28 February, 2021
 

Ri-globalizzazione e altri temi paralleli

L’era della globalizzazione è iniziata con il colonialismo, legrandi scoperte, le grandi invenzioni, il commercio, l’industrializzazione, il consumismo e il capitalismo che, in tempi diversi, ha coinvolto l’intero pianeta. La globalizzazione non è finita e rimane il paradigma predominante della crescita e del benessere. Di contro, è parere comune che necessiti di un ripensamento importante specialmente dopo l’affermazione delle questioni riferite all’aumento di popolazione, ai rischi ambiente, all’indebitamento ultra-generazionale, alle nuove tecnologie, alle disparità sociali e, ovviamente,all’emergenza sanitaria, lavorativa e economica post-covid. Ri-globalizzazione significa ri-configurare le prerogative strategiche e la supply-chain planetaria. Solo i paesi G20 possono effettivamente ri-formare il paradigma per una nuova ri-globalizzazione. Le difficoltà sono evidenti e sono principalmente guidate dagli interessi dei paesi più forti, ma l’aspirazione della crescita e della prosperità dovrebbeessere generalizzata altrimenti si tornerebbe indietro a una regionalizzazione dominante.

Al netto dei temi sopra citati ci sono altri argomenti rilevanti di natura più antropocentrica che dovrebbero entrare nella riflessione generale e nell’agenda principale.• Crisi d’identità delle generazioni post-covid. Le generazioni che attualmente convivono avranno diverse reazioni sindromiche, esistenziali e identitarie e potrebbero ristabilire le loro priorità in funzione delle reali possibilità di autorealizzarsi e di socializzazione. La priorità potrebbe essere data indiscutibilmente ai giovani per ovvi motivi.• Città e fuori città. Le nuove modalità del mondo del lavoro e dell’insegnamento potrebbero modificare sensibilmente l’attuale rapporto tra vita urbana/vita extra-urbana e stabilire dei nuovi centri nevralgici diversi da quelli che oggi conosciamo. In abbinata, anche il tempo libero (vacanza) potrebbe subire delle modifiche.• Mobilità sociale. I temi precedenti potrebbero avere un effetto sulla mobilità sociale rallentando e appiattendo quei necessari mutamenti ascendenti presenti nellasocietà post-industriale. Questo tema è di grande apertura e comprende la situazione lavorativa, lo status e la stratificazione sociale nelle sue varie componenti direddito, tenore di vita e condizione sociale. • Cultura e arte.  Gli uomini e le donne della creatività e dell’arte (la creative class di Richard Florida) potrebbero riprendersi un ruolo centrale fondativo di un moderno movimento culturale propositivo, concreto e stimolante,volto a identificare e sostenere nuovi e pulsanti significati sociali aggregativi. In definitiva, quello che potremmo aspettarci è una nuova morfologia e geografia della globalizzazione sensibilmente diversa e, speriamo migliore, di quella che abbiamo conosciuto fino a oggi e, quindi, diventa importante considerare i temi centrali ma anche quelli paralleli, specialmente quelli con una componente fortemente antropocentrica. 

“In questo mondo nuovo si chiede agli uomini di cercare soluzioni private a problemi di origine sociale, anziché soluzioni di origine sociale a problemi privati.” Zygmunt Bauman

All the best!

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Classe 1967, Torinese, residente a Milano. Una vita dedicata all’ “Impresa” come manager, imprenditore e stratega. Al percorso professionale ha abbinato la passione per lo scrivere saggi come forma di restituzione del sapere. Ha iniziato la sua carriera presso le agenzie di pubblicità per poi proseguire in varie aziende internazionali occupandosi prevalentemente di marketing strategico, di business development e di gestione d’impresa: Levi Strauss&Co, Autogrill, Ermenegildo Zegna, Ferrari Auto, Moleskine e Barbisio. Nell’ultimo decennio si è occupato dell’azienda della sua famiglia Strega Alberti Benevento e in contemporanea ha fondato SOULSIDE, boutique di consulenza strategica. Al percorso professionale ha abbinato la pubblicazione di saggi su temi business – “Strategie retail nella moda e nel lusso” 2006, “Travel retailing” 2009, “Ritorno alla bottega” 2014, “Aziende storiche operative e silenti” 2014, “Retailization” 2016, “Breviario sul pensiero strategico” 2019, “Legenday Brands” 2020 – e l’insegnamento in business school – Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione ISTUD, Università IULM. Giornalista-pubblicista dal 2001. www.emanuelesacerdote.com

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