30 September, 2020
 

“Rinasce Firenze”: un nuovo e grande progetto sostenibile

Nove aree tematiche per la ripartenza dopo il coronavirus. Un mega-piano aperto al contributo di artisti, associazioni, enti territoriali.

Ci sono momenti in cui la storia e le tradizioni se non si innovano rischiano di diventare pura malinconia. La capacità per una città di evitare un rovescio simile , sta nelle mani di chi la governa. Firenze in questi giorni di timida ripresa dopo la catastrofe del coronavirus sembra proprio essere in buone mani. Il sindaco Dario Nardella per non dare spazio all’avvilimento dei suoi concittadini e di milioni di turisti ha pensato bene di farla rinascere Firenze. Un po’ come è capitato tante altre volte nella sua storia, avrà pensato. Il suo  ‘Rinasce Firenze’ è un progetto esteso, sostenibile, giustamente ambizioso, dove  l’arte, i musei, i palazzi, abbandonano lo spirito  conservativo. Vanno vissuti completamente con l’obiettivo – ha spiegato-  di contrastare la cultura della rendita passiva e improduttiva.

‘Rinasce Firenze’ è alla portata di tutti. Di chiunque voglia ritagliarsi uno spazio creativo, intelligente , dentro un’idea di sostenibilità e di beneficio collettivo. Arrivare in città e sapere che sono state pensate nove aree tematiche per farla risorgere è stimolante. Mobilità green città  policentrica, nuovo centro storico, spazi urbani, sviluppo dell’economia cittadina, cultura diffusa, bambini e famiglie al centro, cura della persona (welfare, casa, lavoro) : cosa manca? Non è uno spot pubblicitario per Firenze, ciascuno giudichi secondo coscienza. A noi fa piacere che la città vuole riprendersi adottando nuovi paradigmi di sviluppo, di vivibilità che non intenda continuare ad attrarre solo per le sue vestigia. A cosa serve avere gloria se le auto inquinano, i termosifoni sbuffano gas tossici, i turisti non hanno spazi adeguati ?

Il piano comunale di oggi prevede di sviluppare addirittura  nuovi piccoli centri storici nei quartieri di Galluzzo o di Gavinana, piuttosto che dare identità all’area ex Officina Grandi Riparazioni ” il primo quartiere post Covid”. Altre città e capitali europee hanno realizzato disegni simili – la Berlino post Muro , la Parigi della Défense – ma con progetti condivisicon lo Stato. Anche a Firenze vogliono rendere più facile investire, avviare nuove attività, botteghe d’arte, atelierIl prestigio e la fama sono universali, ma i piani di rinascita hanno bisogno di soldi. Qui si chiede al governo di dare una mano,rendendo i nuovi quartieri zone economiche speciali, ovvero a tassazione zero. Da parte nostra, ha detto  Nardella, nelle nove aree tematiche “ abbiamo pensato anche ad incentivare gli affitti a medio-lungo termine degli appartamenti ponendo un limite massimo per le locazioni turistiche brevi”. Un tema centrale che non deve inibire la permanenza e la

creazione di valore artistico o commerciale a nessuno. Le rinascite urbane possono anche deludere, avere esiti diversi dai propositi, ma solo se i pezzi non vanno tutti a posto. Ma stando a quanto ha illustrato il sindaco il rischio sembra basso. Soprattutto pensando a Dante: “Fiorenza, poi che se’ sí grande”.

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Nato a Pomigliano d’Arco (Napoli) è laureato in Scienze Politiche. Dagli anni ’80 è giornalista freelance per scelta. Ha scritto per Paese Sera, Il Mattino, Libero, Il Denaro, Specchio Economico, Reportage, EspressoSud occupandosi prevalentemente di Mezzogiorno, energia, green economy, ambiente. Responsabile di azienda energetica, è stato membro di commissioni e Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Attualmente collabora con FIRSTonline, EspressoSud, ilMediano.com

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