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Erik Sjøholm e Lina Teir, protagonisti al Bonfire Stories Tour

Due artisti Finlandesi desiderano comunicare il sentimento di intimità sociale evocato dalla prossimità al Falò portando Musica e Storie in giro per l’Europa.

Erik Sjøholm e Lina Teir, protagonisti al Bonfire Stories Tour

Erik Sjøholm, cantautore indipendente e produttore creativo con un suono roots / folk classico e Lina Teir, anche cantautrice, cantastorie, regista e drammaturga, sono due artisti finlandesi di lingua svedese. Provengono dalla costa occidentale della Finlandia dove risiede una piccola minoranza culturale, influenzata rispettivamente dai paesi di Svezia e Finlandia e stanno attualmente girando l’Europa con il loro Bonfire Stories Tour.

Sjøholm ha pubblicato il suo album di debutto “Walkabout” nel 2016 e ha proseguito con un album dal vivo e alcuni singoli l’anno successivo. Nella primavera del 2018 è apparso nel programma televisivo “Spain’s got talent” dove è stato confrontato con artisti come James Bay, Ed Sheeran e Jack Johnson.

Lina Teir ha usato la sua voce per raccontare storie personali proprie e altrui, e storie di politica che devono essere raccontate. Negli ultimi anni è stata conosciuta attraverso la campagna per i diritti umani We see you“, che ha iniziato nel 2016 insieme a Linda Bäckman pubblicando la sua canzone “Vi kommer minnas allt” (Ricorderemo tutto) come una lettera musicale diretta al Primo Ministro finlandese Juha Sipilä.

Questa è l’intervista che Erik e Lina hanno rilasciato per First Arte:

Come vi siete conosciuti e quando avete iniziato col progetto Bonfire Stories?

Erik: Ci conosciamo da molto tempo, perché veniamo dalla stessa zona, Österbotten, in Finlandia, sulla costa occidentale, ma non abbiamo suonato insieme fino alla scorsa Estate quando improvvisamente ho chiesto a Lina di partecipare a uno dei miei concerti e ci siamo intesi da subito molto bene sul piano musicale.

Abbiamo fatto qualche altro concerto prima di decidere finalmente di creare un progetto insieme, ma a quel tempo stavo andando in Sud America per 6 mesi, quindi ero tipo, okay, dovremo farlo in primavera, le ho detto che stavo pianificando di andare in tour in Europa e a Lina è sembrata una grande idea.

Abbiamo iniziato a scambiarci varie idee e dopo un po’ è nato spontaneamente il Bonfire Stories Tour, quindi in realtà abbiamo suonato insieme solo per alcuni mesi, stiamo ancora esplorando molto musicalmente su cosa possiamo e non possiamo fare.

Cos’è esattamente il Bonfire Stories Tour?

Lina: “Bonfire Stories”, io faccio anche molto storytelling, quindi ho pensato a questo nome perché mi manca il modo in cui le persone si riunivano tempo addietro: stare intorno al falò e guardarsi negli occhi…questo è quello che volevamo fare insieme con Erik, suonare in un salotto in cui poter incontrare davvero le persone, non ergersi invece su un palcoscenico eseguendo la nostra performance discostati dagli altri.

I falò esistono come simbolo e fenomeno in molte culture, anche nella cultura finlandese / svedese che è la cultura a cui apparteniamo. Quindi, ad esempio in questo periodo dell’anno, durante la Pasqua, è comune organizzare dei falò, noi lo identifichiamo anche come un simbolo di pulizia interiore: abbandonare il vecchio per abbracciare l’arrivo del nuovo.

Questo tour è anche una sorta di viaggio di ricerca personale, quindi non vogliamo che sia qualcosa di statico, può anche essere qualcosa che cambia con il tempo e lo spazio in base alle persone che incontriamo lungo il percorso.

È un’esperienza molto diversa rispetto alle vostre carriere soliste?

