22 October, 2020
 

Intesa Sanpaolo presenta: “Futuro, arte e società dagli anni Sessanta a domani”

Le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza – apre le porte al pubblico. Dal 3 ottobre 2020 al 7 febbraio 2021, si terrà la mostra “Futuro. Arte e società dagli anni Sessanta a domani”, a cura di Luca Beatrice e Walter Guadagnini. Circa 100 opere di artisti italiani e internazionali, dalle più importanti collezioni private e di quella del Gruppo Intesa.

In occasione della Giornata ABI “Invito a Palazzo”, sabato 3 ottobre l’ingresso è gratuito dalle 10 alle 19. Per questioni di sicurezza legate all’emergenza sanitaria, gli ingressi saranno contingentati.

La mostra traccia una mappa, a partire dagli anni ’60 fino al presente, lasciando il finale “aperto”. Rappresenta una visione di come in 60 anni sia cambiato il mondo, dal punto di vista dell’arte. Partendo dagli anni d’oro con il boom economico e la crescita demografica, fino ad approdare in una società che si è ritrovata a fare i conti con una realtà ben diversa.

Da sfondo una serie di immagini fotografiche dall’Archivio Publifoto Milano, che accompagneranno la time-line dei singoli decenni e racconteranno l’idea di futuro nella società, in particolare modo di quella italiana. Inoltre, sono previste molteplici attività collaterali, tra cui: passeggiate d’arte, itinerari tematici, attività per famiglie, workshop di scrittura creativa e performance con utilizzo di nuove tecnologie, percorsi didattici gratuiti per le scuole.

L’esposizione inizia con un prologo dedicato al Futurismo, un progetto intitolato Spazio e Tempo. Il primo visto con gli occhi di Fontana, Munari e Klein, il secondo con l’ironia di Baj e l’intuizioni di Boetti, Cattelan, Mari, Paolini e Turcato.

A seguire, ci saranno 5 sezioni espositive dedicate alle visioni del futuro. “Il Futuro è il presente” rivolto agli anni ’60 che – nonostante lo spettro di un conflitto nucleare – porta ad una visione dell’arte che va dallo Spazialismo all’arte cinetica fino alla Pop e all’Op, attraverso opere di grandi artisti come Rauschenberg, Rotella, Vasarely e Fioroni.

“Il Futuro è il politico” degli anni ’70, con movimenti che spaziano dalla poesia fisica all’Arte Povera, dal femminismo all’arte militare, con autori come Christo, Indiana, Isgrò, Schifano e Tilson,

“Il Futuro è il successo” degli anni ’80, con la domanda se il mercato dell’arte conti più dell’arte stessa. A rappresentare quegli anni le opere del visionario Hirst, Kruger, Rosenquist e l’inimitabile Warhol. Si arriva poi agli anni ’90, protagonista l’uomo e la sua forma, dal titolo “Il Futuro è il postumano”,con le opere di Burson, Morimura, Skoglund e Vintiner.

Infine, a concludere il percorso espositivo sono i primi decenni del nuovo millennio, in cui  “Il Futuro è ambiente”. Al centro l’enorme sfida legata ai cambiamenti climatici, con artisti quali César, Eliasson, Gilardi, Lai, Najjar fino al giovane Bufalini.

Il futuro, tema di straordinaria attualità, soprattutto in questo momento storico, in cui anche il presente è sempre più incerto. E l’arte in questo gioca un ruolo essenziale per raccontare e interpretare i diversi cambiamenti.

Come l’arte contemporanea che ha reinterpretato e rappresentato la visione del futuro. Una visione legata in parte all’idea di progresso tecnologico e innovazione, dall’altra al desiderio e alla necessità del cambiamento, fino a desiderare una società migliore per noi e le future generazioni, nell’ottica che domani potrebbe essere migliore di oggi.

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