6 July, 2020
 

Il design italiano in mostra a Tokyo

È Tokyo la prossima tappa dell’Italian Design. Una mostra dell’eccellenza dell’industria nazionale, insieme di creatività, arte e sostenibilità . In quel Giappone , dove degli italiani hanno imparato ad apprezzare molte cose e di cui hanno ben accolto alcune aziende. Il 13 luglio si inaugura a Tokyo la mostra “L’arcipelago del Design italiano. Progettare la bellezza”. È l‘Italian Design Day 2019.Protagoniste sono dieci aziende selezionate tra le più  importanti del design italiano che operano in Giappone. Ciascuna ha scelto di esporre un oggetto iconico dal proprio catalogo, quello che più di altri rappresenta il paradigma di bellezza, innovazione e utilità. Il volto di un Paese operoso e  distante da  superficialità. 

Una mostra curata  dall’architetto Matteo Belfiore, che ha modellato l’allestimento dell’esposizione sull’immagine dell’arcipelago giapponese. Un riferimento artistico sia  alle isole del Giappone che alla metafora delle aziende di design. Quelle che espongono pur diverse per storia ,sono accomunate dall’obiettivo di far conoscere nel mondo il modo italiano di pensare e progettare la bellezza. Una specie di Rinascimento permanente in un settore se improvvisi sei dozzinale e non puoi competere con nessuno. Concetti collegati strettamente al modo di produrre – leggero, essenziale, funzionale – che in Italia hanno impegnato architetti e designer di fama internazionale. Che questi oggetti vengano esposti in un Paese “ leggero”  per storia e cultura è un apprezzamento per l’italian style .

Le aziende esporranno cosa? Alessi presenterà l’alzata pieghevole Anna gong, Arper la sedia Catifa 46, Artemide la lampada ricaricabile Come together, Barovier e Toso la loro lampada Aurum, Cassina le sedie 412 Cab e 413 Cab, FontanaArte la lampada Kanji, Foscarini la sua Twiggy, Magis la poltroncina rotante Spun, Frau la poltrona Vanity fair e Unifor la  sedia per ufficio Parigi. Ogni azienda sarà su un isola il cui contesto è il classico il karesansui, il giardino secco giapponese. Una forma di arte a sua volta. Strutture contemplative, sostenibili , inizialmente ispirate alla dottrina Zen , caratterizzate dall’assenza di acqua e dalla presenza ,invece, di ghiaia e pietre. Sarà suggestivo vedere in questi simil giardini lasedia Cassina disegnata da Mario Bellini  50 anni fa, la lampadasenza fili di Artemide , la storica poltrona Vanity disegnata da Renzo Frau nel 1930 , presente nelle dimore più lussuose e in decine di film.

La Mostra di Tokyo ha indubbiamente anche una valenza economica. Le fabbriche italiane del design esportano in tutto il mondo . Il business del bello e leggero nel 2018 ha toccato 22 miliardi di euro e il Giappone è tra i primi 20 Paesi importatori. Amano più lo stile italiano che quello degli altri Paesi, i giapponesi e la loro presenza ,come visitatori, alle rassegne italiane è costante. Studiano le nostre aziende, i modelli organizzativi e le tecniche di commercializzazione . Tra gli organizzatori dell’evento di Tokyo del 13 luglio ci sono l’Istituto del commercio estero , l’ Associazione per il Disegno Industriale , oltre all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, all’Ambasciata italiana e all’ Architects Studio Japan (ASJ). Un team che non può fallire per ciò che rappresenta e per i prodotti che mette in vetrina. I giapponesi potranno ammirarli fino al al 27 luglio.

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Nato a Pomigliano d’Arco (Napoli) è laureato in Scienze Politiche. Dagli anni ’80 è giornalista freelance per scelta. Ha scritto per Paese Sera, Il Mattino, Libero, Il Denaro, Specchio Economico, Reportage, EspressoSud occupandosi prevalentemente di Mezzogiorno, energia, green economy, ambiente. Responsabile di azienda energetica, è stato membro di commissioni e Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Attualmente collabora con FIRSTonline, EspressoSud, ilMediano.com

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