9 August, 2020
 

Venezia, la collezione Merlini a Palazzo Fortuny

Il collezionismo come atto damore. Si ama larte per non perdere la nostra cultura, le nostre radici. Un amore vissuto con entusiasmo, dedizione e disciplina. (Giuseppe Merlini)

Giuseppe Merlini, commercialista di Busto Arsizio dagli anni 60 del novecento iniziò a collezionare sculture e pitture di artisti italiani seguendo come criterio il proprio gusto individuale e laffinità con lopera di certi artisti come il siciliano Renato Guttuso. Oggi la collezione ci offre uno spaccato di una parte della produzione artistica che caratterizzò il nostro paese dagli anni dieci del Novecento fino alla fine del secolo.

Lesposizione, curata da Francesco Poli e Daniela Ferretti, presenta una selezione di queste.

Il salone del primo piano di quella che fu un tempo dimora  e atelier delleclettico artista andaluso Mariano Fortuny y Madrazo costudisce opere di Giorgio Morandi, Gino Severini, Ardengo Soffici, Filippo de Pisis, Massimo Campigli e Mario Sironi.

I ricchi tessuti alle pareti, opere dellingegno di Fortuny, costituiscono una suggestiva cornice, le opere di scultori ottocenteschi, che fanno parte della collezione permanente del museo, entrano in dialogo con i quadri della mostra donando allo spazio unatmosfera di altri tempi.

Mentre la sezione dedicata alla metafisica, al realismo sociale e esistenziale sono soffusamente illuminate dalle lampade da terra e dai lampadari Shereazade ideate dal maestro spagnolo la stanza del collezionista” è caratterizzata da una illuminazione più diffusa e da pareti chiare. In questa stanza troviamo i noti Concetti Spaziali di Lucio Fontana e lopera Teorema (1971) di Fausto Melotti.

Questa fragile scultura è posta davanti a un busto muliebre in ceramica e oro che Lucio Fontana realizzò nel 1968. Busto Muliebre non è lunica scultura della stanza a rappresentare un volto di donna, La concezione di Adolfo Wildt, opera del 1921, spicca tra una serie di scatti autografati dallartista stesso.

In questa stanza i curatori hanno voluto ricostruire un ambiente di casa Merlini, privilegiando gli artisti a cui egli era più devoto.

Il piano superiore del palazzo dalle pareti segnate dal tempo, a tratti prive di intonaco costudisce grandi tele dellartista Ennio Morlotti, rappresentante del Gruppo degli Otto. Nel salone centrale lopera  Senza Titolo, di Jannis Kounellis, costituita da pietre racchiuse dentro i cardini duna porta, si mimetizza tra la pareti scabra della stanza. Negli ambienti della cucina, di cui restano a testimonianza il camino, il lavabo e le grandi piastrelle bianche trovano posto le opere di Giulio Turcato e Sergio Romiti.

La collezione si rivela come un tentativo di trasmettere ai posteri uninterpretazione di un periodo artistico, una selezione ragionata che mette in luce la figura del collezionista come custode della memoria, della cultura e della storia italiana.

Written by

Martina Di Iulio laureata in Teatro e Arti Visive presso l’Università Iuav di Venezia e ora studentessa del master in sviluppo creativo e gestione delle attività culturali dell’Università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con la Scuola Holden di Torino. Da sei anni è co-organizzatrice di Venice Open Stage, festival internazionale del teatro delle università e delle accademie. Appassionata di comunicazione digitale e arte.

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