5 July, 2020
 

Planet or plastic? Il National Geographic in mostra a Bologna

Ha scelto Bologna il National Geographic per presentare la mostra Planet or Plastic ? Dal 13 aprile al 22 settembre nel complesso di Santa Maria della Vita l’esposizione resta aperta al pubblico. Un pezzo importante della campagna per salvare il pianeta dall’invasione della plastica, messa insieme dallo stesso National Geographic. Tra i partner della mostra , oltre al Comune di Bologna, Genus Bononiae, Musei nella Città e la Fondazione Carisbo . 

La plastica ci ha cambiato la vita.  Chi più degli italiani che negli anni ‘60 hanno vissuto il boom economico con l’avvento di ogni cosa costruita e reclamizzata in plastica, saprà apprezzare questa mostra ?  Poi si è giunti all’abuso, mentre le grandi aziende continuavano a sfornare prodotti di ogni genere. Dall’elettronica, alla sanità fino ai trasporti, tutto facile e consumistico. I numeri e non solo italiani ? Una produzione complessiva mondiale di 8,3 miliardi di oggetti. 6,3 miliardi diventati rifiuti e per giunta quasi immanenti nell’ambiente. Se non li trattiamo prima, ci dicono, possono girarci intorno ancora per 400 anni. Cerchino, quindi, di capire i consumatori, che poi siamo tutti noi, cosa sta succedendo. 

La mostra curata da Marco Cattaneo, Direttore di National GeographicItalia e dalla redazione, in collaborazione con la documentarista Alessandra Viola, presenta le fotografie dei grandi reporter della testata giornalistica Accanto il lavoro artistico di Mandy Barker, che ha scelto di raccogliere rifiuti di plastica da tutto il mondo per un suo progetto fotografico. Nelle sale bolognesi , inoltre, anche  la visione di Iceberg, di Francesca Pasquali, artista famosa perché nel suo lavoro rivaluta oggetti d’uso comune, come le cannucce di plastica. A rendere ancora più incisivo il messaggio ambientale e di sostenibilità il documentario di National Geographic Punto di non ritorno del regista premio Oscar Fisher Stevens e di Leonardo di Caprio,premio Oscar anch’egli e Messaggero della Pace per conto dell’ONU. Insieme le due star americane presentano un resoconto sui mutamenti climatici che hanno molto a che fare con la diffusione della plastica nei mari e negli oceani. 

La sintesi espositiva e narrativa bolognese, alla fine , si raccoglie in otto grandi temi : dalla quantità di plastica prodotta nel mondo,all’impatto sull’ambiente e sulla catena alimentare, dal riuso,all’educazione individuale e collettiva.Da spettatori faremo autocoscienza, e ci chiederemo cosa fare nella vita di tutti i giorni per abbassare questa enorme quantità di rischi. Gli organizzatori ci aiuteranno, perché nell’invito a Santa Maria della Vita, dicono di portare con noi le bottiglie di plastica. Una per ciascuno e lasciarle in un grande contenitore apposito. Una raccolta differenziata artistica ?No. Quelle bottiglie saranno parte di una futura installazione architettonica itinerante per il concorso internazionale di idee Plastic Monument – Architectural Design Competition. Nel periodo di apertura della mostra giovani architetti si sfideranno anche per una installazione ambasciatrice di  tutela e sensibilità ambientale promosso dalla società YAC – Young Architects Competitions, presente nella promozione di concorsi internazionali di idee, insieme a Bio-On, struttura leader nel settore delle bioplastiche.

La quantità di plastica nel pianeta diminuirà solo quando adotteremo soluzioni alternative e concrete. Hanno fiducia gli organizzatori. L’arte aiuta , fa crescere la sensibilità, ma è il momento che anche l’industria  faccia la propria parte per modificare comportamenti collettivi indotti da tanti e potenti network commerciali ancora poco lesti (?!) a capire i disastri che National Geographic ci mette davanti fino a settembre.

Immagine di copertina: Gadget per feste e cerimonie in un negozio di Yiwu, la città del commercio internazionale nella provincia orientale dello Zhejiang, in Cina.
Fotografia di Richard John Seymour 
 

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Nato a Pomigliano d’Arco (Napoli) è laureato in Scienze Politiche. Dagli anni ’80 è giornalista freelance per scelta. Ha scritto per Paese Sera, Il Mattino, Libero, Il Denaro, Specchio Economico, Reportage, EspressoSud occupandosi prevalentemente di Mezzogiorno, energia, green economy, ambiente. Responsabile di azienda energetica, è stato membro di commissioni e Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Attualmente collabora con FIRSTonline, EspressoSud, ilMediano.com

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