7 June, 2020
 

Parigi, Thomas Houseago al Musée d’Art moderne

Pittore e scultore internazionale, con lavori presenti in molte collezioni museali e private Thomas Houseago è nato a Leeds (Regno Unito) nel 1972, ma vive e lavora a Los Angeles dal 2003.

Attraverso l’uso di materiali come legno, gesso, ferro e bronzo, fa parte della tradizione scultorea di Henry Moore, Georg Baselitz, Bruce Nauman, dove il concetto è la ricerca si concentra prevalentemente sulla figura umana nello spazio.
 
Per l’artista, gli spazi monumentali che ospitano la mostra sono parte integrante di Almost Human. L’edificio stesso, i bassorilievi di Alfred Auguste Janniot del 1937 e la Torre Eiffel contribuiscono alla mostra, immergendo le opere in questo contesto architettonico. Spesso di grandi dimensioni, le sculture di Houseago oscillano tra forza e fragilità.


 
Inoltre, la mostra include Striding Figure II (Ghost), un’opera monumentale in bronzo installata sulla spianata del museo. La presentazione è organizzata in quattro sale che rappresentano sia le principali fasi geografiche dell’artista sia il suo rapporto intimo con i suoi materiali.
 
La mostra inizia con le sculture dinamiche e antropomorfiche che compongono la produzione iniziale di Houseago e riflettono l’atmosfera dei suoi studi. È proprio il suo uso di intonaco grezzo, a volte colorato che accresce l’impressione di opere in cerca di equilibrio.

La seconda stanza è incentrata su pezzi ibridi e sperimentali che colmano il divario tra la figurazione antica e la scultura immersiva architettonica delle sue continue ricerche,

La terza sala ospita visioni monumentali e più oscure. L’homme pressé, un gigantesco colosso bronzeo si oppone all’orizzontalità di Wood Skeleton I (padre), una scultura di figura sdraiata, mentre la massiccia serie di Black Paintings, piena del senso di isolamento e introspezione cupa, allinea i muri in un fregio.

La quarta sala è dedicata alla scultura immersiva, Cast Studio (palco – sedie – letto – tumulo – grotta – bagno – tomba), realizzato appositamente per la mostra. Accompagnato da un film e fotografie che documentano la sua realizzazione, quest’opera, realizzata in argilla, funge da trascrizione dei movimenti e delle azioni dell’artista, segnando il ritorno di Houseago alla dimensione performativa presente nelle sue prime opere.

Curatore: Olivia Gaultier-Jeanroy

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