30 September, 2020
 

Borsino degli artisti: Lara Favaretto, l’artista che fabbrica il tempo

Nata a Treviso nel 1973,  è una delle artiste italiane della sua generazione  più “amate” dalla critica e con un solido profilo internazionale. Non a caso è una degli unici due italiani ( l’atra è Ludovica Carbotta che peraltro vive e lavora a Barcellona) invitati dal curatore Ralph Rugof alla 58 edizione della Biennale di Venezia. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e poi la Kingston University di Londra. Rientra in Italia e sperimenta i linguaggi più vari della contemporaneità. Non vincolata da alcuna tecnica, ma tesa all’invenzione dei propri strumenti espressivi, l’artista produce video, sculture, fotografie e disegni, ma spesso realizza installazioni e performance. Dalle colorate spazzole da autolavaggio che girando su se stesse vanno a esaurirsi, al tema della festa come momento separato dal quotidiano, dono meraviglioso, la ricerca dell’artista, forse influenzata in questo anche dal suo interesse per la cultura Sinti, punta alla creazione di epifanie temporali in dialogo diretto con gli spettatori, che sono chiamati a rispondere attivamente. Simbolici insieme dell’effimero e della festa, i coriandoli sono stati tra i materiali che l’artista ha utilizzato per alcune delle sue più interessanti installazioni. “È tutto al limite, sembra come se tutto fosse precario, da ripensare. È come se tutto mi piacesse solo se regolato dalla possibilità unica e fortuitamente ripetibile, come un’apparizione”, spiega l’artista in una intervista a Flash Art. Non a caso, Lara Favaretto è convinta che l’arte sia un dono capace di “fabbricare” il tempo.

Nel 2002 tiene la sua prima personale in uno spazio pubblico, la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo, indagando il tema della festa intesa come divertimento che include la malinconia della sua stessa fine. L’artista affronta il tema attraverso 14 sculture di cartapesta indossabili e agenti per le strade della città.

Birman or (The Unexpected Virtue of Ignorance), 2018

Courtesy Franco Noero

Nel 2004 vince il premio per la Giovane arte italiana alla 51a Biennale di Venezia, con il video La terra è troppo grande, che viene acquistato dal MaXXI di Roma..

L’artista dichiara di incentrare la propria ricerca sull’idea di opera d’arte intesa come dono e sulla possibilità che essa possa permettere di fabbricare il tempo. Suscitando i suoi lavori sempre più coinvolgimento del pubblico, nel 2005 partecipa alla collettiva dal titolo Ecstasy: recent experiments in altered perception organizzata dal MoCA di Los Angeles. Nelle sue sculture-macchine ‘celibi’ è protagonista l’usura quanto la materia utilizzata, come nell’istallazione Simple men esposta alla 2a Triennale di Torino nel 2008, dove spazzole da autolavaggio di colore diverso ruotano su se stesse ‘graffiando’ le lastre di metallo alle quali sono agganciate. Nello stesso anno viene invitata alla 15a Quadriennale di Roma e alla 16a Biennale di Sydney. Nel 2009 è alla 53° Biennale di Venezia con Monumento momentaneo (Swamp), con cui l’artista interviene direttamente nel paesaggio. Nel 2010 partecipa alla Biennale Performa di New York. Ritorna nella Grande Mela nel 2012, con una personale al MoMA PS1. Nel 2014 partecipa alla decima edizione di Manifesta, che si tiene a San Pietroburgo. Nel 2015 il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – dedica all’artista una mostra personale dal titolo Good Luck. Nel 2017con  Absolutely Nothing , espone al Nottingham Contemporary (UK). Nel 2018 va in scena con Need Or No Need , alla Kunsthalle Mainz  Germany ed è presente nella sezione Unlimitedad Art Basel, La Favaretto torna in Laguna nel 2019 invitata dal curatore della 58 edizione della Rassegna internazionale d’arte Ralph Rugoff con opere esposte ai Giardini e all’Arsenale.

