6 June, 2020
 

Pop Therapy: una mostra attraverso le figurine Fiorucci

La mostra POP THERAPY. Lo spirito rivoluzionario delle figurine Fiorucci, vede come cure Diana Baldon, direttrice di FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE, e Francesca Fontana, curatrice del Museo della Figurina. Un’accurata esposizione con 200 figurine che compongono l’ambum Fiorucci Stickers, pubblicato nel 1984 dalle Edizioni Panini. L’album fece molto scalpore per iiil suo modo innovativo di prestarsi, non più una pubblicazione sfogliabile ma un raccoglitore di colore rosa fucsia e giallo fluo, richiudibile mediante un bottone calamitato, al cui interno si trovano 28 schede mobili su cui attaccare le figurine. Un modo di collezionare che consente di dare prova alla propria creatività efantasia.

Storicamentele figurine, erano considerate veri oggetti di design, utilizzabili spesssoper decorare diari, motorini, ante di armadi. Ma con. Le figurine Fioruci divenne anche moda è un vero linguaggio espressivi con cui si esprimeva la cosiddetta ‘Fioruccimania’.  Tutto in stile Fiorucci ricompensato da uno straordinario successo: oltre 25 milioni di bustine vendute, pari a 105 milioni di figurine, uno dei rari esempi di recupero del ruolo pubblicitario della figurina.

Fiorucci Stickers, 1984 Panini, Modena Dall’album per la raccolta di 200 figurine. Courtesy Comune di Modena, Museo della Figurina – FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE

L’esposizione è stata organizzata in sezioni con Fiorucci Story e propone diverse immagini iconiche del marchio, come gli angioletti elaborati dal grafico Italo Lupi nel 1970, alle campagne pubblicitarie realizzate da fotografi e grafici come Oliviero Toscani e Augusto Vignali. 

Fiorucci Stickers, 1984 Panini, Modena Dall’album per la raccolta di 200 figurine. Courtesy Comune di Modena, Museo della Figurina – FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE

Ma anche Electron dischi volanti, robot, videogame; Pin Up che propone gli stereotipi di donne ammiccanti “made in USA”; Dance è la sintesi della storia del ballo; Romance è basato sull’amore e la passione, con citazioni di vecchi film e fumetti in chiave pop; Swim, celebra la vita in spiaggia e i costumi da bagno, tutti n una mostra esattamente ripresa dall’album.

Fiorucci Stickers, 1984 Panini, Modena Dall’album per la raccolta di 200 figurine. Courtesy Comune di Modena, Museo della Figurina – FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE

Inoltre una sezione dedicata ai negozi Fiorucci, la cui realizzazione era stata affidata a importanti architetti e designer quali Amalia Del Ponte, Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Franco Marabelli e Andrea Branzi. Sono esposti studi e progetti degli spazi e dell’arredamento, fotografie dei punti vendita, tutti provenienti dallo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma.
Non mancano oggetti quali abiti, accessori, scatole in latta e riviste d’epoca concessi in prestito da collezionisti privati.

Fiorucci Stickers, 1984 Panini, Modena Dall’album per la raccolta di 200 figurine. Courtesy Comune di Modena, Museo della Figurina – FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE

In questo contesto troviamo anche l’installazione di Ludovica Gioscia (Roma, 1977), le cui opere risultano fortemente influenzate dalla cultura e dalla società degli anni ’80. Modelli grafici, tessuti, frammenti di diari personali, carte da parati, una serie dei suoi Portals appesi al soffitto e i Mad Lab Coats.Il titolo dell’installazione It’s Everything I’ve Always Wanted, All Plastic è una citazione di Andy Warhol in riferimento al negozio Fiorucci di New York.

POP THERAPY è realizzata in collaborazione con Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia – Fondazione Musei Civici di Venezia.

Immagine di copertina: Fiorucci Stickers, 1984 Panini, Modena Album per la raccolta di 200 figurine Courtesy Comune di Modena, Museo della Figurina – FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE

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