28 February, 2021
 

Raffaello alle Scuderie del Quirinale: parte la mostra più attesa dell’anno

A cinquecento anni dalla morte di Raffaello Sanzio, l’Italia rende omaggio al sommo artista con una mostra, dal 5 marzo al 2 giugno 2020, presso le Scuderie del Quirinale, in grado di ripercorrere la vita di uno dei più grandi maestri del Rinascimento. Un viaggio incredibile con oltre 200 opere, tra dipinti, arazzi, progetti architettonici (tutti riconducibili a ideazione raffaellesca) che hanno reso l’arte dell’urbinate base indiscussa del canone artistico occidentale.

Realizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme alle Gallerie degli Uffizi, a cura di Marzia Faietti e da Matteo Lafranconi, il progetto ha beneficiato della collaborazione di innumerevoli istituzioni d’arte. Un’occasione unica per vedere riunite, per la prima volta nello stesso posto, opere amate in tutto il mondo, provenienti dai più importanti musei e da collezioni nazionali e internazionali, tra cui: Gallerie Nazionali di Arte Antica, Pinoteca Nazionale di Bologna, Galleria Borghese, Musei Vaticani, Louvre, Museo del Prado, Metropolitan Museum di New York, National Gallery of Art di Washington, British Museum e molte altre ancora.

Seguendo un originale percorso a ritroso, la mostra parte dal giorno della morte dell’artista, il 6 aprile del 1520, con una riproduzione spettacolare, a grandezza naturale, della tomba di Raffaello al Pantheon, realizzata dalla Factotum Foundation for Digital Technology in Conservation, leader mondiale dei rilievi digitali legati alla conservazione del patrimonio. Due imponenti colonne di diaspro rosso e i marmi bianchi e neri, con al centro la Madonna del Sasso e il bimbo in braccio, aprono la mostra più attesa dagli appassionati d’arte.

La rassegna, di un’ampiezza mai tentata prima, rappresenta non solo una grande occasione di visibilità internazionale per il nostro Paese ma anche un’opportunità d’incontro per turisti, specialisti e appassionati.

Tra i dipinti, spicca il ritratto di Leone X con i cardinali Giulio De’ Medici e Luigi De’ Rossi, restaurato negli ultimi tre anni dall’Opificio delle Pietre dure di Firenze. Nonostante le polemiche da parte del comitato scientifico della Galleria degli Uffizi, alla fine il quadro è giunto nella capitale.  Il papa, intento alla lettura, si trova seduto a un tavolo coperto da un drappo rosso sulla sedia, sul cui pomello si vede un riflesso della finestra. Dietro di lui ci sono due cardinali, Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, immobili, così da accentuare il carattere stoico della rappresentazione. I colori, tutti tendenti al rosso, rendono l’atmosfera pacata ma, allo stesso tempo, allusiva al potere papale.

Come Laura per Petrarca, Silvia per Leopardi, Margherita per Raffaello. Figlia di un fornaio di Trastevere, tanto bella da “rapire” il giovane pittore, così da diventare la sua musa ispiratrice. Lei è Margherita Luti, di origini senese, il cui soprannome le deriva dal mestiere del padre. Due dipinti raffigurano la giovane amata. Secondo la leggenda romana si sarebbero incontrati proprio nelle vie di Trastevere, in cui la vista della fanciulla fece innamorare perdutamente l’artista. Una passione così travolgente da far diventare la giovane romana musa ispiratrice di molti suoi quadri.

Nella “Fornarina”, la posa delle mani rimanda al modello della Venere pudica della statuaria classica, in cui la donna ritratta con i seni scoperti si copre con un velo trasparente. Inoltre, il bracciale su cui si legge “Raphael Urbinas” è un altro rimando alla dea dell’amore.

Altro dipinto dedicato alla sua amata è la “Velata”. Così intitolata per via del lungo velo che ricopre il capo e le spalle della donna, raffigurata a mezza misura. Il velo è un particolare che ricorda sempre l’iconografia della Vergine. Forte il contrasto tra gli abiti e i colori della musa.

Spesso protagonista delle opere di Raffaello è la Madonna. Durante l’evento si potrà ammirare la “Madonna d’Alba”. In un panorama bucolico, troviamo Maria seduta in terra che tiene su una gamba il Bambin Gesù, il quale gioca con san Giovannino afferrandone la croce, fulcro della composizione. Pare evidente l’influenza dei maestri fiorentini, come Leonardo da Vinci e Michelangelo.

Il clou dell’evento rimane, però, la Lettera di Raffaello a Leone X, sul tema della protezione e conservazione delle vestigia di Roma antica. Databile al 1519, scritta assieme a Baldassarre Castiglione, si tratta della testimonianza dell’amore per Roma antica.

Questi sono solo alcuni esempi dei capolavori del grande artista italiano. Gli imponenti arazzi, i progetti architettonici insieme ai disegni costituiscono un patrimonio inestimabile della cultura italiana, nonché l’opportunità per i visitatori di ripercorrere l’esperienza creativa dell’urbinate.

Un evento senza precedenti, con prenotazioni da tutto il mondo che, ormai, hanno superato 70 mila biglietti prenotati, nonostante l’emergenza sanitaria che sta investendo il nostro Paese. Per questo motivo, le visite sono organizzate secondo le norme disposte dagli organi governativi.

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