6 July, 2020
 

TEFAF 2020: ecco tutte le opere più belle in mostra

Inizia il conto alla rovescia per il TEFAF Maastricht, la più importante fiera d’antiquariato al mondo. Dal 1988 è considerato un appuntamento di fama internazionale, è un vero e proprio punto di riferimento per collezionisti, mecenati e appassionati d’arte. Ecco gli artisti italiani presenti in quest’edizione.

Quest’anno si svolgerà al Maastricht Exhibition & Congress Centre (Mecc) dal 7 al 15 marzo – con accesso anticipato il 5 marzo e anteprima il 6 marzo- . Metterà sotto i riflettori capolavori d’arte antica e contemporanea: 280 espositori di cui 25 al debutto. Verrà divisa in sezioni: Tefaf Antiques conterà 98 espositori, mentre Tefaf La Haute Joaillerie – all’interno di Tefaf Antiques – accoglierà un solo espositore.

E’ previsto l’acquisto di opere direttamente dagli artisti o si può avere accesso ai lavori più recenti sul mercato nelle sezioni Tefaf Modern Art, Tefaf Design e Tefaf Works.

OPERE ECCEZIONALI

Gli espositori che hanno sede in Italia saranno 22. Da Maurizio Nobile spicca un ‘Ritratto di Bertolini’ di Vincenzo Gemito. In stand anche un olio su carta di Giuseppe Molteni raffigurante un ‘Ritratto di scultore di profilo’ del 1840. Per i dipinti si segnala ‘Il banchetto di Dionisio’, un grande olio su tela di Henryk Hektor Siemiradazki.

Inoltre, saranno presenti due big dell’arte italiana, Lucio Fontana con un ‘Tre tagli su bianco’ del 1966 e un’opera monumentale di Arnaldo Pomodoro, ‘Grande basso rilievo per l’Ambasciata italiana a Tokyo’, un imponente bronzo del 1966. La scultura è protagonista da Walter Padovani che porta una terracotta di Alessandro Algardi raffigurante ‘Cristo risorto’.

Alessandra di Castro presenta due candelabri in marmo e bronzo dorato di Giuseppe Valadier. La galleria Lampronti porta una seducente ‘Allegoria della vita’ di Guido Cagnacci. Mentre ‘Roma, veduta del Colosseo e dell’arco di Costantino’, è un olio di Antonio Joli. Fondatico di Tiziana Sassoli espone un Gaetano Gandolfi ‘Venus Chaining Love’ del 1770. Mentre, Alessandro Cesati ha scelto un ritratto in marmo, scolpito dal veneziano Giovanni Bonazza. Massimo de Carlo porta un lavoro di un artista cinese Yan Pei-Ming, ‘Le dernier repas vert’.

Tefaf non è solo dipinti e disegni, la galleria londinese Hancocks presenta una tiara di diamanti che arriva da Henry Cyril Paget, quinto marchese di Anglesey e un bracciale di diamanti di Van Cleef & Arpels del 1967. Dr. Jörn Günther Rare Books mette in mostra il Libro delle Ore Talbot-Beauchamp, manoscritto miniato creato a Rouen nel 1430. Mentre, la Galerie Charbonnier espone un’armatura da Daimyō di tipo Hon-Kozane Tachi-Dō della prima metà periodo Edo, interamente smaltata in argento.

MECENATI E CROWDFUNDING

Il tema centrale del Tefaf Art Market Report 2020 sarà quello del Mecenatismo dell’Arte nel XXI secolo. Su questo, il 6 marzo verrà presentato e sarà scaricabile dal sito ufficiale a partire dalle ore 10 dello stesso giorno, uno studio redatto da Anders Petterson (fondatore di ArtTactic) che analizza i contributi privati (il cosiddetto ‘crowdfunding’ esploso sul web nell’ultimo decennio) alle arti visive concentrandosi sui trend filantropici di millennial e post millennial.

L’Art Market Report esplora i ‘nuovi ecosistemi di mecenatismo’ – adottati anche in mercati emergenti quali il Mali e il Bangladesh – . Proprio per questo, il Tefaf ogni anno supporta tre progetti di conservazione artistico-culturale nel mondo. I destinatari del Tefaf Museum Restoration Fund 2020 sono il Victoria & Albert Museum di Londra per il restauro del Kaufmann Office (1935-1937) progettato da Frank Lloyd Wright e il Los Angeles County Museum per il risanamento della Pietà (1710-1720) dipinto a olio da Melchor Pérez de Holguìn.

Diceva Ezra Pound, poeta statunitense, “Il mecenate ha la possibilità di creare cultura e farla crescere. Non si tratta solo di sostegno economico, ma di realizzare e mettere a disposizione della società qualcosa che senza quel contributo non sarebbe stato possibile.”

L’INFLUENZA DEL CORONAVIRUS

Proprio un anno fa, Tefaf mise sotto la lente d’ingrandimento gli appassionati d’arte cinesi – nuovo traino del mercato dell’arte -. Purtroppo, l’emergenza globale per il coronavirus ha già intaccato i conti del mondo del lusso. Proprio per questo, l’Art Basel Hong Kong è stato costretto a rinunciare alla sua presenza alla Fiera.

“E’ così, il contesto globale con l’epidemia è molto triste, e a Maastricht dove la situazione è sotto controllo, avremo forse qualche collezionista cinese in meno perché con le restrizioni ai viaggi non potrà arrivare in Europa” spiega l’amministratore delegato di Tefaf Maastricht, Patrick van Maris.

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