6 June, 2020
 

Cortona: il Bambin Gesù delle Mani del Pinturicchio


Il capolavoro rinascimentale ha recentemente permesso di svelare uno dei più affascinanti misteri della storia dell’arte: una singolare vicenda di amori segreti che ha per protagonisti papa Alessandro VI Borgia e la bellissima Giulia Farnese.

Presentata con l’ausilio di un ricco corredo grafico e narrativo, l’appassionante storia di questo inedito affresco prima smembrato, poi perduto e infine fortuitamente riscoperto, viene raccontata ai visitatori attraverso un suggestivo allestimento, ove un percorso di ambienti successivi accompagnerà il visitatore alla scoperta dell’opera stessa.

Proveniente da un affresco delle stanze vaticane, ora scomparso, e raffigurante la Madonna ed il Bambino con il papa Alessandro VI Borgia inginocchiato in adorazione, il cuore dell’intera composizione – il Bambino Gesù benedicente – è riconsegnato al pubblico dopo oltre cinque secoli grazie all’acquisizione da parte del Gruppo Margaritelli, che l’ha poi affidato alla Fondazione Guglielmo Giordano per promuoverne lo studio e la divulgazione.

Superstite alla damnatio memoriae decretata dai successori del discusso Papa Borgia, lo straordinario dipinto è oggetto di uno dei più discussi passi di Giorgio Vasari. Lo storico fiorentino, nella seconda edizione delle Vite, narrando del Pinturicchio, riferisce infatti che questi ritrasse sopra la porta di una camera la Signora Giulia Farnese per il volto di una Nostra Donna, e nel medesimo quadro la testa d’esso papa Alessandro che l’adora

Per il suo singolare contenuto l’affermazione venne per secoli ritenuta inverosimile. Oggi sappiamo invece che rispondeva a verità.

Con il Bambin Gesù delle Mani si accendono i riflettori sulla figura di Bernardino di Betto, la cui fervente attività è stata al servizio di ben cinque Papi. Pittore molto originale, padrone di un linguaggio figurativo composito, che fonde in una sintesi personale, microscopìa fiamminga ed eleganze tardo-gotiche, geometrie rinascimentali e paesaggi fortemente innovativi. Ospite d’eccezione di un Museo la cui storia va di pari passo con quella dell’Accademia Etrusca la cui vocazione naturale è quella della diffusione della cultura storica ed artistica.

La Fondazione Guglielmo Giordano, creata a Perugia nel 2000, è intitolata alla memoria Guglielmo Giordano e nasce con il preciso intento di svolgere la propria azione negli stessi ambiti ove si esplicarono la ricerca scientifica e gli interessi culturali del celebre tecnologo italiano. La Fondazione promuove quindi studi e ricerche di carattere storico e tecnologico attorno al legno e parimenti interagisce con il mondo dell’arte attraverso la proposizione di seminari, convegni, grandi eventi espositivi e pubblicazioni sulle più significative espressioni artistiche del passato e del contemporaneo. Il programma di ricerca sul tema del legno si svolge all’interno di tre principali indirizzi di studio: un indirizzo ambientale, riguardante il legno inteso come materia prima, ma soprattutto come risorsa forestale da salvaguardare in relazione all’ambiente, al territorio e al paesaggio; un indirizzo scientifico e tecnologico riguardante lo studio delle strutture lignee, particolarmente in architettura; un indirizzo artistico dedicato all’utilizzo del legno nelle arti figurative – dai supporti pittorici alla statuaria, dalla liuteria all’ebanisteria – e nel design. Dal 2004, attraverso l’organizzazione di mostre ed eventi in tutto il mondo, la Fondazione promuove la conoscenza del dipinto “Bambin Gesù delle Mani” del Pinturicchio, proveniente da un affresco delle stanze vaticane ora scomparso. La parte più preziosa dell’intera composizione – il Bambino Gesù Benedicente – rientrata in Umbria dopo oltre cinque secoli, è stata acquisita dal gruppo Margaritelli e affidata alla Fondazione Guglielmo Giordano affinché ne curi lo studio e la divulgazione.

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