2 June, 2020
 

Rogelio López Cuenca, opere tra pop art e contestazione sociale

Fin dall’inizio della sua carriera artistica negli anni ’80, Rogelio López Cuenca (Nerja, 1959) ha lavorato incrociando arti visive e mass media. Ha esercitato la propria poesia visiva che opera all’interno della tradizione della critica istituzionale e delle propaggini del Pop attraverso molteplici mezzi come la pittura, l’installazione, gli interventi urbani e l’editoria.

Inizia esplorando la musica e collaborando in particolare con il gruppo Peña Wagneriana e la collettiva Agustín Parejo School e UHP (United Brothers of Proletariat). Le sue prime incursioni scandiscono certe preoccupazioni da lui stesso affrontare, ad esempio lo spazio urbano, il linguaggio popolare e quello dei movimenti d’avanguardia.

Solo nel 1992, nel contesto del V Centenario della Scoperta dell’America, l’Esposizione Universale di Siviglia, Madrid come Capitale Culturale dell’Europa e le Olimpiadi di Barcellona, ​​ebbe luogo una svolta nel suo lavoro. Successivamente, inizia diversi interventi critici nel sistema contemporaneo, interventi che riflettessero le questioni che si muovevano attraverso la sua opera – politiche migratorie e memoria storica o nuove forme di speculazione urbana e il sensazionalismo della cultura, sintomatiche di un capitalismo in espansione.

Rogelio López Cuenca. Desaparecido [Disappeared], 2014. Photography, 160 x 120 cm. Collection of the artist, Galería Juana de Aizpuru

López Cuenca riprende immagini e testi da diversi media di alta e bassa cultura, spesso inserendoli in pubblicità o dispositivi commerciali nello spazio pubblico per condannare situazioni di violenza e discriminazione che funzionano contemporaneamente in termini storici e attuali. Interessante è anche la capacità di iscrivere le sue opere fuori dagli ambienti museali, provocando così cortocircuiti nei diversi sistemi di circolazione sociale delle immagini, mettendo in discussione l’unicità del lavoro artistico e il suo spazio nella contemplazione convenzionale.

In questa mostra, la prima retrospettiva dell’artista, le sue principali preoccupazioni sono esaminate attraverso cinque temi chiave: Collaborazioni, Espansione poetica, Città e Avanguardia, Nuovo Ordine Mondiale ed Espansione artistica. Lo spettacolo si conclude con l’installazione Islas (Isole), prodotta in esclusiva per la mostra, in cui López Cuenca propone una rilettura critica di testi e incisioni storiche legate alla “scoperta” dell’America.

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