1 April, 2020
 

Cinema: Villetta con ospiti, un noir nel profondo Nord-Est

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Risultato immagini per tre stelle su cinque

Una storia drammatica di ordinaria paura, interna ad una famiglia ed un paese dove nessuno ha la coscienza a posto. Questa la trama di Villetta con ospiti firmata dal regista Ivano Di Matteo con Marco Giallini e Michela Cescon da pochi giorni nelle sale. La vicenda si svolge in un imprecisato luogo del Nord Est d’Italia, dove una famiglia, apparentemente benestante e influente, si trova al centro di una tragedia che li travolge, insieme al poliziotto locale di origini napoletane, il medico, il parroco, la domestica e suo figlio ed altri personaggi di origini rumene.

Nessuno sembra essere al posto giusto e quasi tutti hanno qualche scheletro nell’armadio: il sacerdote attratto dalle parrocchiane, il poliziotto che gestisce strani traffici, il medico non è da meno, il marito traditore, la moglie confusa con sua madre taccagna e malvagia insieme alla figlia arrabbiata.

Insomma, un quadretto non proprio edificante ma, forse, non lontano da tante situazioni più o meno reali. Il filo conduttore della storia è tutta cronaca italiana e, in particolare riferita alla paura di trovarsi uno sconosciuto in casa e al possesso più o meno legale di armi. Intorno a questo presupposto si snoda il racconto e tutto avviene in modo assai crudo, duro, quasi chirurgico, senza mezze misure.

Ogni personaggio (recitazione discreta) si mostra senza mezze misure e non si parteggia per nessuno, ci sono solo i cattivi che, alla fine, se la cavano con una busta piena di soldi con la quale cercano di tappare la voragine della loro meschinità. Non c’è giustizia e non c’è perdono, traspare solo un’arida sensazione di  deserto morale. I tre personaggi “istituzionali” cioè il rappresentante della Legge, il sacerdote e il medico, insieme all’imprenditore e alla sua “istituzione” familiare” sono trascinati in un gorgo torbido che li mette tutti sullo stesso piano.  

Si tratta di un film lontano da quel genere tutto italiano di noir provinciale, borghese, di scontro sociale, di ricchi contro poveri, di italiani contro immigrati, dove vengono in mente lavori di Piero Germi, di Mario Monicelli, e tra i contemporanei, il Virzì cinico e spietato del Capitale Umano. Villetta con ospiti si colloca in una terra di mezzo che non è compiutamente definita: non riesce, infatti, ad essere graffiante quanto potrebbe e tantomeno avvincente quanto vorrebbe.

La sceneggiatura sembra soffrire molto l’influenza dei fatti più o meno quotidiani che avvengono in quasi ogni parte d’Italia. Merita, comunque, attenzione tutto ciò che svela, anche con il cinema, quell’anima cattiva, razzista, pistolera e corrotta che, purtroppo, sembra essere molto diffusa in questo Paese. 

Nota a margine: ci troviamo in una pausa stagionale dove l’offerta di nuovi titoli è bassa e nelle sale, fatto nuovo, si ripropongono successi del recente passato come, ad esempio, Pasasite del coreano Bong Joon-ho vincitore di tanti premi (vedi recensione dello scorso novembre). Si tratta di una operazione commerciale che la dice lunga sulle dinamiche del mercato cinematografico.

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Critico cinematografico - SNCII. Nasce nel 1953 a Roma, dove si laurea in Sociologia presso l'Università La Sapienza. Nel 1986 consegue, in Confindustria, un Master in comunicazione di impresa e nel 1996 frequenta un Corso di comunicazione e immagine presso la Scuola di Management LUISS. Iscritto all’Albo Nazionale dei giornalisti nel 1983, lavora come redattore del settimanale “Nord Sud” e del mensile “Quale Impresa” di Confindustria, di cui sarà anche coordinatore. Responsabile delle relazioni esterne dei Giovani Imprenditori di Confindustria, successivamente lavora nello stesso ambito con Italimprese. Nel 1991 viene assunto in Rai, svolgendo incarichi in diversi ambiti, dai rapporti con l'AgCom alla struttura presso il Quirinale; dallo Staff del Direttore Generale alle Relazioni esterne e comunicazione di RaiUno, Rai Giubileo, Rai World, Rai Pubblicità, ed infine Ray Way. Da aprile 2017 è Senior Advisor di Csc Vision. È stato Docente incaricato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università della Tuscia e Cultore della materia alla Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza. Responsabile delle relazioni esterne di Rai Way, dal 2003 è stato Presidente della Associazione "Tv e Minori" e Direttore responsabile della rivista bimestrale “Tv e Minori”

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