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Rena De Sisto, arte e mecenatismo per Bank of America

Intervista: Rena De Sisto – Global executive for Arts & Culture and Women’s programs di Bank of America – in Italia per ricevere il premio “Rosa di Brera” ci illustra le attività di Bank of America a sostegno della salvaguardia del patrimonio culturale mondiale.

Rena De Sisto, arte e mecenatismo per Bank of America

Solo il 21 giugno a Milano, in occasione del solstizio d’estate, veniva consegnato a Rena De Sisto – global executive for Arts & Culture and Women’s programs di Bank of America – il premio “Rosa di Brera”, un prestigioso riconoscimento che premia un personaggio che si é contraddistinto per il sostegno alle attività della Pinacoteca di Brera. Solo poche ore più tardi ci ritroviamo in una Milano, poco distante dalla Pinacoteca per incontrare la De Sisto personalmente.

L’occasione è davvero unica, una donna dal tono informale ma dal carattere già molto professionale fino dalla prima presentazione e una personalità che non si fa sfuggire nulla di più di quello che ha già detto.

 

Rena, ci può introdurre nel Global Arts Program?

Global Arts Program promosso da Bank of America è un programma globale atto a sostenere le istituzioni nel settore delle arte e della cultura no-profit, allo scopo di offrire un modello nuovo di partecipare portando valore alle economie dei Paesi, alla società e alle imprese locali, con un importante plus, sostenere l’arte perché il suo valore venga conservato, vissuto e soprattutto condiviso da tutti “l’arte deve essere messa a disposizione della comunità”,di qui il nostro logo “Art in out Communities”.

La collezione d’arte di Bank of America, costituta da opere che facevano parte del patrimonio delle banche che nel tempo sono state acquisite da Bank of America è messa a beneficio della comunità, e le opere presenti possono essere chieste in prestito gratuito da musei e gallerie. Negli ultimi 10 anni circa, sono all’incirca 80 musei nel mondo che hanno beneficiato di questa preziosa opportunità realizzando ben 130 mostre.

Per citarne alcuni, fino al 16 settembre prossimo è possibile vedere una raccolta di fotografie della prima metà del XX secolo al Museum of Photographic Arts di San Diego; Immagini di Manuel Carrillo: Mi Querido Mexico al McNay Art Museum di San Antonio fino al prossimo 2 settembre.

Mi pare però di individuare nella sua istituzione una forte sensibilità nonché volontà alla conservazione e al restauro delle opere d’arte…

Certamente si, dal 2010, Bank of America ha erogato sovvenzioni a musei di ben 30 Paesi al mondo, in Italia abbiamo sostenuto 5 interventi, tra cui il Tiepolo che inizia in questi giorni e  sarà ultimato per il prossimo ottobre. Ogni progetto di restauro – ci sottolinea Rena – può comprendere più lavori, per questo il nostro impegno inizia fino dall’inizio, per comprendere meglio le esistenze e gli interventi necessari.

Nel 2018 ci sono state presentate ben 150 domande di restauro provenienti da tutto il mondo, ne abbiamo selezionate 15, di cui una riguarda un’opera italiana.

Le opere che hanno visto l’intervento a favore della conservazione da parte della banca fino al 2017 comprendono l’Assunzione della Vergine di El Greco all’Art Institute di Chicago; dipinti di Wayne Thiebaud al Crocker Art Museum, Sacramento, California; Tahkt-I-Sulayman Variation II di Frank Stella al Minneapolis Institute of Art; due opere di Robert Rauschenberg al Museo di Hirshhorn e Sculpture Garden, Washington, D.C. Aste e donazioni. Inoltre donato opere a musei di tutto il mondo, tra cui Red Concave Circle, 1970, di De Wain Valentine, al Los Angeles County Museum of Art (LACMA), Los Angeles; Untitled (Sea rst), 1979, di Sam Francis, al The Mint Museum, Charlotte, North Carolina; e Blue Green Yellow Orange Red, 1968, una grande tela di 22 piedi di Ellsworth Kelly, al Museum of Fine Arts di Boston. Ma non ci fermiamo qui.

