27 January, 2021
 

L’arte non conosce crisi. Con la pandemia cresce il mercato delle vendite online

Il 2020 è stato un anno che, a causa della pandemia e delle conseguente emergenza sanitaria, ha visto una radicale cambiamento del mercato dell’arte. Sino allo scorso anno le transazioni avvenivano esclusivamente attraverso i diversi attori del mercato: case d’aste con vendite allestite e organizzate nelle diverse sedi, gallerie d’arte con preview che anticipavano il periodo di esposizione-vendita di uno o più artisti, dealers indipendenti e promotori di artisti ai propri collezionisti o anche curatori di mostre spesso impegnati in attività di trait d’union. Insomma tutto ora sembra descrivere un mondo che non c’è più e che dovrà riorganizzarsi per riuscire a proporsi ad un nuovo collezionismo. Si, perché accanto alle necessità restrittive sorte a causa del Coranavirus e l’impiego di strumenti tecnologici su web, abbiamo assistito all’ingresso di nuove strategie per la vendita di opere d’arte che stanno creando un tipo di domanda diversa. Così oggi il vero “Market Place” è la rete nella quale sono soprattutto le case d’aste a proporre sempre più eventi online che necessitano la partecipazione esclusivamente su piattaforme digitali. A privilegiare questi strumenti sono collezionisti che potremmo definire la “New Generation”, di età compresa tra i 40 e i 50 anni, che dispongono di una certa posizione econonomica ma soprattutto conoscono l’uso delle nuove tecnologie informatiche. Anche se non mancano collezionisti abituali che, per l’emergenza sanitaria, si sono trovati a dover  utilizzare il web come mezzo di conoscenza e strumento per ricercare nuove opere d’arte. Questo nuovo mercato online, oltre ad offrire un numero illimitato di possibilità, se si considera l’internazionalizzazione delle case d’aste, consente di conoscere e apprezzare meglio la credibilità del proponente – come dichiara Attilio Meoli, Amministratore Unico di Art-Rite. Ed è in questa ottica di trasparenza dell’operatore che le opere andranno sempre più a godere di maggiore garanzia di autenticità e di qualità. Possiamo anche dire – continua Meoli – che proprio questo periodo ci ha consentito di proporre vendite utilizzando la realtà virtuale con tour in modalità 3D, avvicinando cosi un pubblico più giovane, il quale ha cominciato ad avere più attenzione verso le opere contemporanee. Inoltre, si è avuto un incremento del segmento “Private Sale”, ossia la vendita diretta condotta dalla casa d’aste tra venditore e compratore. Un modello più vicino ad una operazione di Art Dealer con una diversa forma di interazione non necessariamente o esclusivamente virtuale e che riguarda principalmente collezionisti che dispongono di maggiori possibilità finanziarie e ai quali interessa soprattutto l’esclusività della trattativa. É ormai certo che siamo entrati nel vivo dell’era digitale anche per l’arte e delle vendite only online e live streaming. Sotheby’s, Christie’s, Phillips, solo per citare le case d’aste più internazionali, registrano buone performance di vendite online di opere di ogni genere, dai capolavori di arte agli orologi, dal design alle auto d’epoca, dai vini pregiati agli oggetti vintage. Da ricordare – in casa Sotheby’s – l’aggiudicazione a 85 milioni di dollari per il trittico di Francia Bacon, 15 milioni per un opera di Jean Michael Basquiat o la “Natura morta”​ (1951) del pittore italiano Giorgio Morandi, che ha realizzato 1.6 milioni di dollari. Da Phillips interessante l’aggiudicazione dell’opera di Amoako Boafo “Lighter” che con una stima di partenza di 40 mila è stato poi aggiudicato a 325 mila dollari. Christie’s é da tempo che registra record e successi di incasso in Aste online da New York a Hong Kong. Da ricordare il 100% di venduto all’asta londinese dedicata a Bansky dove l’opera Girl with Balloon – Colour AP (Purple) é stata venduta per 791,259 Sterline. A quanto pare, nonostante la paura di una recessione globale, il mercato dell’arte avanza sul web e conquista nuovi mercati e target diversi di collezionisti. Ma questo come ben sappiamo è  solo l’inizio.

Opera in copertina: BANKSY (B. 1974)Morons (Sepia) Stima : GBP 20,000 – GBP 30,000 (USD 25,200 – USD 37,800). Prezzo realizzato GBP 60,000

Written by

Marika Lion, curatrice del magazine FIRST Arte. Specialista di arte XIX, XX secolo, contemporanea e fotografia. Opera nel settore del Cultural Heritage Management e nello specifico in area patrimoniale. Collezionista e curatore di mostre d’arte. Docente universitario in Economia dell’Arte, Marketing degli eventi culturali e strategie di comunicazione per la valorizzazione e promozione di patrimoni artistico culturali. Autore di libri e responsabile di collane editoriali dedicate all’arte. Fotografo di Still-Life e Portraits.

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