30 March, 2020
 

La Soffitta 2020: il programma “Talk con l’artista”

La programmazione della Soffitta è realizzata grazie al sostegno di Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna. In virtù della partnership strutturale con ilDAMSLab, la maggior parte delle iniziative è in programma presso gli spazi di piazzetta Pier Paolo Pasolini 5/b, cui si aggiunge l’Aula Magna del Complesso di Santa Cristina (piazzetta Morandi 2). Tutti le iniziativesono a ingresso libero, mentre per la performance La Conversione di un cavallo (13 marzo) è previsto il ritiro obbligatorio del coupon gratuito a partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento.

Programma:

Giovedì 20 febbraio

ore 21 | DAMSLab/Teatro

TALK CON L’ARTISTA: NICOLA SAMORÌ

Incontro | A cura di Lucia Corrain

Nato nel 1977 a Forlì, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna diplomandosi nel 2004, Nicola Samorì vive e lavora a Bagnacavallo ed è un affermato artista nazionale e internazionale. Le sue opere sono il risultato di una ricerca sui lavori del passato, in particolare del XVI e XVII secolo. Dapprima perfettamente riprodotte, le opere dei maestri della storia dell’arte vengono poi modificate con strappi, scorticature del colore, mutilazioni, colature, integrazioni di materia, tanto che, talvolta, fanno assumere ai quadri una dimensione scultorea. Dai cupi fondali, emergono sprazzi di luce che illuminano il dissolversi delle forme rappresentate: Nicola Samorì scopre anche in questa trasformazione della materia i segni della bellezza e della meraviglia.

I suoi lavori hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti: il premio Morandi (2002), il Michetti (2006) e sono state esposti alla Biennale di Venezia nel 2011 e nel 2015. Tra le numerose personali si ricordano quelle tenute a Perth (2003), Cape Town (2004), Bologna, Trento e Fusignano (2005), Bologna e Torino (2008), Milano (2010), Basilea, Trento e Berlino (2011), Tübingen e New York (2012), Lissone, Kiel e New York (2014); dal 17 gennaio 2020 è aperta l’esposizione site specific al Museo Archeologico di Napoli l’esposizione Black Square.

Giovedì 5 marzo

ore 19 | DAMSLab/Auditorium

TALK CON L’ARTISTA: FRANCESCO VEZZOLI

Incontro | A cura di Francesco Spampinato

Attivo dagli anni Novanta, Francesco Vezzoli è tra gli artisti contemporanei italiani più acclamati a livello internazionale, i cui progetti espositivi sono stati realizzati presso prestigiose istituzioni museali tra cui il Castello di Rivoli, il MoMA PS1 e il Musée d’Orsay. La sua produzione comprende video, installazioni e una peculiare serie di collage realizzati all’uncinetto, a cui si affianca una crescente attività nelle vesti di curatore. Caratterizzate da continui rimandi alla storia dell’arte e alla cultura italiana, tanto quella classica quanto quella vernacolare, le opere e i progetti di Vezzoli esplorano la dimensione mediatica attraverso cui viene veicolata la nostra interpretazione della storia e della realtà presente. In conversazione con Francesco Spampinato, l’artista discuterà del suo ricorrente uso di linguaggi e segni propri dell’industria cinematografica e televisiva, come nel caso dei video Comizi di Non Amore (2004) e Trailer for a Remake of Gore Vidal’s Caligula (2005), e dei riferimenti alla cultura dello spettacolo nei recenti progetti curatorialiTV 70 (Fondazione Prada, Milano, 2017) e Party Politics (Fondazione Giuliani, Roma, 2019).

Venerdì 13 marzo

ore 21 | DAMSLab/Teatro

LudovicaRambelliTeatro – Les Tableaux

LA CONVERSIONE DI UN CAVALLO

Tableaux Vivants da Caravaggio

Performance | Regia Ludovica Rambelli | Aiuto regia Dora De Maio | Con una introduzione di Daniele Benati e Lucia Corrain

Spetta alla regista teatrale Ludovica Rambelli il recupero dell’antica tecnica settecentesca dei tableaux vivants, portata avanti, dopo la sua scomparsa, dalla compagnia napoletana a lei intitolata, attualmente diretta da Dora De Maio.

Gli spettacoli-performance – fondati sulla tecnica dei quadri viventi, nata nel Settecento – prevedono di comporre un quadro con attori in carne e ossa davanti agli occhi degli spettatori: è il caso dei tableaux vivants ispirati alle opere di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, che vivranno sulle note di Mozart, Vivaldi, Bach, Sibelius.

Un taglio di luce illumina e inquadra la scena e gli attori vanno via via a posizionarsi riproponendo le tele dell’artista vissuto sul finire del ‘500, rendendo “viventi” le sue opere. Utilizzando abiti e posture dei quadri originali, il “teatro” caravaggesco così si anima, prende vita, per poi ritornare nell’immobilità degli attori, nel silenzio originario. In un tempo contenuto, i performer, con ponderati movimenti e vestizioni, mettono in scena in questo modo le opere di Caravaggio, allestendo davanti agli spettatori i singoli quadri, passando dalla fase dinamica della preparazione, alla fase staticità del quadro in tre dimensioni.

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