostruiti da fotografie storiche. Due proiezioni su vasta scala di Christian Borstlap, responsabile dello studio di design di Amsterdam Parte di un piano più ampio, consentono allo spettatore di assistere, come se fosse di prima mano, allo sviluppo della creatività attraverso i muri e i pavimenti di questi spazi molto privati ​​- Bacon ha rifiutato ammettere i visitatori nel suo studio. Le proiezioni sono sovrapposte alle voci di Bacon e Giacometti, che parlano del loro lavoro e dei loro studi. La ricostruzione audiovisiva fornisce una visione diretta dei metodi di lavoro degli artisti, aprendo un’ulteriore, affascinante dimensione del loro lavoro. La BNP Paribas Swiss Foundation, in qualità di partner della Fondation Beyeler per la mediazione multimediale, ha generosamente supportato questo aspetto della mostra.

La mostra é aperta fino al 2 settembre – FONDATION BEYELER
Baselstrasse 101 – CH-4125 Riehen/Basel

Immagine FRANCIS  BACON, IN MEMORY OF GEORGE DYER, 1971Oil and dry transfer lettering on canvas
each 198 x 147.5 cm
Fondation Beyeler, Riehen/Basel, Beyeler Collection
© The Estate of Francis Bacon. All rights reserved / 2018, ProLitteris, Zurich
Photo: Robert Bayer

Written by

Marika Lion, curatrice del magazine FIRST Arte. Specialista di arte XIX, XX secolo, contemporanea e mercato dell’arte. Opera nel settore dell’Art Heritage Management e nello specifico in area patrimoniale, collezionista e curatore di mostre d’arte. Docente universitario in Economia dell’Arte, Marketing e Comunicazione degli eventi culturali e strategie di comunicazione per la valorizzazione e promozione di patrimoni artistico culturali. Autore di libri e responsabile di collane editoriali dedicate all’arte.

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