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Il film della settimana: “Il Sindaco del rione Sanità” di Mario Martone

Il Sindaco del rione Sanità è un film di Mario Martone tratto da un’opera di Edoardo De Filippo – Il tema è la vita nel famoso rione napoletano raccontata in un film che è un raro esempio di grande cinema italiano

Il film della settimana: “Il Sindaco del rione Sanità” di Mario Martone

La giustizia privata e personale esercitata dalla figura più importante del rione che dirime i conflitti, risolve i problemi, sana le ferite sociali e rimette in ordine chi sgarra dalle regole. Questa la trama de Il Sindaco del rione Sanità, firmato da Mario Martone e tratto da un’opera di Edoardo De Filippo presentata sulle scene nel 1960, verosimilmente tratta da un personaggio realmente esistito come ha scritto lo stesso Edoardo: “Era un pezzo d’uomo bruno. Teneva il quartiere in ordine. Venivano da lui a chiedere pareri su come si dovevano comporre vertenze”.

Il tema è la vita nel rione, uno dei più noti e popolari di Napoli, dove è nato lo stesso Totò, dove tutto un mondo vive di regole e consuetudini proprie, di linguaggi, di legami, di riti e miti che lo rendono allo stesso tempo universale e particolare. Universale perché, forse, dovunque nel mondo in determinate circostanze, si vengono giocoforza a creare relazioni tra individui, che vivono nello stesso luogo e nello stesso spazio temporale, in grado di superare e tralasciare le regole sociali condivise dal resto della società. Succede dunque che il giudice, il pubblico ministero, la polizia e l’ufficiale giudiziario, nonché magari pure l’agente penitenziario, assumono le sembianze dello stesso personaggio: Antonio Barracano. In questo caso si tratta di una figura amata e rispettata, la cui autorità e potere non sono in discussione anche se a tutti è noto che la fonte di tale potere è assolutamente arbitraria e priva di ogni parvenza di legalità.

Antonio Barracano (magistralmente impersonato da Francesco Di Leva) è più di un semplice e scontato capo camorrista che può decidere vita o morte dei suoi gregari. Il Sindaco rappresenta e sintetizza una collettività, una comunità che non crede o non ha fiducia nella “giustizia ordinaria” dove succede che i testimoni a favore si comprano “ … a mazzetti” dove tutto si può risolvere solo e se si è in grado di pagare o di farsi proteggere da chi “conta”.

Il film di Martone è tecnicamente perfetto: sulla sceneggiatura e sulla sua fonte di ispirazione c’è poco da aggiungere (peraltro il regista è stato anche autore di una trasposizione teatrale di questo lavoro). La maestria consiste nella capacità di rendere forti, emotivamente coinvolgenti, i dialoghi e i suoi contenuti. Luci e scenografie indiscutibili. Durante la visione verrebbe la voglia di prendere appunti dei pensieri del Sindaco. Attenzione: si tratta pur sempre di grande teatro sul grande schermo e dunque la lettura, la visione, di questo film deve necessariamente avvenire con questa chiave dove è vero che il centro della scena è occupato dal protagonista principale ma è altrettanto vero che tutti i comprimari, le stesse comparse di secondo piano, compongono quasi un personaggio unico, un attante, in grado di reggere sempre i tempi scenici. È infatti sempre tutto un coro, tutto un intreccio di primi piani e di posizionamenti di fronte alle cinepresa di altissimo livello.

Un solo aspetto de Il Sindaco del rione Sanità lascia alquanto perplessi. Si tratta di una visione stereotipata e convenzionale su Napoli e delle sue storie criminali che abbiamo già visto tante volte. Tanti anni di Gomorra e altri film di questo vario genere assortiti, hanno lasciato tracce profonde. Difficile liberarsi da un marchio di fabbrica di questo tipo come pure è difficile andare oltre. Da questo punto di vista, Garrone avrebbe potuto provare a fare qualcosa di più. Perdonato: grande cinema italiano!

Nota a margine: purtroppo, come abbiamo già scritto altre volte, tutto questo è molto raro da parte del cinema italiano, più propenso alla commediola di bassa cucina che all’impegno rigoroso. Quando succede che appare una proposta di qualità di questo genere, succede poi che la casa di distribuzione del film decide di tenerlo solo per pochi giorni nelle sale: tutto questo perché si preferisce avere le sale piene per poco tempo piuttosto che mantenerlo in calendario più a lungo a scapito delle sale mezze vuote.  Non possediamo gli algoritmi in grado di decifrare queste logiche di mercato, però sappiamo che il cinema è anche educazione al bello, non è solo e sempre questione di quanto incassa. Il pubblico questo lo sa bene ed è in grado di premiare o penalizzare quanto osserva sullo schermo.  

One thought on “Il film della settimana: “Il Sindaco del rione Sanità” di Mario Martone

  1. CONCORDO PIENAMENTE CON LA NOTA A MARGINE, TANTOPIU’ PER UN AUTORE DEGNO E QUALIFICATO COME MARIO MARTONE. MI CHIEDO COME MAI, IN CASI DI FILM COME QUESTO, DI VERO INTERESSE CULTURALE, LA MACCHINA STATO NON ABBIA ANCORA TROVATO UN MODO PER GARANTIRE, ANCHE SE IN POCHE SALE CONVENZIONATE, UNA “DECENTE” DISTRIBUZIONE CHE PERMETTA UNA VISIONE AD UN PUBBLICO CHE NON MANCHEREBBE CERTO DI RISPONDERE ALL’APPELLO. SOLITA LEGGE DEL PROFITTO, SI DIRA’. CONTINUIAMO, NEL FRATTEMPO, A FARCI DEL MALE CON I SOLITI POLPETTONI NATALIZI CHE, DICONO LORO, SONO TANTO AMATI DA QUELLI CHE VOGLIONO SOLO DIVERTIRSI. CON IL CINEMA D’AUTORE, E’ VERO, SPESSO NON CI SI ARRICHISCE, MA SI PUO’ ANDARE IN PARI, SE LO SI SA SAGGIAMENTE ALTERNARE A QUELLO DI EVASIONE. MEDITATE GENTE, MEDITATE…

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