Mi sembra di vedere da parte vostra una grande attenzione  alla salvaguardia del patrimonio artistico italiano…

Certamente, siamo presenti in Italia da diversi anni, visto che dispone di uno dei più grandi patrimoni del mondo. Vorrei ricordare la sponsorizzazione del Museo del ‘900;  il restauro di 3 opere di Bronzino e 1 di Pontorno presso Palazzo Strozzi; il Codice Trivulziano la raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci che comprende 51 carte databili tra il 1478 e il 1493 e attualmente conservato dalla Biblioteca Trivulziana presso il Castello Sforzesco di Milano. E al riguardo di Da Vinci, anche la sponsorizzazione della mostra a Palazzo Reale in occasione dell’EXPO.

Un vero e grande impegno filantropico in tutti i sensi…

Si, un po’ tutto va nel verso della filantropia e non mancano nemmeno le iniziative di chiarity attraverso la messa in asta di opere della collezione. Nel 2017, i proventi dell’ asta d’arte annuale sono andati a NYU Langone Health di New York, aiutandoli ad espandere i loro servizi alle famiglie.

Bank of America si rivolge anche ad iniziative in ambito musicale, tra i membri fondatori del Smithsonian National Museum di African American History and Culture, Washington, DC; main sponsor della Chicago Symphony Orchestra; e l’International Tour Sponsor di Alvin Ailey American Dance Theatre di New York.

Ci sono nuovi progetti o programmi per i quali avete un occhio di riguardo?

Il nostro impegno è anche rivolto a sostenere il patrimonio culturale minacciato o colpito da disastri naturali o provocati dall’uomo. Un progetto iniziato nel 2017 ma di cui siamo particolarmente fieri.

1 milione di dollari è stato donato Smithsonian Cultural Rescue Initiative, ed è la più grande donazione aziendale fatta da Bank of America come sponsor principale del programma. Questa donazione mette in evidenza il tema del forum di quest’anno, “Creare un futuro condiviso in un mondo frammentato”, che sostiene la collaborazione come un modo per risolvere le sfide globali. La Smithsonian Cultural Rescue Initiative è stata creata nel 2010 in seguito al successo del progetto di recupero culturale di Haiti. La sua missione è proteggere il patrimonio culturale minacciato o colpito da disastri naturali o umani e aiutare le comunità degli Stati Uniti e del mondo a preservare la loro identità e la loro storia.

“Bank of America sostiene gli uomini e le donne appassionate e coraggiose che lavorano, a volte a rischio personale, per proteggere i tesori preziosi per le generazioni future”, ha detto il suo Amministratore Delegato Moynihan. 

Sin dalla sua fondazione, la Smithsonian Cultural Rescue Initiative ha recuperato e conservato oltre 50.000 pezzi di materiale artistico-culturale in tutto il mondo. Il programma ha funzionato in paesi come Haiti, Egitto, Mali e Nepal, oltre a parti degli Stati Uniti tra cui New York, Texas e Porto Rico.

Il progetto Safeguarding the Heritage of Syria and Iraq è stato creato nell’aprile 2013 come consorzio dello Smithsonian, del Penn Cultural Heritage Center presso l’University of Pennsylvania Museum, dell’American Association for the Advancement of Science e di altre organizzazioni del patrimonio culturale. Lavorando con professionisti del patrimonio e società civili locali in questi paesi, il progetto ha protetto importanti siti danneggiati dalla guerra e dai saccheggi. La Smithsonian Cultural Rescue Initiative svolge anche attività di formazione in caso di disastri per il personale militare statunitense, i professionisti del patrimonio culturale e i primi soccorritori in tutto il mondo. Più recentemente Bank of America è infine stata tra i soci fondatori del nuovo museo dello Smithsonian, il National Museum of African American History and Culture.

Rena, mi voglio fermare con questa sua risposta, perché il rispetto per l’arte non debba essere calpestata da fenomeni politici o sociali e nemmeno negato l’aiuto in caso di disastri naturali, questo vostro ultimo progetto non è solo sensibilità ma soprattutto un insegnamento di voler costruire un mondo migliore a cui nessuno più sottrarsi. I miei complimenti.

 

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