28 November, 2020
 

Il murales dell’energia alla Bovisa di Milano

L’età è quella della scuola dell’obbligo. Ma la  capacità di rappresentare la lotta agli sprechi e alla salvaguardia dell’ambiente stupisce. Bambini di tutto il mondo hanno partecipato al progetto KdzEnergy dell’Ente nazionale di energie alternative- ENEA – e Milano ha consacrato ieri il risultato del loro impegno. Arte ben fatta, accattivante, coinvolgente . Un murales di 130 metri quadrati alla stazione di Milano Bovisa, chiamato semplicemente il Muro dell’Energia. In concreto, il contributo dei giovanissimi dell’Associazione Repubblica del Design .

Il taglio del nastro lo hanno fatto l’assessore del Comune di Milano Lorenzo Lipparini, il direttore del dipartimento di Efficienza Energetica dell’ENEA , Ilaria Bertini, il fondatore dell’Associazione Repubblica del Design e docente del Politecnico Davide Crippa. Soddisfatti e contenti di questa forma di street art  scolastica che in pieno “ ciclone Greta “ diffonde ottimismo e coscienza critica. Il Muro dell’Energia, adottando proprio una forma di street art, diventa strumento permanente di informazione ‘diffusa’ sui temi dell’ energia e delle best practice,spiega Ilaria Bertini. Per arrivare a tanto è stato coinvolto il target di studenti tra 6 e 14 anni. Quelli  che secondo le statistiche – ma anche prima dell’irrompere di Greta Thunberg- sono  i più interessati ad esprimere idee ed emozioni sui temi ambientali e dei guasti climatici. Per innata curiosità e sempre più spesso perché i rischi ambientali li vivono direttamente. Appropriarsi delle forme semplici dell’arte espressiva viene, dunque, facile e ragazzini che hanno davanti la Bovisasono stati   ben ispirati.

Tutto ciò che si propone KdzEnergy per sensibilizzare i giovanissimi sullo sviluppo sostenibile, lo storico quartiere industriale di Milano lo vive con spiccata velocità. I progetti di riqualificazione urbana, la sintonia con le associazioni del territorio, una buona sensibilità  amministrativa , fanno dimenticare in fretta l’area dell’  officina del gas di inizio ‘900 ,gli antichi capannoni, i luoghi della fortuna industriale della Milano anni ’50, ’60. Dopo il degrado e la separazioneconcettuale, quasi antropologica dal resto della città , dall’altra Milano, completamente ignorata da quella “da bere ” ,  la Bovisa è  diventato il polo del design e della creatività. Poche settimane c’è  stato il Design Week promosso dalla Triennale, dal Politecnico e dalla Fondazione Feltrinelli con i temi della rigenerazione urbana. L’appuntamento internazionale che riflette sulla capitale industriale d’Italia ed ogni anno cattura idee e propositi di valore urbanistico ed artistico.  Degli adulti, certamente,  che hanno anche il potere di rendere concerete le cose. Ma da ieri bisogna osservare anche cosa sanno fare i più piccoli.

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Nato a Pomigliano d’Arco (Napoli) è laureato in Scienze Politiche. Dagli anni ’80 è giornalista freelance per scelta. Ha scritto per Paese Sera, Il Mattino, Libero, Il Denaro, Specchio Economico, Reportage, EspressoSud occupandosi prevalentemente di Mezzogiorno, energia, green economy, ambiente. Responsabile di azienda energetica, è stato membro di commissioni e Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Attualmente collabora con FIRSTonline, EspressoSud, ilMediano.com

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