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Small Island Big Song: intervista a Yoyo da Rapa Nui (Isola di Pasqua)

Una band composta da musicisti provenienti da piccole isole sparse per gli Oceani con la missione di comunicare al Mondo come i Cambiamenti Climatici stiano danneggiando le loro terre: Yoyo Tuki fu uno dei primi membri di Small Island Big Song.

Small Island Big Song:  intervista a Yoyo da Rapa Nui (Isola di Pasqua)

Small Island Big Song è un progetto culturale ambientalista creato dal produttore musicale Australiano Tim Cole e sua moglie Bao Bao con oltre un centinaio di musicisti aborigeni provenienti da 16 nazioni insulari tra gli Oceani Pacifico e Indiano, al fine di plasmare una presa di posizione musicale di una fetta di Mondo direttamente afflitta da problematiche ambientali. L’album è stato registrato in Natura, sulle isole d’origine degli artisti. È una proposta di musica di commercio equo e solidale.

Yoyo Tuki è uno dei primi musicisti reclutati da Tim Cole e Bao Bao per il progetto, egli vive nell’isola più remota al mondo, il suo nome originale è Rapa Nui ed è conosciuta in tutto il mondo come Isola di Pasqua. Nato e cresciuto su tale isola, è un cantautore professionista, compositore, chitarrista e suonatore di ukelele che combina sapori della musica tradizionale di Rapa Nui al Reggae, Afro, Folk, Latin, New Age e altro. Yoyo ha deciso di imbarcarsi in questa avventura musicale per rendere il Mondo consapevole del pericolo del Riscaldamento Globale e dei Cambiamenti Climatici che minaccia direttamente la sua isola natale.

Grazie a Cultura e Musica il gruppo di musicisti spera di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei gravi problemi ambientali che stanno influenzando le loro vite e quelle delle loro famiglie, alcuni dei musicisti di Small Island Big Song viaggiano in giro per il Mondo con Tim Cole e Bao Bao per mostrare a tutti cosa sta succedendo e cosa loro stanno vivendo in prima persona nelle loro nazioni insulari.

Questa è l’intervista rilasciata dal musicista Yoyo Tuki dell’Isola di Pasqua per First Arte.

Cosa vuoi dire al mondo attraverso il progetto di Small Island Big Song?

“Tutti noi membri della band proveniamo da piccole isolette sparse nell’Oceano, i nostri antenati non avrebbero mai immaginato che sarebbe venuto il giorno in cui i Cambiamenti Climatici avrebbero minacciato le nostre terre. Oggi invece abbiamo bisogno di uno spazio più ampio per la nostra gente, francamente non sappiamo dove potremo sopravvivere nei prossimi anni.

Attualmente raccogliamo la spazzatura che si ammassa sulle nostre coste, i rifiuti dall’Europa arrivano fino a noi attraversando il Pacifico. L’Oceano ci sta dando un segno, me e la mia gente siamo il popolo dell’oceano, e rappresentiamo queste aree remote. Numerose comunità isolane raccolgono questa spazzatura e realizzano video per sensibilizzare le genti di tutto il Mondo mostrando loro ciò sta accadendo nella loro vita di tutti i giorni.

La mia isola Rapa Nui (Isola di Pasqua in Italiano) è molto isolata, si trova a 4000 km di distanza dalla nazione più vicina, nelle sue coste si accumula plastica, rifiuti che provengono da molto lontano, soprattutto da Europa e Asia. Le persone che vivono in queste piccole isole simili alla mia stanno soffrendo molto per via dei Cambiamenti Climatici e gli scarti provenienti dalle Società Moderne.”

Sei arrabbiato a causa della disgrazia che sta colpendo la tua isola?

“È una guerra culturale che combattiamo, che dobbiamo combattere, se ci arrabbiamo e siamo frustrati è semplicemente perché le prime nazioni del Mondo non ci stanno ascoltando: una volta eravamo tutta gente Indigena che desiderava solo vivere in armonia con la Natura.

Sto facendo una presa di posizione interculturale, è vero che viviamo in un mondo moderno ma è vero anche che viviamo ancora accanto al Mondo Naturale Antico, in qualche modo spero che il messaggio dei nostri antenati vi stia toccando e spero che possiate riuscire a vedere il Mondo anche dal nostro punto di vista, il Popolo dell’Oceano Indiano e Pacifico. Noi in qualità di artisti rivestiamo un ruolo cruciale nel rendere tutti consapevoli del pericolo dei Cambiamenti Climatici.”

Qual è il vantaggio dell’utilizzo della musica nel trasmettere il vostro messaggio?

“C’erano Tempi Antichi in cui le persone non possedevano strumenti per scrivere, quindi le genti Indigene Australiane avevano forgiato un database orale di informazioni da trasmettere alla prole attraverso canzoni e ninne nanne che rappresentavano tutto per loro.

La storia dell’Umanità ci dice che la musica c’è sempre stata, le prime genti l’hanno usata per comunicare tra loro importanti schemi sociali, persino il Mondo Moderno ascolta ancora la radio e le cose raccontate attraverso la musica. La musica è un mezzo primario di connessione per gli esseri umani, è strettamente connessa alla vita, attraverso la musica numerose storie vengono raccontate: sin dagli Albori dei Tempi ha rappresentato un mezzo potente per esprimerci e questa è la ragione per cui l’abbiamo scelta per raccontare anche questa storia.

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