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Roma, l’Ecce homo di Andrea Mantegna in mostra a Palazzo Barberini

Dal 27 settembre al 27 gennaio, Parigi e Houston prestano alla città Roma alcune delle opere migliori conservate nei loro prestigiosi musei. Il Museum of Fine Arts americano presta due opere trecentesche su legno in un perfetto stato di conservazione, mentre il Museo Jaquemart-André di Parigi sei opere tra cui due di Mantegna

Roma, l’Ecce homo di Andrea Mantegna in mostra a Palazzo Barberini

La bellezza dell’arte sta nel fatto che è democratica ed è ancora disposta a mettersi in gioco e comunicare. È quello che accade alle Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini a partire dal 27 settembre con l’apertura di due mostre a cura di Michele Di Monte.

La prima sala a cui si accede dall’ingresso è quella dedicata al Gotico americano e intitolata I Maestri della Madonna Straus di cui due opere provengono dal Museum of Fine Atrs di Houston in Texas, un prestito di grande valore soprattutto perché opere su legno di questo spessore solitamente non sono soggetti a spostamenti lunghi, soprattutto se devono attraversare l’oceano. Il grado di conservazione delle opere è invidiabile. Il terzo dipinto che compone il trittico è, invece, la Madonna con il Bambino del Maestro della Madonna di Palazzo Venezia già conservata alle Gallerie di Palazzo Barberini.

Nel Medioevo l’arte non è lontana dall’artigianato e allo stesso modo una tavola che raffigura la Madonna con il Bambino assume allo stesso tempo il valore dell’immagine di culto e l’iconografia dell’oggetto prezioso. Questo elemento è ben espresso dal trattamento dell’oro che non solo rappresenta un a luce divina, ma ricama la superficie del quadro e rappresenta se stesso nella sua preziosità.

A dare il nome collettivo di Maestri della Madonna Straus a una serie di pittori medievali fu il collezionista americano Percy Selden Straus che insieme alla moglie Edith Abraham nei primi decenni del Novecento mise insieme una raccolta di opere di artisti internazionali, tra cui alcune opere italiane del periodo gotico e rinascimentale.

Andrea Mantegna
Ecce Homo (1500 circa)

Una sala che conserva una serie di opere della Galleria di Palazzo Barberini, conduce alla Stanza di Mantegna, Capolavori dal Museo Jacquemart-André di Parigi dove è custodito il cuore della produzione artistica dell’artista veneto e una delle opera più note a livello internazionale, Ecce homo. L’esposizione è incentrata su un ristretto numero di opere in dialogo tra loro. Le opere in mostra sono sei in tutto e sono state raccolte dal collezionista Edouard André e da sua moglie Nélie Jaquemart e poi lasciate in eredità allo stato francese.

L’opera principale della rassegna è Ecce homo, sintesi di inizio Cinquecento tra le esigenze della pittura devozionale e la costruzione scientifica delle forme anatomiche e dello spazio. Il quadro è interessante anche per lo stato di conservazione di cui gode e che documenta la tecnica esecutiva originale dello stesso pittore e gli effetti estetico-visivi da lui ricercati. Accanto a quest’opera, è esposta l’opera giovanile attribuita al Mantegna Madonna con il Bambino tra i santi Gerolamo e Lodovico di Tolosa, che rappresenta l’interpretazione mantegnesca delle immagini di Maria, soggetto ampiamente trattato in area veenta dalla bottega di Giovanni Bellini, con cui Mantegna era in stretto contatto.
Più che nel contenuto, la relazione tra le due esposizioni si inserisce nella politica di scambi incrociati con i musei italiani e stranieri promossa dalle gallerie di tutto il mondo.

“Tradizionalmente Palazzo Barberini è ricordato per la sua vocazione seicentesca, ma questa volta abbiamo voluto riportare l’attenzione dei visitatori anche su altri aspetti, su opere più antiche come la Madonna con il Bambino del Maestro di Palazzo Venezia messa in dialogo eccezionalmente ora con due opere del trecento provenienti dagli Stati Uniti d’America”, spiega il curatore Michele Di Monte.

Questa, inoltre, è un’occasione importante di rivedere Mantegna a Roma. Dopo aver vissuto la città tra il 1488 e il 1490 su invito di Papa Innocenzo VIII al fine di decorare la cappella del nuovo edificio del Belvedere, dell’artista veneto non è rimasta traccia in nessun museo romano. Ancora, questo è un momento significativo per Mantegna a livello internazionale, dal momento che dal prossimo primo ottobre sarà possibile ammirare alla National Gallery di Londra le affinità artistiche dei due maestri italiani del Rinascimento nella rassegna “Mantegna and Bellini”.

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