6 July, 2020
 

La realtà virtuale delle “fake news” alla Biennale di Venezia


La mostra, curata da Gianni Mercurio ed Emin Mammadov vede opere di Kanan Aliyev, Ulviyya Aliyeva, Zeigam Azizov, Orkhan Mammadov e Zarnishan Yusifova, artisti contemporanei azeri, ispirate al fenomeno delle fake news, che oggi si presentano come delle maggiori minacce alla democrazia, alla libertà di dibattito e al progresso, esplorando sfide e implicazioni del vivere in un’epoca di post-verità dove i social media possono essere un’arma a doppio taglio.

In media controlliamo i cellulari 150 volte al giorno e più di 2 miliardi di persone usano Facebook. Viviamo in una bolla di fake news, le informazioni si diffondono via web più che tramite fonti ufficiali e il dibattito sulle fake news tutto riguarda tranne che la loro veridicità o falsità. Eppure sarebbe utile accogliere piuttosto i punti di vista altrui e invitare l’altra parte al dialogo. Dovremmo stimolare il dibattito e parteciparvi, ricordando che le piattaforme dei social media si pongono generalmente nello stesso modo. Sta a noi modificare questo modello.
Ecco allora che in periodo di instabilità internazionale, in cui il mondo sta cambiando come mai prima d’ora, questa esposizione non potrebbe essere più pertinente. “La realtà virtuale” affronta temi che riguardano la politica e la realtà di oggi. 

Interessanti per una riflessione i progetti, le installazioni e le sculture multimediali che gli artisti di questa mostra ci offrono.

Zeigam Azizov nella sua “Headlines” si concentra sull’influenza esercitata dai titoli. L’opera è un saggio testuale e visivo è in parte una risposta dei media alla complessa relazione tra immagini e tempo. “Headlines” dimostra come i titoli siano diventati un linguaggio per rivolgersi ai movimenti multiculturali globali e trasmettere idee creando un‘immagine completamente nuova del mondo.
Zeigam Azizov è nato a Salyan nel1963. Attualmente vive e lavora a Londra, nel Regno Unito.

Zarnishan Yusif (Yusifova) pone l’attenzione sul rapporto tra social media e relazioni umane in una sorta di cyber installazione. La sua opera “Bubble Reflection” evidenzia il rapporto e l’influenza dei media sugli esseri umani e la loro mente dove le figure antropomorfe sono perfettamente allineate quasi militarmente rappresentano un’umanità ipnotizzata, abitanti di una Metropolis planetaria le cui teste vuote accolgono passivamente una realtà virtuale.
Zarnishan Yusifova è nata a Baku nel 1985. Vive a Baku.

Orkhan Mammadov attraverso un’inst forma pone due esperimenti audiovisivi immersivi che confondono i confini tra spazio fisico e digitale. “Circular Repetition” l’opera presenta algoritmi di apprendimento automatico più avanzati basati sull’intelligenza artificiale.
Orkhan Mammadov è nato a Ganja, in Azerbaigian nel 1990. Attualmente vive e lavora tra New York, Praga e Baku.


Kanan Aliyev e Ulviyya Aliyeva presentano due opere. “Globe” un’opera apparentemente immobile ma che con una leggera interferenza ne cambia la direzione. Nel loro secondo progetto, “The Slinky effect”, Slinky salta sulle teste delle persone a rappresentare il flusso di notizie dei social network dal quale siamo costantemente investiti. Le figure comunicano soltanto attraverso questi flussi senza rivolgersi lo sguardo, sono esseri oramai senza empatia, con un aspetto grigio e uniforme.
Kanan Aliyev è nato a Baku nel 1983. Ulviyya Aliyeva è nata a Baku nel 1986.

foto Ugo Carmeni

Curatori
Gianni Mercurio
Curatore indipendente, vive a Roma.
Gianni Mercurio lavora da 30 anni come curatore e saggista nel campo dell’arte moderna e contemporanea. Specializzato in arte americana, ha collaborato con l’Heydar Aliyev Centre di Baku nel 2013, anno in cui ha curato l’esposizione “Andy Warhol, Life, Death and Beauty”. Ha curato personali su Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, George Segal, Roy Lichtenstein e collettive sulla pop-art, l’iperrealismo e il graffitismo americano. Ha lavorato come guest curator presso il Museo Ludwig di Colonia, il MOCA di Lione, il MACRO di Roma, il MAXXI di Roma, la Galleria Statale Tretyakov di Mosca, il Centro Heydar Aliyev di Baku e altri musei in Italia, Austria, Spagna, Belgio e Finlandia. 

Emin Mammadov
Consulente artistico della Fondazione Heydar Aliyev. Vive a Baku.
Nel 2012 gli è stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Arte dell’Azerbaigian. Emin Mammadov ha curato diverse esposizioni in Azerbaigian ed Europa tra cui, in particolare, “UNDER ONE SUN. The Art of Living Together” per il Padiglione dell’Azerbaigian alla Biennale Arte 2017, nonché le mostre “Beyond the Line” e “Vita Vitale” per il Padiglione dell’Azerbaigian alla Biennale Arte 2015. Tra il 2016 e il 2018 ha curato l’esposizione itinerante internazionale “ Live Life” a Londra, Parigi, Berlino, Tbilisi e Mosca. 

Esecutore: Fondazione Heydar Aliyev, Baku, Azerbaigian
Commissario: Ambasciatore Mammad Akhmadzada
Artisti partecipanti: Zeigam Azizov, Orkhan Mammadov, Zarnishan Yusifova, Kanan Aliyev, Ulviyya Aliyeva
Coordinatori: Narmina Khalilova, Farhad Boyukzada, Paolo De Grandis, Carlotta Scarpa, PDG Arte Communications
Sede della mostra: Palazzo Lezze, Campo Santo Stefano, San Marco 2949

Apertura al pubblico: 11 maggio – 24 Novembre 2019
Orario di apertura: 10.00 – 18.00 – Chiuso il lunedì (escluso 13 maggio, 2 settembre, 18 novembre 2019).

Foto di copertina di Ugo Carmeni

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