28 February, 2021
 

Cultura e Impresa: L’essenza del passaggio generazionale

STRATEZIGING di Emanuele Sacerdote

Se osserviamo la vita media delle imprese storiche e di quelle ultracentenarie è oltremodo palese che sono aziende nelle quali non esiste la presunzione di immortalità. La vita media del fondatore e dei suoi successori è decisamente inferiore rispetto alla vita dell’azienda (stesso ragionamento lo si può fare con la vita dei sovrani e dei loro regni). Il che ci porta alla semplice conclusione che, per garantire la continuità dell’impresa di famiglia, bisogna creare una cultura della successione regolare tra le generazioni al potere e quelle più giovani che verranno. Senza questo tipo di meccanismo non ci potrà essere continuità e stabilità familiare.

Per compiere questa successione di nuovi eredi-imprenditori ci sono due passaggi su cui ragionare. Dove avviene il passaggio di consegne? Tecnicamente il passaggio di consegne è un protocollo formale che dura anni. Il vero passaggio di consegne è informale, inizia dall’età della ragione delle nuove generazioni e si strutturacon un trasferimento di know-how, ma anche di un intenso passaggio di memorie, di linguaggi, di valori e di comportamenti. Questo tipo di passaggio avviene principalmente ai pranzi di famiglia, la domenica, in vacanza, alle feste, durante i viaggi e, quello che conta, è la forte capacità di instaurare empatia e di creare un sistema di comunicazione efficace tra le parti coinvolte.

Chi deve istruire la nuova generazione? Generalmente ilgenitore-imprenditore (oppure un altro parente) è molto impegnato nell’operatività dell’azienda. Ecco che si rivitalizza un ruolo fondamentale, quello del nonno-imprenditore (forse anche fondatore) che ha, probabilmente, più tempo e può assumersi l’onere di traghettare la nuova generazione in azienda. Senza voler fare promozione diretta ai prodotti Balocco, la pubblicità“Buoni da generazioni” racconta questa relazione di mentoring ultra-generazionale tra il nonno e il nipote in maniera sia razionale che emozionale. 

Tutto questo per dire che la presunzione di immortalità può essere curata con atteggiamenti e comportamenti proattivie critici al trasferimento del sapere e dei valori con un processo di sedimentazione lungo e consapevole che si compone di fasi informali e formali.

L’impresa familiare italiana è guidata dal fare, fare, e ancorafare. Ecco che uno di questi compiti del fare dovrà essere anche l’impegno al passaggio di consegne dedicandoglitempo, determinazione e perseveranza anche nel coltivare le nuove leve di famiglia e la nuova classe imprenditoriale. 

Confucio disse: Se il tuo piano è per un anno, pianta il riso. Se il tuo piano è per dieci anni pianta alberi. Se il tuo piano è per cento anni istruisci i bambini.”

All the Best!

Pubblicità Balocco
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Classe 1967, Torinese, residente a Milano. Una vita dedicata all’ “Impresa” come manager, imprenditore e stratega. Al percorso professionale ha abbinato la passione per lo scrivere saggi come forma di restituzione del sapere. Ha iniziato la sua carriera presso le agenzie di pubblicità per poi proseguire in varie aziende internazionali occupandosi prevalentemente di marketing strategico, di business development e di gestione d’impresa: Levi Strauss&Co, Autogrill, Ermenegildo Zegna, Ferrari Auto, Moleskine e Barbisio. Nell’ultimo decennio si è occupato dell’azienda della sua famiglia Strega Alberti Benevento e in contemporanea ha fondato SOULSIDE, boutique di consulenza strategica. Al percorso professionale ha abbinato la pubblicazione di saggi su temi business – “Strategie retail nella moda e nel lusso” 2006, “Travel retailing” 2009, “Ritorno alla bottega” 2014, “Aziende storiche operative e silenti” 2014, “Retailization” 2016, “Breviario sul pensiero strategico” 2019, “Legenday Brands” 2020 – e l’insegnamento in business school – Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione ISTUD, Università IULM. Giornalista-pubblicista dal 2001. www.emanuelesacerdote.com

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