28 February, 2021
 

Cultura e Responsabilità: Il consenso d’impresa

Mi piace pensare che il concetto di cultura d’impresa potrebbe essere aggiornato ed evoluto al concetto di consenso d’impresa. Etimologicamente, consenso (verbo: consentire) significa sentire insieme, all’unisono: di fatto richiama l’assenso, l’accordo, il successo, la volontà, la conformità, il benestare. Nel suo uso corrente è principalmente associato al mondo della politica e in particolare del singolo politico e, come disse Macchiavelli, “chi viene eletto principe col favore popolare deve conservare il popolo come amico.” L’aspetto che mi intriga per proporlo alla linguistica aziendale è appunto l’agire. Adattato al comparto dell’impresa, il concetto del consenso vuole rafforzare appunto il valore intenzionale e comportamentale dell’organizzazione: ottenere (o perdere) consenso in relazione a quello che faccio e come lo faccio. Lo scopo strategico è appunto quello di guadagnare nuovo consenso oppure conservare o recuperare vecchio consenso. I concetti di cultura e di responsabilità sono ovviamente molto aderenti al consenso, ma la sensazione è che il consenso sia più tangibile, più materico. In tal senso, il consenso diventa la reale distanza dalla propria comunità, dai pubblici e dalle personas, e diviene così la reale dimensione dell’identità d’impresa. Questo ragionamento però deve essere portato a terra e gli aspetti più significativi devono diventare la misurazione e il monitoraggio del consenso. Le tradizionali ricerche di mercato possono solo offrire uno spaccato, una fotografia istantanea che darebbe una visione della realtà troppo sporadica e parziale.  Bisogna passare a modelli di misurazione maggiormenteolistici e più dinamici che utilizzano i big data sui vari media e social media. L’assunto di queste analisi deve essere la continuità e la profondità: una sorta di termometro e di ecoscandaglio che rilevi il consenso dell’impresa. La misura del buono e stabile consenso si trasforma in maggior fiducia e credibilità che potrebbero essere utilizzate per vari scopi, non solo business-driven ma anche pro-sociale e pro-culturale.

“Scopri chi sei e non avere paura di esserlo.” Gandhi

All the Best!

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Classe 1967, Torinese, residente a Milano. Una vita dedicata all’ “Impresa” come manager, imprenditore e stratega. Al percorso professionale ha abbinato la passione per lo scrivere saggi come forma di restituzione del sapere. Ha iniziato la sua carriera presso le agenzie di pubblicità per poi proseguire in varie aziende internazionali occupandosi prevalentemente di marketing strategico, di business development e di gestione d’impresa: Levi Strauss&Co, Autogrill, Ermenegildo Zegna, Ferrari Auto, Moleskine e Barbisio. Nell’ultimo decennio si è occupato dell’azienda della sua famiglia Strega Alberti Benevento e in contemporanea ha fondato SOULSIDE, boutique di consulenza strategica. Al percorso professionale ha abbinato la pubblicazione di saggi su temi business – “Strategie retail nella moda e nel lusso” 2006, “Travel retailing” 2009, “Ritorno alla bottega” 2014, “Aziende storiche operative e silenti” 2014, “Retailization” 2016, “Breviario sul pensiero strategico” 2019, “Legenday Brands” 2020 – e l’insegnamento in business school – Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione ISTUD, Università IULM. Giornalista-pubblicista dal 2001. www.emanuelesacerdote.com

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