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La blockchain per l’arte di Nicola Attico

L’ecosistema blockchain in un libro di un autore italiano. In questi giorni è in libreria e sulle piattaforme un libro importante Blockchain guida all’ecosistema. Tecnologia, business, società di Nicola Attico, edizioni GueriniNext.

La blockchain per l’arte di Nicola Attico

Importate per diversi motivi: l’autore è italiano ed è preparatissimo, è il primo libro del genere nella nostra lingua e soprattutto affronta la complessa faccenda della blockchain nel suo complesso, intesa come un vero e proprio ecosistema e si sofferma con attenzione sull’impatto di questo ecosistema sull’economia, sul lavoro e sulla società esaminando settore per settore quello che potrà succedere con la sua affermazione come tecnologia dominante.

L’autore utilizza un punto di vista concreto: analizza le applicazioni e i casi reali di organizzazioni, aziende e comunità che stanno oggi lavorando intensamente, anche in Italia, alle sue realizzazioni pratiche. Per chi non ne fosse ancora consapevole la bockchain, non è l’ultima tecnologia transiente a spingere il ciberspazio nelle nostre vite, è qualcosa che cambierà davvero le nostre abitudini, come è stato lo smartphone.

Il libro infatti ci mostra in dettaglio l’impatto della tecnologia della bockchain sui mercati finanziario, sulla distribuzione dei beni e servizi, sui nuovi media e social media, nella vita politica, sulla governance dei processi, sulla definizione dell’identità digitale e infine sul mercato per l’arte.

È proprio su questo ultimo aspetto che ci vorremmo soffermare per i lettori di FirstArte offrendogli, di seguito, un ampio estratto dal capitolo 16 dedicato alla blockchaon per l’arte. Buona lettura!

Un mercato con poca trasparenza, ma profittevole
La copertina del volume che finalmente affronta la questione della bockchain nella sua reale dimensione, quella di un ecosistema in grado di impattare la società in misura anche maggiore di quanto abbiano fatto gli smartphone.

Il mercato delle opere d’arte è stimato in 1.660 miliardi di dollari, e ogni anno movimenta transazioni per un valore superiore a 63,7 miliardi di dollari, considerando solo le attività pubblicamente tracciate. Includendo anche le transazioni private, il turnover del mercato è più probabilmente dell’ordine di 100 miliardi di dollari. Le transazioni pubbliche sono gestite dalle case d’asta, già consolidate in pochi partecipanti, che gestiscono transazioni importanti. La dimensione delle transazioni è in continuo aumento e, a testimone, nel 2017 è stata siglata una transazione record di 450 milioni di dollari per l’opera Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, da parte della casa d’aste Christie’s.

Si tratta di un mercato che manca di trasparenza, se si fa eccezione per lo scambio di pezzi famosi, ed è piuttosto statico dal punto di vista dell’innovazione tecnologica.

Il mercato è dominato da grandi intermediari come le case d’asta Christie’s e Sotheby’s, che monopolizzano l’80% del mercato secondario, ovvero dopo la prima vendita a valle della creazione. Le transazioni avvengono attraverso meccanismi come le aste e la contrattazione personale, ed è molto difficile stimare un prezzo equo per le opere d’arte più o meno famose. In assenza di visibilità sono sempre presenti rischi di frodi, illeciti, evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Manca un database centralizzato delle opere, anche per una legittima preoccupazione a livello di privacy dei collezionisti e investitori. Anche le vendite non sono, in larga maggioranza, tracciate in modo digitale.

Oltre al venditore, al compratore e agli intermediari coinvolti, anche l’autore è coinvolto nella transazione in quanto, sotto molte legislazioni, ha diritto a una royalty, chiamata droit de suite, che viene pagata all’artista per i settant’anni successivi in percentuale rispetto al prezzo pagato per l’opera. Gli esperti inoltre sono coinvolti nella stima delle opere d’arte, per confermare l’originalità e lo stato di conservazione.

Il mercato dell’arte è un mercato profittevole, al quale molti investitori finanziariamente benestanti desiderano partecipare, anche per il valore emotivo che l’arte ispira, ma difficilmente accessibile per la maggioranza delle persone.

Nel 2017 è stata siglata una transazione record di 450 milioni di dollari per l’opera “Salvator Mundi” di Leonardo da Vinci, da parte della casa d’aste Christie’s.

Il tema della custodia e della conservazione del bene

Un tema di primaria importanza per le opere d’arte è quello della conservazione e della custodia del bene. Molti acquirenti non sono interessati a occuparsi di questa parte e vedono l’arte principalmente come un investimento. Esigenza che è meglio indirizzata dai fondi d’arte, rispetto all’approccio più tradizionale delle case d’asta, delle gallerie e dei dealer.

È facile intuire, sulla base di molti ragionamenti già fatti per i beni immobili, come questo mercato possa rappresentare un ambito ideale per l’introduzione della blockchain, al fine di semplificare le transazioni, rendere maggiormente visibili le attività e democratizzare l’accesso agli investimenti grazie a concetti come il possesso frazionario, che permette di incrementare la liquidità del mercato e il numero di persone in grado di accedervi. Nonostante questo molti attori hanno punti di vista diversi su cosa è importante, e altri possono temere di essere disintermediati, e si può prevedere una significativa resistenza al cambiamento. Inoltre, la blockchainpotrebbe permettere la tracciatura decentralizzata delle opere garantendo al contempo la confidenzialità delle informazioni per il possessore.