Erik: Dal momento che stiamo viaggiando insieme, il tempo che passiamo in tour è molto più del tempo speso sul palco, gran parte di questo tour riguarda il conoscersi su un piano personale e penso che sia splendido. Incontriamo molte persone durante il tour e gli incontri casuali ne costituiscono una parte importante, quindi ovviamente tutto ciò è unico e apprezzo molto farlo insieme a Lina piuttosto che da solo.

Lina: Penso che combinare due cantautori sul palco sia qualcosa di nuovo perché essendo un cantautore di solito sei abituato a decidere su tutto, quindi è molto interessante combinare insieme la nostra arte sul palco.

Stasera la performance era più incentrata sulle canzoni di Erik e fondamentalmente io stavo solo suonando il violino, è stato bello anche così ma è ancora più interessante quando combiniamo le nostre canzoni, perché Erik canta in inglese e spagnolo mentre io canto in svedese quindi è possibile ottenere dinamiche molto particolari, c’è una voce femminile e una maschile, diversi strumenti e diversi modi per combinare la narrazione e la musica.

In realtà l’anno scorso ho fatto più storytelling e teatro, quindi penso di poter imparare molto dall’esperienza di Erik come musicista e viceversa io posso insegnargli tanto sulla parte narrativa, questo rende lo scambio molto bello.

Dove siete stati finora e dove andrete dopo a portare musica e storie?

Lina: È stata una scelta consapevole iniziare il tour nella nostra terra natale, nella regione di Österbotten, abbiamo iniziato nel villaggio di Erik, Malax, che si trova fuori da una città chiamata Vasa sulla costa occidentale della Finlandia e, successivamente, siamo andati nel mio villaggio che si chiama Henriksdal.

Penso che ci siano circa 70 persone che vivono lì ora e abbiamo tenuto forse 30 concerti, così facendo abbiamo capito qual’era il tipo di atmosfera che volevamo portare in Europa…siamo andati ad Helsinki, a Copenaghen, ad Amburgo, a Colonia e ora ci troviamo ad Amsterdam, presto ci recheremo ad Anversa in Belgio e in qualche altra cittadina, fino ad arrivare alla nostra ultima tappa, che si trova in Francia.

Sono curioso delle motivazioni che vi hanno spinto a fare questo tour, c’è qualcosa di speciale che volete comunicare al pubblico attraverso questo progetto?

Erik: Lo scopo del Bonfire Stories Tour è creare momenti in cui sia possibile portare le persone ad essere più vicine tra loro, sedersi, aprire i nostri cuori e condividere le nostre esperienze attraverso la musica, creando nuove connessioni tra persone in una sorta di processo di guarigione, perché il fuoco come simbolo viene usato per la guarigione e la pulizia interiore, incenerendo e bruciando tutto ciò di cui ci si vuol liberare.

Lina: Questo è quello che succede quando ci riuniamo attorno al falò, se ci sediamo lì abbastanza a lungo possiamo iniziare a disfarci di tutte quelle maschere che usiamo nella vita di tutti i giorni.

Per me si tratta molto di storytelling autobiografico, in tutta Europa se porto qualcosa di veramente locale come la storia che ho raccontato nell’associazione culturale del Mezrab ad Amsterdam (articolo dedicato qua), la storia di quando ho suonato il violino al mio vicino di casa in Finlandia a 5 anni, sono sicura che ci sarà qualcosa di così universale in cui chiunque potrà identificarsi, quello che voglio dire è che la gente può iniziare a riflettere sulle proprie vite, alla luce di questo falò metaforico.

Personalmente, il mio intento artistico nella maggior parte delle cose che faccio è di mettere in parole ciò che già sento, se c’è qualcosa che non riusciamo ad esprimere a parole allora penso che questo qualcosa debba essere espresso, dando voce a tutte quelle storie che urlano in silenzio, che siamo disperati di raccontare ma non osiamo fare, penso che questo sia il compito di un cantautore, di uno storyteller e di un artista, di portare all’espressione questo mondo di emozioni sommerse.

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