30 September, 2020
 

Scuderie del Quirinale: la mostra di Raffaello a prova di Coronavirus

Per il quinto centenario della morte di Raffaello di Sanzio, si terrà alle Scuderie del Quirinale di Roma, dal 5 marzo al 2 giugno 2020, la più grande rassegna dedicata a un artista mai realizzata nel nostro Paese. Un’esposizione tanto attesa, e per il momento a prova di Coronavirus, che sta registrando il record di biglietti venduti: oltre 70mila a una settimana dall’apertura, con richieste provenienti da tutto il mondo.

Un grande progetto scientifico a cura di Marzia Faietti e Matteo Lafranconi, nata dalla collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, e con la partecipazione di numerose istituzioni dell’arte, tra cui la Galleria Borghese, il Parco Archeologico del Colosseo e i Musei Vaticani.

Un evento senza precedenti, dove saranno riuniti per la prima volta più di cento capolavori autografi, o comunque di ideazione raffaellesca tra dipinti, disegni, arazzi e progetti architettonici. Questi saranno affiancati da altre opere di confronto e di contesto, per un ammontare complessivo di 204 opere in mostra, di cui 120 dello stesso Raffaello, provenienti dai più importanti musei e collezioni nazionali ed internazionali, per un valore totale di 4 miliardi di euro.

La mostra è articolata secondo un percorso che riprende a ritroso tutta l’avventura creativa di Raffaello, da Roma a Firenze, fino a Urbino, dove nacque nel 1483. È particolarmente significativo che questo tributo venga celebrato nella città dove il grande Raffaello espresse a pieno tutto il suo talento artistico. Si parte, dunque, da Roma, dove morì in giovane età, il 6 aprile del 1520. Ad accogliere i visitatori sarà la riproduzione a grandezza naturale della tomba di Raffaello al Pantheon commissionata alla Factum Foundation for Digital Technology in Conservation, leader mondiale dei rilievi digitali legati alla conservazione del patrimonio.

Si tratta di un’occasione unica per vedere riunite opere amate in tutto il mondo, come: la Madonna del Granduca e la Velata delle Gallerie degli Uffizi, o la grande pala di Santa Cecilia dalla Pinoteca di Bologna; ma soprattutto opere che non sono mai tornate in Italia dopo la loro esportazione, tra cui la sublime Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, la Madonna della Rosa dal Prado o la Madonna Tempi dalla Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, e dipinti iconici come il Ritratto di Baldassarre Castiglione dal Louvre.

Inoltre, si potranno ammirare, per la prima volta nello stesso luogo, i ritratti dei due papi che consentirono a Raffaello di dimostrare l’immenso potenziale artistico negli anni romani: quello di Giulio II dalla National Gallery di Londra e quello di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi degli Uffizi, dopo il delicato e accurato restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, consentendo il ripristino dei caratteri originari dell’opera.

Inoltre, i visitatori della mostra avranno la possibilità di ricevere in omaggio il libretto con il saggio Modernità di Raffaello. Dalla Lettera a Leone X alla Costituzione italiana, firmata dallo storico e intellettuale Salvatore Settis. La celebre Lettera, scritta dallo stesso Raffaello insieme a Baldassarre Castiglione, rappresenta, secondo il presidente di Ales-Scuderie, Mario De Simoni, “il magnete di tutta la mostra”.

La profonda cultura tradizionale dell’artista e la sua capacità di attualizzarla in progetti moderni, sarà rappresentata, invece, dalla sezione architettonica. Difatti, Raffaello, oltre che pittore, fu anche primo architetto papale con Leone X e come tale si occupò dell’organizzazione dei cantieri per Roma antica e moderna, cercando di restituire agli edifici il loro aspetto originario.

La mostra sarà aperta al pubblico dalle 10 alle 20 da domenica a giovedì, mentre venerdì e sabato fino alle 22.30. Il costo del biglietto è di 15 euro, ma sono previsti anche diversi sconti. Ad esempio, chi acquisterà i biglietti per visitare gli Uffizi e Palazzo Pitti, avrà diritto al 33% di sconto sul costo dell’ingresso alle Scuderie, e viceversa.

Nonostante l’emergenza sanitaria che sta attraverso il nostro Paese, per il momento non sono previsti posticipi o rinvii dell’esposizione. Il grande successo della mostra sembrerebbe essere più forte della paura del contagio e potrebbe essere una buona opportunità per rilanciare il turismo in un momento così difficile.  Anche se, come dichiarato da De Simoni, “il piano B è dentro il cassetto”.

STRASCICO DI POLEMICHE

A sorpresa, a pochi giorni dall’apertura, si è aperto un fronte polemico. L’intero comitato scientifico della Galleria degli Uffizi, co-organizzatore dell’esposizione, ha deciso di dimettersi. Tra i quadri annunciati nell’allestimento e già giunto nella Capitale, c’è anche il Ritratto di Leone X con i cardinali de’ Medici e de’ Rossi opera restaurata per l’occasione dall’Opificio delle Pietre dure di Firenze, finanziato dalle Scuderie del Quirinale proprio in vista della mostra. Secondo il Comitato scientifico, l’opera è inamovibile e non sarebbe dovuto partire da Firenze.

“La grande mostra su Raffaello non poteva fare a meno del Leone X, un capolavoro che tra l’altro è in ottima salute e in perfetta condizione di viaggiare a Roma dopo il restauro dell’Opificio delle pietre dure di Firenze” è la risposta del direttore del museo fiorentino Eike Schmidt “Rivendico pienamente il patriottismo di questa decisione in difformità con quanto suggerito dal Comitato consultivo delle Gallerie degli Uffizi. La grande mostra su Raffaello è un evento culturale epocale, sarà uno dei motivi di orgoglio dell’Italia nel mondo intero quest’anno, non poteva fare a meno del Leone X”

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