One of the exhibition’s themes is the relationship between art and the industrial world.

Courtesy Matthew Septimus/MoMA PS1

I suoi lavori sono presenti in prestigiose collezione pubbliche e private internazionali. Di seguito alcune delle più importanti:

Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino), Italy
MAXXI, Museo Nazionale Della Arti del XXI Secolo, Roma, Italy
FRAC Languedoc-Roussillon, Montpellier, France
MUSAC, Museo De Arte Contemporaneo De Castilla Y León, Spain
Deutsche Bank Collection, Milan, Italy
MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, Italy
Collezione Maramotti, Reggio Emilia, Italy
Rennie Collection, Vancouver, Canada
Queensland Art Gallery & Gallery of Modern Art, South Brisbane, Australia
Walker Art Center, Minneapolis, USA

Coppie-Semplici 2009

Installazione materiali vari

Courtesy Rennie Collection Vancouver

Foto Blaine-Campbell

Mercato e prezzi

selettivo ma ben intonato, orientato verso un collezionismo internazionale colto e raffinato. Infatti sono rari i suoi passaggi in asta, ad oggi – secondo Artprice – solo cinque e di opere minori ( quattro vendute).  La prima aggiudicazione è una scultura volume del 2003 Twistle battuta 7.666 euro ( più i diritti)  da Phillips de Pury a Londra nel 2009. La più recente una pittura del 2013  passata di mano a oltre 13.500 euro nel 2016 sempre da Phillips nel Regno Unito.  Nota per le sue originali istallazioni, a cui era dedicato nella sezione Unlimited della Fiera di Basilea del 2018 uno spettacolare progetto intitolato “Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)” composto da dieci cubi compressi di coriandoli colorati. L’opera è stata acquista da un “anonimo” collezionista per oltre 200 mila euro, Rappresentata da Franco Noero di Torinio nello stand del gallerista ad Art Basel due spazzole per l’autolavaggio in continua rotazione graffiavano incessantemente le lastre di metallo alle quali erano agganciate tramite delle staffe. Le opere erano proposte 80mila euro l’una. Grazie anche alla produzione molto limitata e all’ottimo lavoro della sua galleria di riferimento (Franco Noero)  che oltre ad averle dedicato importanti personali (ben sette dal 2004 ad oggi) nei suoi spazi, espone la sue opere nelle più prestigiose fiere internazionali, i prezzi dei lavori di Lara Favaretto sono in costante ascesa. Per acquistare un cubo di coriandoli è richiesto un investimento di 35 mila euro. Ne occorrono tra i 30 e gli 80 mila per una installazione con le spazzole d autolavaggio colorate. Per le grandi installazioni site/specific si possono superare ampiamente i 100 mila euro.

We all fall down, 2015

particolare installazione alla Gliptoteca di Copenhagen

Gallerie: La sua storica galleria di riferimento e Franco Noero di Torino (011 882204)

Top price in asta:295, 2013 – Tecnica mista (wool, found painting)  79 x 49 cm. – è stata battuta 13,655 euro (diritti compresi) da Phillips London a febbraio 2016 ( 4 volte la stima ).

Immagine di copertina: Momentary monument the stone, 2016. Installation view at welsh streets Liverpool biennial 2016. Photo mark mcnulty crop

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Giornalista professionista con una lunga esperienza nel settore economico e finanziario. Già inviato speciale e poi responsabile della redazione economica dell’AGI (Agenzia Giornalistica Italia). Collezionista ed esperto di arte moderna e contemporanea. Una passione (insieme a quella del golf) che condivide con la moglie Nunzia e maturata anche grazie all'amicizia e alla frequentazione di grandi Maestri e sapienti galleristi. Per oltre sette anni ha tenuto la rubrica “D’Autore” sul mensile delle F.S. “La Freccia” e in qualità di Art Advisor segue alcune importanti collezioni private. L’irresistibile fascino del mercato lo ha spinto a tentare questa nuova avventura.

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