27 January, 2021
 

La rosa segreta di William Butler Yeats (libro)

La rosa segreta è un fiore nascosto che nasce dall’ibridazione di due varietà diverse: la rosa alchemica e la rosa che, accanto al più famoso trifoglio, ha rappresentato per molto tempo il simbolo della nazione irlandese, poiché è stata usata come espressione cifrata per poter parlare di Irlanda sotto il dominio britannico. Yeats intraprende la ricerca della rosa segreta scrivendo una raccolta di racconti che affonda a piene mani nel folklore irlandese per trarne una serie di gemme preziose. Grazie alla sua personale e potente alchimia narrativa, infatti, l’autore si cimenta in una celebrazione delle proprie radici culturali che è anche un’operazione di trasformazione e di costruzione di una mitologia completamente rinnovata. Si tratta, in fondo, dello stesso processo di re-incantamento del mondo che si ritroverà nel suo saggio intitolato Magia: “Come il musicista o il poeta incanta, ammalia e lega con un sortilegio la sua stessa mente quando vuole incantare la mente altrui, così l’incantatore creava o rivelava per sé oltre che per gli altri l’artista soprannaturale o il genio, la mente all’apparenza transitoria ricavata da molte menti”.

William Butler Yeats (1865–1939) è considerato uno dei più grandi poeti del XX secolo. Apparteneva alla minoranza protestante anglo-irlandese che aveva controllato la vita economica, politica, sociale e culturale dell’Irlanda almeno dalla fine del XVII secolo. La maggior parte dei membri di questa minoranza si consideravano inglesi nati in Irlanda, ma Yeats affermò fermamente la sua nazionalità irlandese. Sebbene abbia vissuto a Londra per 14 anni della sua infanzia (e abbia tenuto una casa permanente lì durante la prima metà della sua vita adulta), Yeats ha mantenuto le sue radici culturali, presentando leggende ed eroi irlandesi in molte delle sue poesie e opere teatrali. Era altrettanto fermo nell’aderire alla sua immagine di sé come artista. Questa convinzione ha portato molti ad accusarlo di elitarismo, ma ha anche indiscutibilmente contribuito alla sua grandezza. Come collega poeta W.H. Auden notò in un saggio della Kenyon Review del 1948 intitolato “Yeats as an Example”, Yeats accettò la moderna necessità di dover fare una “scelta solitaria e deliberata dei principi e dei presupposti in base ai quali [dava] senso alla sua esperienza”. Auden ha assegnato a Yeats l’elogio di aver scritto “alcune delle più belle poesie” dei tempi moderni. Forse nessun altro poeta rappresentava un popolo e un paese così intensamente come Yeats, sia durante che dopo la sua vita, e la sua poesia è ampiamente letta oggi in tutto il mondo di lingua inglese.

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Marika Lion, curatrice del magazine FIRST Arte. Specialista di arte XIX, XX secolo, contemporanea e fotografia. Opera nel settore del Cultural Heritage Management e nello specifico in area patrimoniale. Collezionista e curatore di mostre d’arte. Docente universitario in Economia dell’Arte, Marketing degli eventi culturali e strategie di comunicazione per la valorizzazione e promozione di patrimoni artistico culturali. Autore di libri e responsabile di collane editoriali dedicate all’arte. Fotografo di Still-Life e Portraits.

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