1 October, 2020
 

Matera capitale della cultura: la sua storia nel film di Invernizzi

Non è necessario scomodare Carlo Levi con Cristo si è fermato a Eboli, monumento della nostra letteratura nazionale, oppure Pier Paolo Pasolini con il suo film La passione secondo Matteo per ricordare tutta l’importanza, il peso storico, culturale, sociale e artistico di Matera, per quest’anno nominata capitale europea della cultura. Si tratta di uno degli insediamenti umani più antichi del mondo, insieme ad Aleppo in Siria e Gerico in Cisgiordania e vanta oltre 10 mila anni di documentazione sulle loro prime tracce nel grande libro dell’umanità.

Negli anni ’50 venne definita “la vergogna d’Italia” per le drammatiche condizioni sociali in cui gli abitanti della città erano costretti a vivere, lontani, abbandonati e separati dalla ricostruzione che il Paese stava avviando nel dopoguerra. Da allora, tutto è radicalmente e profondamente cambiato: è stato avviato infatti un piano di recupero e valorizzazione che la rende oggi, a pieno titolo e forse non solo per l’anno in corso, un luogo totale dove trovare i segni, i passaggi di ogni genere di espressione umana.

Di tutto questo si occupa il film-documentario prodotto e realizzato da Francesco Invernizzi, in collaborazione con Chili, distribuito nelle sale cinematografiche per tre giorni: il 21, 22 e 23 gennaio.

Si tratta di un lavoro di regia dalle nobili origini che ha visto, ad esempio, opere del calibro di Jean Vigo con A propos de Niece del 1930, cioè un documentario su un luogo, una città, senza una vera e propria traccia narrativa, senza una sceneggiatura predefinita, che prende forma proprio nella sua essenza, attraverso le immagini e i personaggi che la animano. Le immagini, da sole, sarebbero sufficienti a rendere pienamente il senso completo della bellezza, della suggestione, che ispirano i luoghi primordiali di Matera. Le riprese sono state effettuate in altissima definizione, in 8K, e rendono perfettamente le luci, i colori, le profondità che solo in questo modo rendono possibile apprezzare tutta la loro bellezza. Il documentario, per ora, si prevede la distribuzione solo nelle sale cinematografiche ma presto potrebbe essere disponile in streaming. Non sarà certamente la stessa cosa: il piacere visivo del grande schermo è ancora insuperabile e ci vorrà molto tempo prima che il migliore dei nuovi modelli di tv potrà avvicinarsi a tale meraviglia.

Forse, il segreto di Matera, del suo fascino risiede proprio nell’essere il luogo della storia, del suo lontano passato, e allo stesso tempo del presente della città viva e vitale. Tra le tante iniziative che la riguardano, è opportuno ricordare che è stata scelta come sede per la sperimentazione della nuove tecnologie di diffusione dei segnali in 5G. Tutto questo convive perfettamente con i riti e le liturgie che si ripetono nel tempo, come la processione della Madonna Bruna. La città quindi non è e non vuole essere solo un “tempio” del turismo di massa che tanti problemi crea dove non viene gestito come si dovrebbe, ma si propone come luogo in grado di far convivere i suoi abitanti, i residenti, con quanti si affacciano sul bordo delle gravine ad ammirare un panorama intatto da millenni. Proprio i suoi materanisono i protagonisti del documentario: a partire dal suo sindaco, Raffaello De Ruggieri, oltre che appassionato della sua città è stato anche artefice di un importante ritrovamento nel 1960, per poi trovare il panettiere, il vescovo, gli operai che ancora lavorano al restauro e alla conservazione delle antiche pietre.

I Sassi, come vengono definite le abitazioni antiche di Matera, sono divenute un Patrimonio dell’Unesco e quindi sotto tutela assoluta dell’umanità. Il film è un invito a perdersi tra le grotte scavate nel tufo, le abitazioni, i luoghi di vita comune, proprio come un labirinto dal quale si esce con una felice sensazione di essere stati parte, protagonisti e testimoni, di tanta storia e umanità. Da non perdere.

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Critico cinematografico - SNCII. Nasce nel 1953 a Roma, dove si laurea in Sociologia presso l'Università La Sapienza. Nel 1986 consegue, in Confindustria, un Master in comunicazione di impresa e nel 1996 frequenta un Corso di comunicazione e immagine presso la Scuola di Management LUISS. Iscritto all’Albo Nazionale dei giornalisti nel 1983, lavora come redattore del settimanale “Nord Sud” e del mensile “Quale Impresa” di Confindustria, di cui sarà anche coordinatore. Responsabile delle relazioni esterne dei Giovani Imprenditori di Confindustria, successivamente lavora nello stesso ambito con Italimprese. Nel 1991 viene assunto in Rai, svolgendo incarichi in diversi ambiti, dai rapporti con l'AgCom alla struttura presso il Quirinale; dallo Staff del Direttore Generale alle Relazioni esterne e comunicazione di RaiUno, Rai Giubileo, Rai World, Rai Pubblicità, ed infine Ray Way. Da aprile 2017 è Senior Advisor di Csc Vision. È stato Docente incaricato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università della Tuscia e Cultore della materia alla Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza. Responsabile delle relazioni esterne di Rai Way, dal 2003 è stato Presidente della Associazione "Tv e Minori" e Direttore responsabile della rivista bimestrale “Tv e Minori”

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