6 July, 2020
 

Molestie e cultura: scacco al Nobel e Oscar affondato

Gli scandali sulle molestie sessuali travolgono i Grandi Premi. A cadere sulla buccia di banana di abusi e palpeggiamenti è stato addirittura il Premio Nobel per la Letteratura a poche ore di distanza dall’espulsione di due grandi, regista e attore, dal board dell’Academy di Los Angeles che distribuisce ogni anno gli Oscar.  Clamoroso l’annuncio venerdì mattina alle 9 dell’Accademia di Stoccolma: per la prima volta dal 1943, ha deciso di non conferire il premio per la Letteratura quest’anno rinviando tutto al 2019. Motivo: la perdita di credibilità dell’istituzione travolta dall’ultimo scandalo, quello del fotografo Jean-Claude Arnault, 71 anni e marito di un membro dell’Accademia svedese, la poetessa Katarina Frostenson, accusato di aver molestato, fra le altre, persino la principessa ereditaria di casa reale Victoria di Svezia. Dalle due vicende, un’unica considerazione positiva: forse è davvero finita.

L’annuncio di Stoccolma è arrivato a poche ore dall’ultimo “effetto collaterale” dello scandalo sessuale che ha travolto il produttore Harvey Weinstein, anche lui espulso lo scorso ottobre, e provocato la nascita del movimento #MeToo. L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha infatti deciso l’espulsione di Roman Polansky e Bill Cosby, regista e attore entrambi di grande fama e uniti dal comune peccato: quello di aver commesso violenza sessuale. Nel caso di Cosby la decisione dell’Academy è arrivata a poche ore dal verdetto di colpevolezza per tre reati di stupro decretato dalla corte di Philadelphia. La condanna è stata a 10 anni per l’attore che all’epoca dei fatti era più giovane e che oggi ne ha compiuti 80 e rischia perciò seriamente di passare il resto della sua esistenza in carcere. E pensare che la sua carriera è legata alla serie Tv I Robertson, in cui interpretava il papà buono e disponibile.

Roman Polansky, invece, non può mettere piede negli Stati Uniti perché sulla sua testa pende un mandato d’arresto da quarant’anni per una violenza sessuale compiuta nei confronti di una ragazza di 13 anni mentre una nuova inchiesta, per lo stesso reato compiuto nel ’72 ai danni di una quindicenne, è in corso a suo carico in Svizzera. Il regista, è bene ricordarlo, ha ricevuto un Oscar nel 2003 come miglior regista per il film “Il Pianista”. Sia Cosby che Polansky sono stati espulsi per “standard etici non idonei” ha fatto sapere l’Academy. Ma Polansky, ha detto il suo avvocato, si sente “accecato” dalla decisione, chiederà di essere sentito dall’Academy e di rimanere nella prestigiosa organizzazione.

Da Stoccolma arriva una storia più articolata ma sempre di sesso e potere che si è conclusa con questo tweet:


In verità, tutto è iniziato in novembre quando 18 donne hanno accusato di aggressioni sessuali il fotografo francese Jean-Claude Arnault, che gestiva un progetto culturale finanziato dall’Accademia svedese. Molestie di cui sarebbe finita vittima anche la principessa Vittoria di Svezia. Ieri la clamorosa decisione da un’Accademia numericamente indebolita dopo una serie di dimissioni a catena tra i suoi membri. “I membri attivi dell’Academia – afferma il comunicato ufficiale –  nel rispetto dell’eredità unica dell’istituzione, considerano necessario modificare il loro modo lavorare” e perciò prendono tempo. Per ritrovare forza, “impegnare un numero maggiore di membri” e “ricreare la fiducia” perduta intorno alla propria attività prima di assegnare un nuovo premio. L’Accademia, dopo lo scandalo, è da rifondare e questo è ora il compito non facile ma irrinviabile nelle mani di re Gustavo.

 

 

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Giornalista professionista, ha lavorato a lungo al Messaggero: la grande Cronaca agli inizi e poi la passione per l'Economia e Finanza per occuparsi di Partecipazioni statali, telecomunicazioni, energia e finanza pubblica con servizi da inviato in Italia e all’estero. Nel 2009, insieme con Corrado Calabrò (allora presidente dell’Autorità per le Comunicazioni) ha scritto il libro “Rete Italia” (Rubettino Editore). Dal 2013 è caporedattore a FIRSTonline.

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