28 February, 2021
 

La sostenibilità e la “buona” strategia

STRATEGIZING di Emanuele Sacerdote. Le ultime notizie sul clima non sono positive.

A New York è apparso un grande orologio digitale, Climate Watch, che ci ricorda il tempo rimanente, SOLO 7 anni, per raggiungere il momento di irreversibilità della crisi e del disastro climatico. La Cina ha varato un piano per ridurre le emissioni di anidride carbonica che prevede nel 2060 di arrivare a zero. Le notizie non sono buone in quanto affermano inesorabilmente che siamo in ritardo e il tempo rimasto è veramente poco: inoltre, non sono buone in quanto confermano che i governi (UE a parte) non sono ancora in accordo e ragionano con filtri diversi. Invece, sembrerebbe che le aziende abbiano trovato dei concetti, delle procedure e delle misurazioni su cui convergere: i temi e gli argomenti di CSR (Corporate Social Responsability), di Materialità, di ESG (Environmental, Social, Governance) e di SRI (Socially Responsible Investing) trovano sempre più consenso e applicazione anche perché è il mercato (sell-in e sell-out) che inizia a richiederli e a pretenderli. Ritengo ci sia ancora un grande sforzo da fare per un significativo cambio di cultura, mentalità e visione. I temi di sostenibilità e di responsabilità dell’impresa devono essere vissuti anche come argomenti di cultura aziendale, di vantaggio competitivo, di posizionamento strategico, di modello di business e di creazione di valore di lungo periodo. Oggi sembrerebbe che questi ambiti debbano essere maggiormente correlati e che la questione della sostenibilità sia di primario interesse per i ragionamenti di risk management e di valutazioni economico-finanziarie dell’impresa, ma solo secondariamente come ragionamenti di mercato e di consumo. Quello che intendo dire è che la sostenibilità e la responsabilità sono prima di tutto problematiche di scopo, di disegno strategico e di governance dell’organizzazione volte a ridurre l’impatto ambientale, sociale ed economico, ma anche volte ad arricchire e fortificare l’identità, l’immagine, il posizionamento nel proprio segmento merceologico, con i propri stakeholder e shareholder e, successivamente, con la comunità economico-finanziaria. Quindi, prima di tutto bisognerebbe validare questi temi dall’angolatura della cultura e della strategia di lungo periodo in una logica di cambiamento e di progresso continuo, funzionale, efficiente ed efficace ad un mondo migliore e per una longevità superiore. Solo in questo modo il valore e la qualità dell’azione strategica potrebbero diventare veramente “buone” e interpretare, adottare e implementare lo spirito della sostenibilità e della responsabilità ambientale, sociale e culturale dell’impresa secondo l’approccio customer-centric. Conseguentemente i temi di materialità, CSR, ESG, SRI diventerebbero di più facile decodifica e comprensione per il cliente finale che, affinata la conoscenza, farebbe delle scelte più precise, oculate e consapevoli. 

“Invece di valutare lo stato dell’economia in base al grezzo valore quantitativo del PIL, dobbiamo distinguere fra crescita buona e crescita cattiva e poi potenziare la prima a scapito della seconda, in modo che le risorse naturali e umane legate a processi di produzione inefficienti e dispendiosi possano essere liberate e riciclate in processi efficienti e sostenibili.” Fritjof Capra e Hazel Henderson. All the Best!

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Classe 1967, Torinese, residente a Milano. Una vita dedicata all’ “Impresa” come manager, imprenditore e stratega. Al percorso professionale ha abbinato la passione per lo scrivere saggi come forma di restituzione del sapere. Ha iniziato la sua carriera presso le agenzie di pubblicità per poi proseguire in varie aziende internazionali occupandosi prevalentemente di marketing strategico, di business development e di gestione d’impresa: Levi Strauss&Co, Autogrill, Ermenegildo Zegna, Ferrari Auto, Moleskine e Barbisio. Nell’ultimo decennio si è occupato dell’azienda della sua famiglia Strega Alberti Benevento e in contemporanea ha fondato SOULSIDE, boutique di consulenza strategica. Al percorso professionale ha abbinato la pubblicazione di saggi su temi business – “Strategie retail nella moda e nel lusso” 2006, “Travel retailing” 2009, “Ritorno alla bottega” 2014, “Aziende storiche operative e silenti” 2014, “Retailization” 2016, “Breviario sul pensiero strategico” 2019, “Legenday Brands” 2020 – e l’insegnamento in business school – Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione ISTUD, Università IULM. Giornalista-pubblicista dal 2001. www.emanuelesacerdote.com

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