9 August, 2020
 

La mostra del weekend: Albrecht Dürer dalla collezione Remondini

“Albrecht Dürer. La collezione Remondini” è la mostra che propone, per la prima volta in modo integrale, il tesoro grafico di Albrecht Dürer (1471- 1528), presente nel Museo di Bassano del Grappa.

Con questa mostra dedicata al Dürer, la Città di Bassano del Grappa, celebra la riapertura di Palazzo Sturm, a conclusione dell’ultima campagna di restauro che restituisce il Palazzo alla Città.

Albrecht Dürer, Giuda e Tamar (la richiesta d’amore), 1495 c., incisione a bulino, 150 x 139

Palazzo Sturm accoglie, anche il Museo dell’Incisione Remondini che conserva e presenta, le creazioni della dinastia di stampatori bassanesi, specializzati in raffinate edizioni e in stampe popolari che, tra ‘600 e ‘700.

Nella raccolta Remondini si trovano anche 8500 opere di grafica tra le quali spiccano i nomi dei grandi maestri europei del Rinascimento e dell’epoca moderna.
Tra loro Albrecht Dürer, presente nelle Collezioni Remondini con 123 xilografie e 91 calcografie. Dürer realizzò 260 incisioni e di esse ben 214 sono a Bassano del Grappa.

Albrecht Dürer, Le quattro streghe, incisione a bulino, 192 x 123


Dürer inizia la sua carriera come incisore di legni (xilografie) nel 1496. Dal 1512 al 1519 lavora per l’imperatore Massimiliano I per il quale realizza L’Arco di trionfo e La processione trionfale, quest’ultimo nelle collezione di Bassano del Grappa. Molto probabilmente passò per la città sul Brenta. Lo si vede nei paesaggi e nelle vedute di sfondo di opere come La Grande Fortuna.
I temi trattati da Dürer sono mitologici, religiosi, popolari, naturalistici, ritratti, paesaggi e nelle collezioni bassanesi sono incluse le serie complete dell’Apocalisse, della Grande Passione, della Piccola Passione e della Vita di Maria.
Per l’Imperatore Massimiliano realizza anche una delle sue incisioni più popolari, il “Rinoceronte”. A ricordo dell’esotico animale che l’Imperatore aveva destinato al Papa ma che non arrivò mai a Roma, vittima di un naufragio di fronte alle coste liguri.
Intorno a questa famosissima opera, Chiara Casarin – direttore dei Musei Civici – ha voluto offrire ai visitatori della mostra un focus che, da un lato rievoca la vicenda e dall’altro percorre la fortuna che nei secoli ebbe quell’incisione. Il tema del Rinoceronte ha infatti affascinato molti artisti, da Raffaello a Stubbs, a Salvador Dalì sino a Li-Jen Shih, il cui King Kong Rhino è stato voluto a Bassano per testimoniare quanto ancor oggi quel soggetto e la lezione dureriana siano attuali e universali.

Albrecht Dürer, Rinoceronte, xilografia, 215 x 300

“Albrecht Dürer. La collezione Remondini” è accompagnata da un video di raffinata qualità artistica che rivive l’atelier di Albrecht Dürer e illustra la tecnica dell’incisione. La mostra, a cura di Chiara Casarin in collaborazione con Roberto Dalle Nogare, sarà accompagnata da un catalogo con testi di Chiara Casarin, Bernard Aikema, Giovanni Maria Fara, Elena Filippi e Andrea Polati.


Written by

Marika Lion, curatrice del magazine FIRST Arte. Specialista di arte XIX, XX secolo, contemporanea e mercato dell’arte. Opera nel settore dell’Art Heritage Management e nello specifico in area patrimoniale, collezionista e curatore di mostre d’arte. Docente universitario in Economia dell’Arte, Marketing e Comunicazione degli eventi culturali e strategie di comunicazione per la valorizzazione e promozione di patrimoni artistico culturali. Autore di libri e responsabile di collane editoriali dedicate all’arte.

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