30 March, 2020
 

Intervista agli interpreti di Match d’Improvvisazione Teatrale Roma

Era il 1977 quando Robert Gravel e Yvon Leduc, due attori canadesi, crearono una nuova forma di spettacolo: il Match d’Improvvisazione Teatrale, realizzando l’utopia di una performance completamente improvvisata. In breve tempo diventa lo spettacolo più rappresentato al mondo.

Nel 1989 Francesco Burroni, attuale direttore artistico del Match d’Improvvisazione Teatrale, lo introduce in Italia e si diffonde presto in molte città: la Rete Nazionale del Match d’Improvvisazione Teatrale pianifica occasioni di formazione comune, stage periodici, seminari approfonditi, sperimentazioni di fusione tra l’improvvisazione teatrale e quella musicale e artistica in genere.

A seguire, gli interpreti di Match d’Improvvisazione Teatrale Roma (Alessio De Carli, Andrea Proietti, Barbara Villa e Simona Pettinari) parlano del loro lavoro per FIRST Arte:

Ogni quanto riproponete l’evento di Improvvisazione Teatrale Jam a’ Mange’ al Teatro Cantiere?

Andrea Proietti: “L’evento della Jam a’ Mange’ lo riproponiamo solo al Teatro Cantiere per questa stagione, però diciamo che lo vorremmo riproporre anche in altri posti, è uno spettacolo che permette un allestimento facile perché sul palco non c’è praticamente nulla, solamente gli attori. E sì, verrà riproposto al Teatro Cantiere il 22 Novembre e poi anche il 6 di Dicembre, una Jam ‘A Mange’ unita allo storytelling quindi, faremo questa fusione.

Poi ci saranno i Match d’Improvvisazione Teatrale che hanno una struttura più grande e si terranno il 10 di Gennaio, il 24 Gennaio, il 7 di Febbraio, il 28 Febbraio, al Teatro San Giustino: il tutto è strutturato come un match sportivo perché l’improvvisazione teatrale nasce dall’hockey su ghiaccio nel Quebec francese.
Cioè…c’è l’arbitro, ci sono i falli, ci sono i punteggi, ma è un vero e proprio spettacolo teatrale, ci sono due squadre di attori che si fronteggiano ma in realtà si gioca tutti quanti insieme per il diletto del pubblico.”

Quanti tipi di spettacoli fate? In cosa siete impegnati in questo periodo?

Barbara Villa: “In questo momento facciamo le Jam a’ Mange’ e poi organizzeremo il Match, in realtà esistono tanti format di improvvisazione teatrale, come per esempio le long-form, composte da suggestioni sempre che ci propone il pubblico solo che magari si tratta di storie che devono intrecciarsi e trovare un fine comune quindi è una dinamica un po’ diversa.
Se avessimo un copione e sapessimo i suggerimenti già da prima non sarebbe divertente per noi farlo, perderebbe quella che è la sua freschezza.

Siamo anche impegnati con i corsi della nostra scuola di Match d’Improvvisazione Teatrale, c’è un corso del primo anno per tutti i novizi e poi uno di avanzati: i corsi per gli avanzati si tengono ogni mercoledì e invece i corsi del primo anno ogni giovedì a via di Monti di Pietralata 16 dalle 20:30 alle 22:30.
Abbiamo anche workshop tematici che sono specifici sui temi fulcro dell’Improvvisazione Teatrale, aperti a tutti, anche a chi non fa parte della nostra scuola.”

Perché fate Improvvisazione Teatrale, cosa volete comunicare al pubblico?

Alessio De Carli:”Ognuno ha la propria risposta, per me è il piacere della scoperta di quello che ti viene in mente di rappresentare nel momento in cui lo pensi, sembra un concetto arzigogolato però…la sorpresa, lo stupore che provi rispetto a quello che riesci a pensare, a dire, mentre stai improvvisando penso sia una sensazione che diventa quasi una dipendenza per chiunque lo faccia. Al pubblico noi offriamo divertimento spensierato che ha comunque delle basi, cerchiamo di fare una comicità che non sia banale ma il più possibile profonda, senza falsa modestia e senza essere troppo presuntuosi, la chiamerei comicità intelligente.”

Simona Pettinari:” Si tratta di uno spettacolo che ti mette in gioco a livello creativo, estremamente stimolante, è una branca del teatro quindi c’è quell’ aspetto anche di comunicazione, espressione, goliardia.
A livello di immaginazione si è assolutamente liberi, c’è comunque un lavoro dietro, ciò che si porta in scena è teatro anche se improvvisato e diciamo ha la bellezza della spontaneità e del contatto col pubblico molto diretto. Dobbiamo sapere come improvvisare avendo basi di teatro classico fondamentali per saper fare arrivare le emozioni e le storie al pubblico, come il musicista che per partecipare in una Jam Session deve saper suonare.”

Barbara Villa:L’Improvvisazione non si improvvisa, questo concetto è fondamentale. Se ci permettiamo di giocare su Shakespeare è perché tutti noi lo abbiamo studiato, facilmente viene da dire che se è improvvisato lo possono fare tutti, ma a noi capita anche di citare scrittori russi dell’Ottocento, e devi averli letti perchè altrimenti non basta scimmiottare il russo, quella non è improvvisazione teatrale, il pubblico si rende conto se c’è o non cè una base sotto, non è così stupido.

Con un teatro di testo magari ti focalizzi più su una singola cosa, l’Improvvisazione Teatrale ti permette di mettere insieme nella stessa serata tutto quello che hai studiato, è possibile cambiare personaggio anche ogni 5 minuti quindi è molto diverso dall’indossare il proprio personaggio per un’ora e mezza, qui ogni 10 minuti cambi. Il bello sta proprio nel fatto che puoi riscoprirti e reiventarti ogni volta in un modo diverso.”

Andrea Proietti:”Chiaramente si improvvisa con alle spalle una grossa base di studio e di impegno ma fondamentalmente tutti possono improvvisare se credono davvero in quello che stanno facendo, e la bellezza è poter essere tanti personaggi o qualunque cosa si voglia in un’ora. Basta crederci e la magia del Teatro diventa realtà.”

Share Post
Written by

orangeisthebestforclothes@yahoo.it - Laureato alla facoltà di Lettere all'Università La Sapienza di Roma in Arti e Scienze dello Spettacolo ama scrivere, organizzare eventi culturali e viaggiare. Di natura affabile e cordiale, è un ragazzo veramente amichevole.

No comments

LEAVE A COMMENT