6 July, 2020
 

Cinema: Cena con delitto, un thriller alla Hitchcock

Giudizio dell’autore:

Risultati immagini per 4 stelle su 5

Un noto scrittore di romanzi gialli viene trovato misteriosamente suicida nel proprio studio e intorno alla sua eredità si scatena il putiferio nella famiglia. Questa la trama di Cena con delitto, firmato alla regia da Rian Johnson. Si tratta di due film, uno dentro l’altro e ambedue avvincenti. Il primo si riferisce ad un classico della letteratura cinematografica noir dove tutto si snoda intorno alla ricerca di un possibile assassino di un possibile delitto che, apparentemente, non è stato compiuto. La vittima viene trovata con in mano l’arma che ha causato la sua morte e tutto porta a ritenere che si sia trattato di un suicidio.

Qualcosa però non torna perché, in forma anonima, è stato incaricato un detective privato per far luce sulla vicenda dai contorni oscuri. Nella casa dove è avvenuto il fattaccio si era da poco svolta una cena durante la quale il vecchio capo famiglia aveva comunicato ad alcuni dei suoi figli che erano stati cancellati dal testamento. Buona parte di loro avrebbe avuto buoni motivi da trarre vantaggio dalla sua improvvisa scomparsa. Il racconto prosegue su questa pista: è stato un omicidio o un suicidio?  

Lo schema è un classico di tanti film di grande successo in questo genere che hanno visto firme indimenticabili della letteratura e del cinema che vanno da Edgar Allan Poe, Arthur Conan Doyle, Agatha Christie e, in assoluto, il maestro Alfred Hitchcock. Questo Cena con delitto rimane perfettamente aderente a questo filone: l’indagine segue i suoi percorsi e lungo il lavoro degli investigatori si intravvedono gli indizi che porteranno poi alla conclusione della vicenda. Compito degli spettatori rimanere attenti e cercare di arrivare ad una logica conclusione. Il film, per questa parte, scorre benissimo e tutti i protagonisti, a partire da Daniel Craig nelle vesti del detective privato, reggono perfettamente la parte. I tempi sono perfetti: da un crescendo lento e didascalico si passa improvvisamente ad un ritmo forsennato in grado di confondere le piste.  

E fin qui parliamo di una parte del film, al quale se ne accompagna un altro di differente natura quanto pure di grandissima attualità: le liti in famiglia quando di mezzo ci si mette il denaro, quando si tratta di spartire eredità più o meno rilevanti, quando gli egoismi, gli interessi privati sommergono e devastano gli affetti e i sentimenti. Non c’è bisogno di andare tanto lontano ed è sufficiente leggere qualche pagina di cronaca nera per scoprire quanto spesso succede che proprio all’interno delle famiglie si annida il mostro dell’avidità.  

In questo caso, esattamente come avviene nella realtà, i protagonisti potrebbero essere sospettabili dell’ipotesi di omicidio e, come un classico gioco di specchi, spesso la realtà si confonde benissimo con le apparenze. Se c’è un solo aspetto poco convincente nell’economia generale del film è che si scava troppo poco nelle personalità ma, per il poco tempo a disposizione della pellicola, è sufficiente a lasciare quel solito amaro in bocca tipico di questi argomenti dove tutti appaiono colpevoli e quindi, in un certo senso, tutti innocenti. 

Comunque, Cena con delitto merita 4 stelle e rimane un gran bel film come raramente capita di vedere in questo genere e, purtroppo, ancora una volta, siamo costretti ad ammettere che nel nostro Paese c’è grande difficoltà a realizzare questo tipo di lavori cinematografici. Non è un caso che, per il 2019, nella classifica dei migliori film dell’anno, il primo degli italiani è in fondo alla classifica. 

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Critico cinematografico - SNCII. Nasce nel 1953 a Roma, dove si laurea in Sociologia presso l'Università La Sapienza. Nel 1986 consegue, in Confindustria, un Master in comunicazione di impresa e nel 1996 frequenta un Corso di comunicazione e immagine presso la Scuola di Management LUISS. Iscritto all’Albo Nazionale dei giornalisti nel 1983, lavora come redattore del settimanale “Nord Sud” e del mensile “Quale Impresa” di Confindustria, di cui sarà anche coordinatore. Responsabile delle relazioni esterne dei Giovani Imprenditori di Confindustria, successivamente lavora nello stesso ambito con Italimprese. Nel 1991 viene assunto in Rai, svolgendo incarichi in diversi ambiti, dai rapporti con l'AgCom alla struttura presso il Quirinale; dallo Staff del Direttore Generale alle Relazioni esterne e comunicazione di RaiUno, Rai Giubileo, Rai World, Rai Pubblicità, ed infine Ray Way. Da aprile 2017 è Senior Advisor di Csc Vision. È stato Docente incaricato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università della Tuscia e Cultore della materia alla Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza. Responsabile delle relazioni esterne di Rai Way, dal 2003 è stato Presidente della Associazione "Tv e Minori" e Direttore responsabile della rivista bimestrale “Tv e Minori”

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