29 May, 2020
 

Maxxi, 10 anni di successo e 18 nuove mostre

Una sfida trasformata in un successo. Il Maxxi, prescelto dallo Stato italiano per diventare il museo della contemporaneità, festeggia i suoi primi 10 anni con 18 nuove mostre, un’attenzione rinnovata sulla collezione del museo, progetti speciali, un convengo internazionale. E con l’apertura della nuova sede a L’Aquila il 31 marzo.

Non era facile, non era scontato quando il 30 maggio 2010 sono state aperte le porte della struttura realizzata a Roma su progetto dell’archistar Zaha Hadid. “Dieci anni in cui siamo stati laboratorio di creatività e di sfide, luogo non elitario, poroso alle idee e ai sentimenti degli artisti, alla ricerca”, afferma con un certo orgoglio Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi, arrivata a guidare il museo a fine 2012 e oggi riconosciuta principale artefice della sua crescita esponenziale. Lo dimostrano alcuni numeri: 3,3 milioni di visitatori nel 2019, più che raddoppiati rispetto al 2010; 101 mostre, di cui 45 prodotte o co-prodotte con altri musei in Italia e nel mondo; raddoppiato il numero delle opere in collezione (530). “Il Maxxi non è ancora la Tate Gallery ma questa è una sfida che possiamo vincere” aveva dichiarato Melandri a FIRSTonline due anni fa, anticipando programmi ambiziosi per il suo secondo mandato. E non c’è dubbio che si sta andando in quella direzione. Iniziative nuove, idee nuove, leadership e tanto lavoro di squadra con Hou Hanrou (direttore artistico), Margherita Guccione (direttrice Architettura), Bartolomeo Pietromarchi (direttore Arte), Pietro Barrera (segretario generale). Il budget 2020 è salito a 13 milioni (più 2 milioni per il Maxxi L’Aquila) dai 6 milioni stanziati nel 2012. Fundraising a quota 1,8 milioni.

I programmi per il futuro sono intensi e pieni di novità. Tra queste, anche un nuovo significativo allestimento della collezione Maxxi. Si parte, da oggi 7 febbraio, con la nona edizione del progetto Alcantara Maxxi che vede protagonista il designer tedesco Kostantin Grcic- L’immaginazione al Potere (fino al 15 marzo). Per il decennale, grande attenzione alla creatività italiana con la mostra REAL_ITALY che vedrà esposte le opere vincitrici delle prime due edizioni dell’Italian council, il bando MIBACT dedicato alla promozione degli artisti italiani (19 febbraio-26 aprile). Il 9 aprile apre senza margine. Passaggi nell’arte italiana a cavallo del millennio con il nuovo allestimento, come si diceva, delle opere della collezione nazionale Maxxi (tra cui Kounellis, Schifano, Accardi per citarne solo alcuni). Sempre il 9 aprile Omaggio a Claudia Gian Ferrari, gallerista che ha donato al Maxxi la sua collezione (fino al 3 maggio). Sotto i riflettori anche i giovani artisti vincitori del Maxxi Bulgari Prize 2020: Giulia Cenci, Tommaso De Luca e Renato Leotta (8 maggio – 1 novembre).

Dopo la retrospettiva dedicata a Giò Ponti, prorogata fino ad aprile, c’è grande attesa per la mostra riservata ad un altro grande maestro dell’architettura: Aldo Rossi. L’architetto e le città (9 aprile – gennaio 2021). Per i giovani architetti da ricordare lo YAP Rome at Maxxi vinto dall’inglese Lucy Styles che realizzerà nella piazza del Maxxi uno spazio temporaneo per ospitare gli appuntamenti estivi del museo (27 maggio – ottobre 2020).

Per la fotografia, va in mostra Giovanni Gastel. The people I like, 200 ritratti da vedere tra il 20 maggio e il 13 settembre.

Impossibile citare tutte le iniziative in programma. Vale ricordare Una storia per il futuro. I primi 10 anni del MAXXI che metterà in mostra migliaia di immagini, video, suoni e parole, installazioni multimediali (27 maggio – 1° novembre). In autunno, Grande più di me. Voci di eroi dalla ex Jugoslavia (5 novembre 2020 – marzo 2021) come anche Technotopia. Engeneering the future (dicembre 2020 – aprile 2021) esplorano l’arte internazionale, nel primo caso; e le interazioni tra la grande ingegneria e la cultura digitale, nel secondo.

Nell’auditorium del Maxxi, gremito fino all’inverosimile, il ministro Dario Franceschini applaude. “Investire su un Museo delle arti del XXI secolo è stata una scelta lungimirante. Lo dimostrano i risultati raggiunti. Bisogna proseguire”. E’ stato proprio Franceschini, appena rientrato alla guida del Museo dei Beni culturali (Mibact) nel settembre 2019, a ripristinare per il Maxxi i fondi che il governo giallo-verde aveva tagliato. Nel decreto Milleproroghe, sono stati inseriti ulteriori fondi (per il 2020) finalizzati all’acquisizione delle opere: “Va fatto un investimento sulla creatività contemporanea”, sottolinea il ministro ricordando che nella riforma del ministero andata in vigore il 5 febbraio “è stata istituita una direzione generale per la creatività contemporanea: arte, moda, architettura, fotografia”.

Il particolare modello di governance del Maxxi, che è una fondazione aperta anche a capitali privati, ha richiamato partner di grosso calibro come Enel. “Siamo entrati come sponsor cinque anni fa e siamo molto contenti di quel che è stato fatto – ha detto Carlo Tamburi, numero uno di Enel Italia – oltre che per l’approccio costruttivo nel Cda. Un vero Cda con lo sguardo attento al budget, gli investimenti, l’utilizzo delle risorse”. E anche questa è una buona notizia.

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Giornalista professionista, ha lavorato a lungo al Messaggero: la grande Cronaca agli inizi e poi la passione per l'Economia e Finanza per occuparsi di Partecipazioni statali, telecomunicazioni, energia e finanza pubblica con servizi da inviato in Italia e all’estero. Nel 2009, insieme con Corrado Calabrò (allora presidente dell’Autorità per le Comunicazioni) ha scritto il libro “Rete Italia” (Rubettino Editore). Dal 2013 è caporedattore a FIRSTonline.

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