6 July, 2020
 

Bauhaus, l’architettura che rivoluzionò se stessa

Walter Gropius era il personaggio più ammirato, il quale aveva fondato nel 1919 la Bauhaus, scuola di arte decorativa e di architettura.

Un vero centro d’arte, una vera comune intellettuale, quasi un movimento spirituale. A quel tempo Gropius aveva 36 anni, un fisico esile, cortese e sempre vestito nello stile tipicamente tedesco dell’epoca. Il pittore Paul Klee lo chiamava, “Principe d’Argento

Josef Albers, pittore, teneva alla Bauhaus un corso e portava ogni giorno in aula un fascio di giornali invitando gli allievi a creare opere d’arte. Ed é così che alla lezione successiva trovava l’aula piena aeroplani, barche, castelli di carta e oggetti fantastici, tutti realizzati con le pagine  scritte che ne narravano quasi la loro storia. Ma ciò che più lo entusiasmava era quell’opera realizzata solo con una piegatura del giornale, una tenda: la sola vera opera d’arte in carta. Mentre tutto il resto poteva anche essere trasformato in pietra o metallo.

Lo stile Bauhaus nasceva da alcuni presupposti, il primo che l’architettura veniva creata per i lavoratori, cioè dare loro case adatte alle loro esigenze; secondo che questa architettura ripudiava tutto ciò che apparteneva alla borghesia. E non passò molto tempo per veder edificare edifici con onesti materiali come il cemento, il legno, l’acciaio o il vetro.

Una vera corsa al funzionalismo che però non sempre significava funzionalità. Ad esempio i tetti non dovevano essere più spioventi. Con cornicioni nobili rappresentanti delle dimore borghesi, bensì dovevano essere piani e senza cornicioni né grondaie sontuose. Tutt’altro che funzionali in città come Berlino o Rotterdam, dove nevicando molto, la neve rimaneva bloccata sul tetto.

Bauhaus

Anche le facciate finte e l’utilizzo di materiali pregiati dovevano scomparire in questa nuova architettura, mentre la struttura interna doveva esprimersi all’esterno dell’edificio e senza ornamenti; visibile dalle pareti di acciaio e vetro.

Nel 1937 il Principe d’Argento andò negli Stati Uniti fuggito con l’avvento del nazismo, e con lui Ludwing Mies van der Rohe, che era direttore della Bauhaus già nel 1930.

Gropius fu nominato preside della Facoltà di Architettura alla Harvard University. Mentre Mies divenne direttore della Facoltà di architettura all’Illinois Institute of Tecnology di Chicago.

In realtà tutti i progetti che venivano elaborati dall’insegnamento di questo movimento artistico, erano identici. Tutti disegnavano una scatola di vetro, acciaio e cemento, che fu chiamata “Scatola di Yale”; in riferimento al corso del Yale University di New Haven nel Connecticut.

Bauhaus

Lo stesso Frank Lloyd Wright era sconcertato dagli esiti poco edificanti, al punto che lo stesso Miles definì Wright un genio a cui bisognava riconoscere il merito di aver aperto gli occhi sugli architetti europei.

Lo stesso Louis Kahn fu incaricato di disegnare un ampliamento della galleria d’arte della Yale University,  ne uscì un progetto di una scatola di vetro, dove gli unici particolari in risalto su una superficie piana erano cinque file di mattoni vetrificati colore avana. Poteva sembrare un garage, infatti gli amministratori dell’Universitá rimasero sconcertati, ma cedettero.

Dal 1928 al 1935 Wright costruì ben due edifici e nel 1936 costruì la Casa sulla Cascata, una residenza di lastre di cemento ancorata nella roccia e sospesa su una cascata sulle alture della Pennsylvania. A lui si deve anche il Museo Guggenheim di New York.

Ecco che una architettura che proibisce ogni esuberanza e grandiosità, diventa la nuova edilizia dei lavoratori…ma pur nata dalle macerie dell’Europa; divenne così stile preso a modello per musei, appartamenti per ricchi, e sedi di grandi società: meno che per le case dei lavoratori.

Ma perché abitare in edifici che somigliano più a stabilimenti che a residenze? Moda, semplicemente essere alla moda! Come tutta l’arte…che diventa importante quando appunto diventa di moda.

A St. Louis, nel Missouri, nel 1955 fu inaugurato un complesso di case  per lavoratori. Ma gli stessi si erano già trasferiti da tempo nei sobborghi, perciò il complesso fu occupato da immigrati appena giunti dalle campagne. E in ogni piano di questo complesso c’erano passaggi coperti che corrispondevano ai principi del francese Le Corbusier, ma mancavano di posti più privati, perché tutto si svolgeva in aeree “strade aeree”.

Così la gente se ne andò e si spesero milioni di dollari per cercare di rendere più abitabile il Pruitt-Igor, questo il suo nome. Nel 1972 il comune fece demolire con la dinamite i tre edifici centrali.

Comunque la Bauhaus ha segnato un modello di modernità che ha influenzato anche successivamente la creatività in cerca di apertura al mondo, senza palcoscenici costruiti sul lusso e, perché…in fondo la vita è davvero una scatola di vetro.

Written by

Marika Lion, curatrice del magazine FIRST Arte. Specialista di arte XIX, XX secolo, contemporanea e mercato dell’arte. Opera nel settore dell’Art Heritage Management e nello specifico in area patrimoniale, collezionista e curatore di mostre d’arte. Docente universitario in Economia dell’Arte, Marketing e Comunicazione degli eventi culturali e strategie di comunicazione per la valorizzazione e promozione di patrimoni artistico culturali. Autore di libri e responsabile di collane editoriali dedicate all’arte.

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