I vari progetti basati sulla blockchain

Una serie di progetti si occupa della tracciatura e della provenienza delle opere d’arte. Verisart (verisart.com) è focalizzata sui certificati di autenticità tracciati in modo irrevocabile sulla blockchain, realizzati con una scansione dell’opera utilizzando semplicemente uno smartphone, in modo tale che siano poi verificabili da tutti in modo analogo.

Tali certificati utilizzano la blockchain Bitcoin e permettono di creare un database decentralizzato delle opere d’arte, di cui sia quindi possibile tracciare tutti i passaggi di proprietà. Verisart ha stabilito una partnership con Paddle8, un’azienda che organizza aste in modo digitale. Mediante il proprio centro di innovazione, Paddle8 sta sviluppando progetti legati alla blockchain, tra cui l’organizzazione di aste basate su criptovalute e P8Pass, un sistema per la creazione di passaporti per l’identità delle opere d’arte, in collaborazione con Verisart.

Un altro caso è Artex (artex.global) che individua la propria proposizione nel mercato della fotografia professionistica, per estenderla successivamente all’ambito delle opere d’arte. Le opere completamente digitali, come potenzialmente è oggi la fotografia, meritano un discorso a parte. Gli artefatti digitali hanno la caratteristica di poter essere infinitamente replicati senza nessuna perdita di informazione e con costi pressoché nulli. Questa caratteristica è condivisa anche dalla musica, una volta resa digitale.

I fotografi caricano sul sito le foto, che sono quindi valutate da esperti per determinare che esse siano originali e definirne la qualità rispetto a foto simili. I fotografi devono investire il token nativo ARX per ingaggiare la comunità degli esperti. Se la foto è ritenuta autentica e di valore, viene creato un photo token che rappresenta il bene digitale per il fotografo, che può essere tracciato, rivenduto o stampato all’interno di laboratori

Il progetto Maecenas

Uno dei progetti prominenti in ambito art-tech è Maecenas(maecenas.co). Maecenas si prefigge di rendere democratico l’accesso all’investimento in arte permettendo di vendere frazioni di possesso di importanti opere d’arte, rappresentate da token, che possono essere facilmente scambiati su un mercato liquido.

Il presupposto alla quotazione di un pezzo artistico sul marketplacedi Maecenas è un processo di due diligence che riguarda la provenienza del pezzo, la conservazione e una valutazione finanziaria dell’opera.

Questa attività permette di abilitare l’accesso all’arte a un gruppo molto più ampio di investitori, grazie a una soglia di entrata nel mercato inferiore e a una maggiore digitalizzazione del processo, che permette di acquistare un pezzo d’arte dal proprio divano.

Una volta che l’opera passa il processo di due diligence può essere listata mediante un’asta, che rimane aperta per qualche settimana, al fine di agevolare la partecipazione degli utenti. Gli investitori potranno pagare mediante diverse criptomonete o anche fiat, ma tutti i valori saranno convertiti nel token nativo di Maecenas, chiamato ART, di cui è stato creato un ammontare prefissato. Inoltre, Maecenas è in grado di applicare commissioni più basse rispetto ai canali tradizionali in quanto alcuni intermediari vengono eliminati.

ART potrà anche essere utilizzato per distribuire ai possessori delle opere i proventi delle opere stesse, quando queste vengono prestate ai musei per l’allestimento di mostre.

Le opere d’arte scambiate sulla blockchain Maecenas sono conservate in strutture sicure nei porti franchi, tipicamente negli aeroporti, che permettono di eliminare o limitare le tasse nel momento in cui vengono scambiate.

Il possesso di una frazione di un’opera può anche abilitare la partecipazione al processo di decisione sul suo utilizzo, per esempio a quali esposizioni l’opera debba partecipare o come debbano essere utilizzati i diritti di riproduzione su libri e siti.

Indubbiamente, il mondo dell’arte è uno di quelli che fino a oggi sono stati più impermeabili alla digitalizzazione, nel tentativo di preservare il diritto degli autori che creano le opere. Ci sono speranze che la blockchain possa permettere ai due mondi di essere in maggiore comunicazione.

Il giovane autore del volume sulla Bockchain, Nicola Attico, laureato in Fisica alla Scuola Normale Superiore di Pisa.

Il giovane autore del volume sulla Bockchain, Nicola Attico, laureato in Fisica alla Scuola Normale Superiore di Pisa.

Nicola Attico è laureato in Fisica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ha svolto ricerca scientifica e lavora nell’Enterprise Software dal 2001. Si occupa di piattaforme per la definizione e l’automazione dei processi e la user experience, Platform-as-a- Service e ambienti di sviluppo dei processi. Ha potuto applicare tali conoscenze in ambito IT, HR e Customer Service ed ha maturato numerose esperienze sulla Compliance, il RiskManagement e la gestione di portafogli di servizi e progetti, collaborando con primari clienti Italiani in ambito Finance, Manufacturing ed Energy. Si occupa di Blockchain come interesse primario ed è attivo nella community Italiana ed internazionale.

N. Attico, Blockchain. Guida all’ecosistema. Tecnologia, business, società, ISBN 9788868962180, pp. 224, euro 22,00, versione ebookin coedizione con goWare, Guerini Next 2018.

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